Il Risk Dashboard di luglio 2026 pubblicato da EIOPA per le istituzioni di previdenza professionale (IORP) evidenzia un quadro di rischio complessivamente stabile su livello medio, ma con rischi di mercato e di rendimento degli attivi ancora elevati e una prospettiva di peggioramento nei prossimi 12 mesi. Il settore europeo delle pensioni occupazionali mostra una buona resilienza, sostenuta da solidi indici di funding per gli schemi a prestazione definita (DB) e da performance di portafoglio positive, ma opera in un contesto macro e geopolitico caratterizzato da inflazione attesa più alta, crescita più debole e volatilità riaccesa sui mercati delle commodity.

Macroeconomia e credito: trend in deterioramento

I rischi macroeconomici sono valutati su un livello medio, con trend in aumento. Nel secondo trimestre 2026 le previsioni d’inflazione su base globale sono state riviste al rialzo al 2,9% (dal 2,5%), mentre le stime di crescita del PIL per i prossimi quattro trimestri sono state ridotte all’1,4% (da 1,6%). La curva dei tassi swap a 10 anni mostra un lieve calo al 3,2%, dopo un trend ascendente dal 2021, ma la combinazione di inflazione più alta e tensioni geopolitiche (energia, trasporti) mantiene elevata l’incertezza.

I rischi di credito restano su livello medio e stabile. Gli spread CDS su titoli governativi e corporate sono contenuti a fine giugno, con un lieve allargamento a metà luglio. Le esposizioni dirette dei fondi pensione a debito sovrano e corporate (escluse le quote via OICR) restano intorno al 14% e 2% degli attivi; includendo gli OICR, la mediana di esposizione a bond corporate sale intorno al 19,2%. La qualità media del credito è elevata (CQS 1,7, tra AA e A), con esposizione mediana a titoli sotto investment grade pari a 0%, anche se la media ponderata di settore arriva al 5,8%, segnalando concentrazioni su alcune entità di maggiori dimensioni. EIOPA sottolinea la necessità di monitorare con attenzione costi di finanziamento e segmento private credit, dove i segnali dei mercati pubblici potrebbero non riflettere pienamente i rischi emergenti.

Rischi di mercato e rendimento: livello alto, outlook in peggioramento

La categoria “market & asset return risks” è quella più critica: i rischi restano su livello alto, con un trend di breve in attenuazione grazie al calo della volatilità azionaria e obbligazionaria a fine giugno, ma con outlook a 12 mesi in aumento. Le turbolenze geopolitiche di metà luglio hanno riacceso la volatilità, in particolare nel comparto delle commodity.

Dal punto di vista delle allocazioni, nel primo trimestre 2026 la mediana di esposizione a bond (incluse le quote via OICR) è salita al 54,8%, mentre quella a equity è scesa al 25,1%; l’esposizione diretta a property resta limitata (mediana sotto l’1%), pur salendo al 5,8% in media ponderata. La duration mediana degli attivi è appena sotto i 5 anni (circa 7 anni in media di settore), con un’esposizione rilevante, soprattutto per i fondi più grandi, ad attivi in valuta estera.

Sul fronte dei rendimenti, la performance di portafoglio (reddito da investimenti inclusi utili/perdite non realizzati) è stata positiva nel 2025 (+3,2% degli attivi), ma sensibilmente inferiore al 6,7% del 2024, con una “coda bassa” della distribuzione negativa per alcune entità. I costi (amministrativi, di investimento e altri) restano stabili intorno allo 0,5% degli attivi. EIOPA avverte che, alla luce di valutazioni elevate, tensioni fiscali e possibili revisioni del premio per il rischio, resta concreta la possibilità di una correzione più ampia dei mercati.

Liquidità, funding e concentrazione: quadro generalmente equilibrato

I rischi di liquidità sono valutati su livello medio e mostrano segnali di stabilità. Il valore netto di mercato dei derivati rispetto agli attivi è mediamente negativo (-1% in mediana, circa -4,8% in media ponderata), riflettendo il contesto di tassi elevati; tuttavia, questo si bilancia con le posizioni di cassa e liquidità, in particolare per i fondi di maggior dimensione. Il rapporto di liquidità (attività liquide su attivi totali) resta intorno al 51,4%, mentre il rapporto contributi/prestazioni sale a circa 112,8% (121% in media ponderata), indicando flussi di cassa complessivamente confortevoli.

I rischi di riserve e funding salgono a livello medio, ma con una posizione DB complessivamente robusta: dopo la transizione di circa un terzo degli IORP olandesi da DB a DC, la mediana del funding ratio (attivi/provisioni tecniche) si attesta al 125,3% e l’eccedenza di attivi sulle passività al 23,5%.

I rischi di concentrazione restano su livello medio. Le esposizioni dirette a banche e altre istituzioni finanziarie sono molto limitate in mediana (vicine allo 0%), pur salendo rispettivamente al 5,7% e 5,0% in media ponderata. Le esposizioni a debito sovrano domestico restano intorno all’1,2% (circa 4,9% in media). Gli indici di concentrazione (Herfindahl‑Hirschman) per asset class, settore e Paese non mostrano variazioni significative, ma evidenziano alti livelli di concentrazione per gli IORP che investono quasi esclusivamente via OICR.

ESG e rischi digitali

I rischi ESG‑related sono stabili su livello medio. La quota mediana di green bond su totale corporate bond si attesta al 9,7%, dopo un trend ascendente dal 2022; l’esposizione a attività taxonomy‑eligible è intorno al 14,8% (27,6% in media ponderata), mentre la quota di attivi climaticamente rilevanti cresce leggermente (0,7% in mediana, 10% in media). L’esposizione a società della filiera del carbone termico è molto contenuta, vicino allo 0% in mediana.

Digitalizzazione & cyber risk sono anch’essi classificati a livello medio, ma con un aumento della loro materialità nella valutazione dei supervisori nel secondo trimestre 2026. EIOPA collega questa crescita sia all’incertezza geopolitica persistente sia ai rischi sistemici cyber associati ai frontier AI models, richiamando la necessità di rafforzare le capacità di cybersecurity dei fondi, anche in coerenza con le esigenze del quadro DORA. In sintesi, il settore delle pensioni occupazionali mostra una buona tenuta strutturale, ma deve gestire un equilibrio delicato tra rendimenti, rischi di mercato e nuove minacce digitali in uno scenario globale sempre più instabile.

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