Una nuova pubblicazione di Banca d’Italia descrive le interconnessioni tra banche, assicurazioni, fondi di investimento ed economia italiana nel periodo 2019-2025, considerando sia le esposizioni dirette sia i legami indiretti derivanti da controparti o settori economici comuni. L’analisi evidenzia che le banche sono principalmente esposte verso famiglie e imprese non finanziarie, mentre i rapporti creditizi con assicurazioni e fondi risultano contenuti. Le assicurazioni investono soprattutto in quote di fondi, mentre questi ultimi detengono prevalentemente titoli emessi da imprese non finanziarie
L’occasional paper di Banca d’Italia (Interconnectedness in the Italian financial sector: banks, investment funds and insurance companies) analizza in modo granulare le interconnessioni tra banche, imprese di assicurazione, fondi di investimento e economia reale in Italia nel periodo 2019–2025, utilizzando dati di prestiti e titoli a livello di controparte e di ISIN.
L’obiettivo è individuare i principali canali attraverso cui uno shock può propagarsi nel sistema: tramite esposizioni creditizie dirette, tramite portafogli di titoli sovrapposti, o attraverso complesse strutture infragruppo che collegano banche e non‑bank financial intermediaries (NBFI).
Il paper copre tre pilastri:
la struttura delle esposizioni per asset class e settore;
il grado di sovrapposizione dei portafogli (overlapping portfolios) con indicatori quantitativi;
il peso delle posizioni infragruppo e l’effetto della loro eliminazione sulla rete di legami finanziari.
Struttura delle esposizioni: chi è connesso a chi
I dati confermano che le banche rimangono il nodo principale di intermediazione verso famiglie e imprese non finanziarie: nel 2025 i prestiti a households e NFC rappresentano circa il 23% e il 18% degli attivi bancari totali, rispettivamente.
Le esposizioni dirette verso assicurazioni e fondi, invece, sono modeste: i prestiti alle compagnie sono intorno allo 0,2% degli attivi e quelli ai fondi circa lo 0,6%, sebbene entrambi quasi raddoppiati rispetto al 2019.
Sul lato titoli, le azioni e obbligazioni emesse da compagnie di assicurazione e le quote di fondi pesano complessivamente meno del 2% degli attivi bancari, ma in crescita nel periodo.
Le banche detengono anche titoli emessi da OFI (other financial intermediaries), per circa il 2% degli attivi, e prestiti a OFI per circa il 4,5%, evidenziando un legame non trascurabile con il perimetro NBFI domestico.
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