La bancassurance consolida il proprio ruolo di principale modello distributivo nelle assicurazioni vita e continua a crescere anche nel comparto danni. In Italia, nel 2025, secondo quanto riporta ANIA nella sua pubblicazione “L’Assicurazione italiana 2025-202”, i premi vita e danni distribuiti attraverso banche e Poste hanno raggiunto 71,5 miliardi di euro, pari al 44,1% della raccolta premi complessiva.
Dalla fine degli anni Ottanta banche e imprese di assicurazione hanno operato in misura crescente in modo integrato. Si sono moltiplicati sia gli accordi commerciali per la distribuzione di prodotti assicurativi attraverso gli sportelli bancari, in particolare nel ramo vita, sia le partecipazioni delle banche nel capitale delle compagnie assicurative. La bancassicurazione si è così affermata come principale modello distributivo nel comparto vita, mentre nel settore danni mostra una tendenza alla crescita.
Per gli intermediari bancari, la distribuzione di prodotti assicurativi può contribuire a diversificare i ricavi, sfruttare sinergie nei costi del personale e delle infrastrutture e ampliare la gamma dell’offerta, con la possibilità di raggiungere un bacino più ampio di clientela. Il modello consente inoltre di valorizzare la complementarità tra prodotti bancari e assicurativi. Un esempio è rappresentato dall’erogazione di un mutuo per l’acquisto di un immobile, che può essere collegato alla vendita di una copertura assicurativa contro i danni.
Anche per le compagnie assicurative la collaborazione con il canale bancario può consentire economie di scala e di scopo nella distribuzione, oltre all’accesso a una clientela più vasta attraverso la rete degli sportelli e alle informazioni disponibili sulle condizioni economiche e finanziarie dei clienti.
I modelli della bancassurance
Sono tre le macro-tipologie di bancassurance.
- Joint venture : una società assicurativa è partecipata da un’altra impresa di assicurazione, che apporta capitale e servizi, e da un istituto bancario. Il controllo della società può essere esercitato dalla banca oppure dall’impresa di assicurazione.
- Captive : la compagnia assicurativa costituisce la “fabbrica” dei prodotti distribuiti dal soggetto bancario, che ne ferma il controllo. È il modello caratterizzato dalla più forte integrazione tra produttore e distributore.
- Altri accordi distributivi : la compagnia stipula un accordo commerciale con un soggetto bancario e mette a disposizione uno o più prodotti assicurativi. Non sono necessariamente previste partecipazioni di capitale o vincoli di esclusiva.
In Italia prevale il modello captive, considerando congiuntamente i volumi raccolti nei rami vita e danni. Il suo peso percentuale è aumentato in misura rilevante negli ultimi anni e, nel 2025, ha sfiorato l’80% dei premi distribuiti attraverso i tre modelli considerati.
Nello stesso anno, i premi vita e i danni distribuiti dal canale bancario e postale sono ammontati a 71,5 miliardi di euro. Tale volume equivale al 44,1% del totale dei premi raccolti ed è risultato in aumento rispetto all’anno precedente.
Vita, quota stabile vicino al 60%
Nel ramo vita il canale bancario e postale ha assunto un’importanza progressivamente crescente durante gli anni Novanta. Dai primi anni Duemila, la quota della raccolta intermediata attraverso sportelli bancari e postali ha mantenuto una posizione maggioritaria.
La relativa incidenza si è attestata su livelli prossimi al 60% ed è rimasta sostanzialmente stabile. La bancassicurazione rappresenta pertanto il principale canale distributivo per le assicurazioni sulla vita.
Danni, raccolta più che raddoppiata
Nel comparto danni lo sviluppo della bancassicurazione è più recente e graduale. La sua incidenza resta inferiore rispetto a quella degli altri canali distributivi, ma la crescita risulta significativa.
Tra il 2013 e il 2025, la quota dei premi danni raccolti tramite sportelli bancari e postali sul totale della raccolta danni è più che raddoppiata: dal 3,6% al 9,8%.
In termini assoluti, nel 2025 i premi raccolti tramite canali bancari e postali hanno superato 4,2 miliardi di euro, su una raccolta complessiva del comparto pari a 43,6 miliardi.
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