Da gennaio a giugno 2026 le denunce di infortunio sul lavoro (compresi gli studenti e gli eventi in itinere) mostrano un aumento moderato, accompagnato da una riduzione dei casi mortali, mentre le malattie professionali denunciate crescono di oltre il 16% rispetto al 2025
Nel I semestre 2026 sono state rilevate dall’INAIL 213.985 denunce di infortuni “in occasione di lavoro” (esclusi gli studenti), con un aumento del 4,71% rispetto alle 204.364 denunce del primo semestre 2025. L’incidenza di tali infortuni sul totale delle denunce (al netto degli studenti) passa dall’81,89% all’81,32%, indicando una crescita numerica ma con peso percentuale sostanzialmente stabile nel complesso degli eventi segnalati.
Dal punto di vista territoriale, l’analisi per regione mostra incrementi diffusi nelle denunce di infortuni in occasione di lavoro. Le principali variazioni assolute riguardano Lombardia (+2.331 denunce), Lazio (+1.535), Emilia‑Romagna (+1.025), Sicilia (+990), Piemonte (+857), Veneto (+585), Campania (+575) e Puglia (+424), con aumenti più contenuti in Friuli‑Venezia Giulia, Sardegna, Calabria, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Liguria. In controtendenza si collocano la Provincia autonoma di Bolzano (-82 denunce), la Provincia autonoma di Trento (-55) e la Valle d’Aosta (-3), dove si registra una lieve riduzione degli eventi denunciati.
Infortuni sul lavoro con esito mortale in calo
Sul versante dei casi con esito mortale, nel primo semestre 2026 si rilevano 342 denunce di infortuni in occasione di lavoro (esclusi gli studenti), in diminuzione del 4,20% rispetto alle 357 registrate tra gennaio e giugno 2025. L’incidenza dei casi mortali rispetto al totale degli infortuni in occasione di lavoro passa dal 72,12% al 72,77%, mentre l’incidenza standardizzata sui lavoratori occupati scende da 1,48 a 1,41 decessi denunciati ogni 100.000 occupati (-4,73%).
Per genere, le denunce di infortunio mortale femminile aumentano da 19 a 23 casi (+21,05%), mentre quelle maschili si riducono da 338 a 319 (-5,62%). A livello regionale, si registrano incrementi, tra gli altri, nel Lazio (+4 casi), in Calabria, Emilia‑Romagna e Provincia autonoma di Trento (+3), in Campania, Liguria e Toscana (+2), oltre che in Sardegna, Marche e Veneto (+1); viceversa, diminuiscono i casi in Basilicata (-8), Abruzzo (-6), Provincia autonoma di Bolzano (-5), Friuli‑Venezia Giulia e Umbria (-4), Lombardia e Puglia (-3), Piemonte (-2), Sicilia e Valle d’Aosta (-1), mentre il Molise resta invariato.
Infortuni in itinere: crescita delle denunce, calo dei casi mortali
Gli infortuni in itinere (esclusi gli studenti) mostrano un andamento differenziato: le denunce totali passano da 45.185 a 49.166, con un aumento dell’8,81% e un’incidenza sul totale delle denunce (al netto degli studenti) in crescita dal 18,11% al 18,68%. La componente femminile sale da 22.291 a 24.016 denunce (+7,74%), mentre quella maschile cresce da 22.894 a 25.150 (+9,85%).
A livello territoriale, l’espansione è generalizzata, con incrementi più rilevanti in Emilia‑Romagna (+965 denunce), Lombardia (+486), Piemonte (+376), Veneto (+354), Liguria (+297), Puglia (+296), Toscana (+219), Sicilia (+166), Campania (+155), Abruzzo (+132) e Calabria (+117), oltre ad aumenti in Friuli‑Venezia Giulia, Umbria, Lazio, Sardegna, Molise, Province autonome di Bolzano e Trento, Basilicata, Marche e Valle d’Aosta.
Diverso il quadro per gli infortuni in itinere con esito mortale: le denunce scendono da 138 a 128 (-7,25%), con un’incidenza percentuale sul totale degli infortuni (al netto degli studenti) che diminuisce dal 27,88% al 27,23%. Per genere, le denunce femminili passano da 21 a 16 (-23,81%), mentre quelle maschili da 117 a 112 (-4,27%). Teritorialmente, si registrano incrementi in Sardegna (+5 casi), Liguria (+3), Basilicata (+2), Calabria, Puglia, Veneto, Abruzzo e Provincia autonoma di Trento (+1), a fronte di riduzioni in Campania (-9), Emilia‑Romagna (-6), Friuli‑Venezia Giulia (-3), Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano (-2), Lazio, Lombardia e Umbria (-1), con situazioni stabili in Sicilia, Toscana, Marche, Molise e Valle d’Aosta.
