L’indagine IVASS evidenzia criticità su qualità della consulenza, questionari di adeguatezza e processi di vendita, specie via call center e piattaforme digitali.
di Leandro Giacobbi
LA PREMESSA
Nel mese di luglio IVASS ha pubblicato un’analisi sui canali distributivi di recente ingresso sul mercato assicurativo. L’indagine definisce immediatamente le ragioni di questa iniziativa, precisando che queste nuovi intermediari, iscritti nel RUI direttamente o tramite società dedicate, hanno iniziato a proporre polizze danni spesso scollegate dal servizio principale, focalizzate su coperture standardizzate per casa, infortuni, animali domestici e viaggi, caratterizzate da premi contenuti. Di chi si tratta: utilities che gestiscono servizi essenziali, come luce e gas e telecomunicazioni, le catene della grande distribuzione e gli operatori della mobilità. L’Istituto di sorveglianza conferma la sua attenzione per queste nuove esperienze con l’obiettivo di verificare il rispetto degli standard di correttezza e trasparenza a tutela degli assicurati. Su questa azione di verifica si posiziona un’indagine che ha riguardato un campione di 7 distributori, di cui 5 operanti nelle utilities, 1 nella mobilità e 1 nella grande distribuzione, e 17 compagnie assicurazione partner, di cui 9 italiane e 8 estere, per un volume complessivo di premi intermediati pari a circa 98,5 milioni di euro nel 2025.
L’OGGETTO DELL’INDAGINE
L’indagine ha esaminato in particolare:
- le caratteristiche delle polizze ed il loro rapporto qualità/prezzo, in considerazione delle condizioni contrattuali (garanzie, esclusioni, limitazioni, franchigie, e periodi di carenza);
- la chiarezza dell’informativa resa alla clientela dell’acquisto di un prodotto assicurativo insieme a un altro bene o servizio;
- la correttezza e la trasparenza delle pratiche di vendita.
Particolarmente rilevante è il primo punto, perché il rapporto qualità/prezzo è un terreno delicato. La valutazione della qualità tecnica delle coperture – garanzie, esclusioni, limitazioni, franchigie e periodi di carenza – rientra pienamente nelle competenze dell’IVASS. Più complesso è invece riservarsi un giudizio preventivo sul prezzo, che in un mercato concorrenziale rappresenta la principale leva competitiva e può essere valutato con cognizione di causa solo alla luce dei risultati tecnici nel tempo. Per questo motivo, l’analisi del rapporto qualità/prezzo richiede particolare cautela nella sua interpretazione.
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