Scissione parziale per la società acquistata. L’organico in servizio confluisce nella capogruppo, mentre la rete dei promotori va in Sanpaolo Invest. Ok dei sindacati. Proventi operativi a 884 mln nel 2013 

di Luca Gualtieri

Banca Fideuram riorganizza la struttura operativa dopo l’acquisizione di Banca Sara, portata a termine nel giugno scorso. La controllata del gruppo Intesa Sanpaolo attiva nel risparmio gestito ha siglato un importante accordo con i sindacati del credito e il nuovo assetto sarà operativo dal prossimo 1° ottobre.

 

Banca Sara subirà infatti una scissione parziale che prevede il conferimento a Banca Fideuram del complesso delle attività per l’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria. L’intero organico attualmente in servizio (circa 80 dipendenti) passerà quindi in Fideuram, mentre la rete di promotori finanziari di Banca Sara sarà scissa a favore di Sanpaolo Invest sim. L’intesa raggiunta con i sindacati salvaguarda retribuzioni, inquadramenti, anzianità e sede di lavoro dei singoli dipendenti e li rende destinatari della normativa aziendale e del welfare di Banca Fideuram, omogenei all’articolato assetto di gruppo Intesa Sanpaolo. L’accordo inoltre contiene precise indicazioni in tema di valorizzazione professionale e adeguato utilizzo delle persone, assistito da idonei percorsi formativi.

L’integrazione di Banca Sara si inserisce nell’ambito del più ampio processo di crescita di Banca Fideuram, leader italiano del risparmio gestito con oltre il 30% di quota di mercato, 73,7 miliardi di attività in gestione e con 627 mila clienti. Nei prossimi anni l’istituto guidato da Matteo Colafrancesco punta ad aumentare i proventi operativi netti dai 755 milioni del 2010 pro-forma a 884 milioni nel 2013 con un cagr del 5,4%. In particolare, Banca Fideuram vuole rafforzare la leadership in Italia, con un cagr 2010-2013 della massa amministrata al 4,4%. Per raggiungere questo obiettivo il gruppo punterà al rafforzamento dell’offerta di prodotti e al riposizionamento del portafoglio verso attività a maggior valore aggiunto. Sono previste inoltre azioni di presidio del livello di servizio alla rete e di retention al fine di massimizzare il saldo netto dei promotori in ingresso. Un contributo importante dovrebbe anche venire dal lancio del progetto Fideuram Mobile solution, rivolto agli strumenti IT più avanzati. Non solo. Il gruppo cercherà anche di sviluppare il private banking, facendo leva su una service line (prodotti, servizi, strutture) dedicata ai 20 mila clienti private. L’obiettivo sarà portare il settore private al 45% delle masse totali. Verrà inoltre esteso il servizio di consulenza evoluta Sei, un’innovazione nel mercato dell’asset gathering anche al di là dei confini italiani, al 25% dei clienti.

Oggi la rete di Fideuram è composta da 4.800 private banker che operano su tutto il territorio nazionale con 97 filiali e 324 uffici. Nel primo semestre la raccolta netta totale è stata di 908 milioni di euro e l’utile netto consolidato è stato pari a 132,1 milioni. (riproduzione riservata)