Infortuni occorsi agli studenti
Nel primo semestre 2026 il Bollettino evidenzia 50.905 denunce di infortuni in occasione delle attività scolastiche occorsi a studenti, in aumento del 5,01% rispetto alle 48.475 del periodo gennaio‑giugno 2025. L’incidenza di tali eventi sul totale delle denunce di infortuni agli studenti scende dal 97,77% al 97,33%, pur mantenendosi su livelli molto elevati. Le denunce femminili passano da 20.323 a 21.286 (+4,74%), quelle maschili da 28.152 a 29.619 (+5,21%), confermando una crescita omogenea per genere.
Le denunce di infortuni in itinere occorsi a studenti aumentano da 1.106 a 1.396 (+26,22%), con un’incidenza sul totale delle denunce per studenti che passa dal 2,23% al 2,67%. Il numero di denunce femminili in itinere sale da 468 a 632 (+35,04%), mentre quello maschile cresce da 638 a 764 (+19,75%), segnalando una dinamica espansiva più marcata tra le studentesse.
A livello regionale, per gli infortuni scolastici “in occasione di attività”, si osservano incrementi significativi in Lombardia (+996 denunce), Emilia‑Romagna (+741), Toscana (+337), Sicilia (+197), oltre a variazioni più contenute in diverse altre regioni, a fronte di riduzioni, tra le altre, in Provincia autonoma di Trento, Friuli‑Venezia Giulia, Umbria, Marche, Molise, Campania e Calabria. Per gli infortuni in itinere degli studenti, le variazioni più rilevanti riguardano Lombardia, Emilia‑Romagna, Toscana, Lazio e Friuli‑Venezia Giulia, con alcune diminuzioni in Puglia, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento e Calabria.
Sul fronte degli esiti mortali, nel semestre si registrano 8 denunce di infortuni mortali in occasione delle attività scolastiche, rispetto alle 5 rilevate nel 2025 (+60%), e 4 infortuni in itinere con esito mortale, rispetto a 2 (+100%). Per genere, gli infortuni mortali scolastici passano da 2 a 3 casi tra le studentesse e da 3 a 5 tra gli studenti; gli esiti mortali in itinere aumentano da 1 a 2 sia per la componente femminile sia per quella maschile.
Malattie professionali: crescita intensa e diffusa
Sul versante delle malattie professionali, nel periodo gennaio‑giugno 2026 le denunce protocollate sono 59.480, con un aumento del 16,66% rispetto alle 50.986 del primo semestre 2025. La componente femminile registra 15.293 denunce (13.138 nel 2025; +16,40%), mentre la componente maschile raggiunge 44.187 denunce (37.848 nel 2025; +16,75%), evidenziando una crescita omogenea tra generi.
Territorialmente, gli incrementi più consistenti si riscontrano in Toscana (+1.999 denunce), Puglia (+1.130), Marche (+854), Veneto (+811), Emilia‑Romagna (+780) e Campania (+552), seguiti da Sardegna (+432), Abruzzo (+383), Lazio (+337), Sicilia (+314), Lombardia (+303), Liguria (+246), Piemonte (+211), Calabria (+188), Provincia autonoma di Bolzano (+60), Molise (+35), Basilicata (+34) e Provincia autonoma di Trento (+11). Riduzioni si osservano invece in Friuli‑Venezia Giulia (-147 denunce), Umbria (-33) e Valle d’Aosta (-6).
Questo quadro indica una forte intensificazione della segnalazione di patologie lavoro‑correlate nella gran parte delle regioni, segno di una crescente emersione dei rischi sanitari occupazionali e di un consolidamento dei processi di denuncia e riconoscimento delle malattie professionali.
Complessivamente, il primo semestre 2026 presenta:
Un aumento moderato delle denunce di infortuni sul lavoro “in occasione di lavoro” e “in itinere”, con incidenza in crescita sugli occupati, ma accompagnato da una riduzione dei casi mortali, sia in occasione di lavoro sia in itinere.
Una crescita sensibile degli infortuni occorsi agli studenti, soprattutto in itinere, con un incremento anche degli esiti mortali, seppur su numeri assoluti contenuti.
Una dinamica fortemente espansiva delle malattie professionali denunciate, diffusa a livello regionale e omogenea per genere, che rende centrale il presidio dei rischi cronici e delle esposizioni prolungate nei luoghi di lavoro.
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