IL WEB MARKETING PER GLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI

Autore: Sara Tortelli
ASSINEWS 388 – Settembre

Come presidiare LinkedIn e Facebook per intercettare la domanda, educare il mercato e posizionarsi come consulenti di fiducia

Il mercato assicurativo italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione digitale, dove il rapporto tra intermediario e cliente si ridefinisce attraverso l’integrazione fra canali fisici e canali online. Le relazioni annuali dell’IVASS e gli osservatori di settore evidenziano in generale, negli ultimi anni, una crescita progressiva delle polizze sottoscritte attraverso strumenti digitali e un utilizzo sempre più diffuso dello smartphone come dispositivo di ricerca e di acquisto. Questa evoluzione non sostituisce il ruolo dell’intermediario, ma lo riposiziona.

Le indagini sul comportamento del consumatore assicurativo italiano restituiscono un quadro coerente: il cliente desidera sempre più informarsi in autonomia nelle prime fasi del processo decisionale, ma continua a cercare il supporto di un consulente umano nei momenti più delicati, ovvero quando si tratta di comprendere clausole complesse, valutare la congruità delle coperture rispetto ai propri rischi reali e finalizzare la sottoscrizione. La componente fiduciaria, in altre parole, resta centrale e si intreccia con la componente digitale anziché contrapporsi a essa. Il percorso di acquisto online, peraltro, presenta criticità note agli operatori: la difficoltà di comprendere il linguaggio tecnico delle polizze, la lunghezza delle procedure di sottoscrizione e la diffidenza nei confronti di proposte commerciali ricevute da soggetti non sempre chiaramente identificabili generano frequenti abbandoni.

A questo quadro si aggiungono i rischi reputazionali emergenti, primo fra tutto il fenomeno della truffa con furto di identità dell’intermediario, in cui reti criminose utilizzano strumenti tecnologici sempre più sofisticati per clonare marchi reali e dati di iscrizione al Registro RUI allo scopo di promuovere polizze contraffatte.

Le community digitali si configurano, in questo scenario, come uno strumento prezioso per l’intermediario: consentono di colmare il divario informativo che spesso allontana il consumatore dalla materia assicurativa, educare il mercato a una cultura della prevenzione e del rischio, tutelando al tempo stesso la propria identità professionale, riconoscibile e verificabile, in un ecosistema online popolato anche da soggetti abusivi.

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