Quasi la metà delle risorse di litio individuate a livello mondiale è concentrata nel “Triangolo del litio” sudamericano, rendendo la regione uno degli anelli più importanti dal punto di vista strategico nella transizione energetica globale. Una nuova analisi di WTW e Cullen Hendrix del Peterson Institute for International Economics, condotta dal Willis Research Network, mostra come eventuali perturbazioni del commercio, delle infrastrutture o della stabilità politica in Cile, Argentina e Bolivia potrebbero innescare conseguenze di vasta portata per le imprese, gli investitori e le catene di approvvigionamento in tutto il mondo.

La ricerca esamina tre scenari per verificare in che modo gli shock nei sistemi minerari critici possano propagarsi a cascata oltre i confini, i settori e i bilanci. Essa rileva che il “Triangolo del litio” funziona come una rete profondamente interconnessa che abbraccia l’estrazione delle risorse, le infrastrutture di trasporto, le rotte commerciali, le catene di approvvigionamento per la produzione di batterie e i mercati globali dei capitali. Di conseguenza, l’esposizione al rischio si estende ben oltre le società minerarie, con organizzazioni che detengono attività, investimenti, dipendenze nella catena di approvvigionamento o relazioni commerciali legate alla regione che potrebbero trovarsi ad affrontare impatti operativi e finanziari significativi.

  • Scenario 1. Shock ambientale. Un forte terremoto che colpisce un bacino di litio ad alta quota, che si estende su parti della Bolivia e dell’Argentina, mette alla prova come i disagi ambientali, lo stress idrico e un coordinamento inadeguato in caso di crisi possano degenerare in restrizioni operative imposte dal governo, negazione dell’accesso, ritardi nei flussi, indebolimento delle controparti e ripercussioni più ampie sulla fiducia del mercato.
  • Scenario 2. Shock fiscale e politico. Un prelievo straordinario sulle esportazioni imposto durante una fase di grave crisi macroeconomica in Argentina mette alla prova il modo in cui uno shock politico potrebbe andare oltre la tassazione, causando ritardi nelle esportazioni, liquidità bloccata, inadempienze contrattuali, penali per ritardi nelle consegne, difficoltà nel rimborso dei prestiti, pressioni di rifinanziamento e una minore fiducia nella futura crescita dell’offerta di litio.
  • Scenario 3. Shock logistico e del lavoro. Una vertenza sindacale in un porto cileno di importanza cruciale, innescata dall’automazione, mette alla prova il modo in cui una vertenza industriale locale potrebbe interrompere un punto nevralgico delle esportazioni, ritardando le spedizioni, mettendo sotto pressione i tempi di incasso, interrompendo gli approvvigionamenti, compromettendo l’adempimento dei contratti e generando effetti più ampi sul mercato.

In tutti gli scenari, gli effetti più immediati spesso non sono i danni fisici, ma i ritardi nelle spedizioni, l’accesso limitato, l’interruzione dei contratti, la volatilità dei prezzi, il rischio di mancato pagamento o i vincoli alla circolazione dei capitali. Queste pressioni possono influire sui ricavi, sulla liquidità, sui crediti, sulla capacità di servizio del debito e sulle controparti prima che si verifichino perdite operative visibili.

Secondo il report la concentrazione di risorse, la crescita futura dell’offerta e i corridoi di esportazione del “Triangolo del litio” fanno sì che eventuali perturbazioni locali possano influire sulla produzione attuale, sui progetti futuri in cantiere, sulle opzioni di diversificazione e sulla fiducia del mercato, aumentando il rischio di accumulo lungo le catene di approvvigionamento, tra le controparti e nei mercati.

Le perdite derivano spesso da limitazioni di accesso, restrizioni operative imposte dal governo, misure fiscali o valutarie, azioni sindacali, ritardi nei pagamenti, mancati pagamenti e ritardi prolungati, piuttosto che dal solo danno fisico alle attività.

Il rischio politico è determinato dagli sforzi dei governi volti a catturare valore e affermare il controllo, nonché dalle aspettative delle comunità in merito all’uso dell’acqua, all’impatto ambientale, alla consultazione e alla distribuzione dei benefici economici.

I corridoi logistici sono punti di trasmissione critici. I porti, i valichi di frontiera e le vie di trasporto concentrano i flussi attraverso un numero limitato di nodi, il che significa che le interruzioni locali possono rapidamente trasformarsi in tensioni regionali o internazionali, influenzando i tempi di spedizione, la contabilizzazione dei ricavi, l’adempimento dei contratti e la durata dell’interruzione.

“Nei sistemi concentrati, l’interdipendenza diventa parte integrante del rischio. Le organizzazioni sono esposte non solo nei luoghi in cui operano, ma anche attraverso le catene di approvvigionamento, i corridoi logistici, le strutture finanziarie e le controparti. I leader devono comprendere dove si colloca tale esposizione prima che si verifichi una perturbazione e dove la resilienza, la ritenzione del rischio o l’assicurazione possano fare la differenza”, ha commentato Rupert Mackenzie, responsabile delle risorse naturali di WTW.

«In contesti operativi complessi come il Triangolo del Litio, le perturbazioni raramente seguono un unico percorso. Le pressioni ambientali, politiche e operative tendono ad intensificarsi contemporaneamente, spesso in condizioni di incertezza, generando impatti che possono estendersi ben oltre l’evento iniziale. La vera sfida per le organizzazioni non consiste semplicemente nell’assorbire lo shock iniziale, ma nel prendere decisioni tempestive prima che la perturbazione si traduca in stress finanziario. La simulazione di scenari crea valore quando la discussione guida le decisioni aziendali, aiutando i leader a mettere in discussione la propria strategia, i propri investimenti, la propria resilienza e il proprio livello di preparazione”, ha concluso Cullen Hendrix, Senior Fellow presso il Peterson Institute for International Economics.

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