L’intelligenza artificiale può cambiare non soltanto i processi, ma l’economia stessa dell’industria assicurativa. Per compagnie, intermediari e provider tecnologici, la questione non è più se adottare l’AI, bensì come scegliere un posizionamento competitivo, riorganizzare dati e processi decisionali e difendere la relazione con il cliente. È la tesi centrale del report McKinsey How AI will reshape the economics of insurance: A CEO’s guide to strategy, che descrive un settore finora caratterizzato da una trasformazione relativamente lenta: i premi globali sono cresciuti, ma meno della redditività e con una produttività complessivamente piatta. Dal 2005 al 2025, i premi lordi sono aumentati in media del 4,9% annuo, fino a circa 8.300 miliardi di dollari, mentre gli utili ante imposte sono cresciuti del 4,3%, raggiungendo circa 580 miliardi.

Un mercato cresciuto meno dell’economia

Secondo l’analisi, nell’ultimo decennio i ricavi assicurativi sono saliti a 1,24 volte quelli del 2015, un ritmo inferiore sia alla crescita del PIL mondiale, pari a 1,58 volte, sia a quello di gran parte degli altri comparti economici. Il fenomeno segnala un problema di rilevanza: l’offerta assicurativa non starebbe crescendo con la stessa velocità dei rischi da coprire.

Il divario di protezione resta particolarmente ampio nelle catastrofi naturali e nel cyber risk. Per i soli eventi naturali, il protection gap globale è stimato dal report in 133 miliardi di dollari nel 2025; nel cyber, meno dell’1% dei costi globali risulterebbe oggi assicurato, con un gap stimato in circa 900 miliardi di dollari.

L’AI potrebbe tuttavia contribuire ad ampliare il mercato assicurabile in tre direzioni:

  • La nascita di nuove esposizioni: responsabilità connessa all’AI, interruzione d’attività non fisica, rischi cyber più evoluti e trasformazioni della forza lavoro.
  • La diffusione di modelli assicurativi più flessibili, quali coperture parametriche, microcoperture integrate nei processi di acquisto e polizze on demand.
  • Un underwriting più preciso, basato su dati in tempo reale, aggiornamento continuo dei modelli e migliore capacità di gestione del sinistro.

L’obiettivo non sarebbe quindi soltanto rendere più efficiente il tradizionale trasferimento del rischio, ma accompagnare l’assicurato nella prevenzione. Telematica, dati satellitari, Internet of Things e strumenti predittivi potrebbero spostare il rapporto da una logica reattiva — indennizzare dopo il sinistro — a una relazione continuativa di monitoraggio e mitigazione del rischio.

Distribuzione, cambia il controllo della relazione

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