AXA chiude il primo semestre 2026 con risultati in linea con gli obiettivi del piano strategico “Unlock the Future” per il triennio 2024‑2026. L’utile sottostante per azione sale a 2,19 euro, in aumento dell’8% rispetto al primo semestre 2025, mentre l’utile sottostante complessivo raggiunge 4,5 miliardi di euro, +4% anno su anno e +9% su base omogenea escludendo AXA Investment Managers, ceduta nel 2025. La crescita è trainata dal buon andamento sia del comparto Danni (P&C), sia Vita e Salute (L&H), e da un continuo contributo delle iniziative di efficienza, in particolare tecnologiche e legate all’intelligenza artificiale.

Sul fronte dell’attività, i premi lordi contabilizzati e altri ricavi si attestano a 66,3 miliardi di euro, in aumento del 5% rispetto al primo semestre 2025. Nel Danni, i premi P&C crescono del 3% a 35,1 miliardi, con una dinamica più vivace nelle linee Retail (+8%) sostenuta da effetti prezzo favorevoli e aumento dei volumi, soprattutto nel Motor in Europa e Francia. Le linee Commerciali segnano un +1%, grazie a crescita in Francia e nei mercati emergenti, mentre AXA XL Insurance registra un lieve calo dei premi (-1%) per gestione disciplinata del ciclo in un contesto di ammorbidimento dei prezzi, e AXA XL Reinsurance flette del 9% per riduzione volontaria dei volumi in un mercato riassicurativo più “soft”.

Nel Vita e Salute, i premi e ricavi L&H crescono dell’8% a 31,2 miliardi. Il segmento Vita da solo sale del 9% a 20,4 miliardi, trainato da Unit‑Linked (+17%), da una solida crescita della Protezione (+6%) – con buone performance in Hong Kong, Giappone e Francia – e da prodotti G/A (+7%) supportati da campagne commerciali e prodotti capital‑light. La componente Health aumenta del 6% a 10,8 miliardi, grazie a effetti prezzo favorevoli sia nel business di gruppo sia in quello individuale in tutte le geografie.

Nel Danni, l’utile sottostante P&C cresce del 6% a 3,2 miliardi di euro, sostenuto da un miglioramento del risultato tecnico e da un maggiore contributo finanziario. Il combined ratio “all‑year” si attesta al 90,1% (90,3% su base omogenea al netto di Prima), restando su livelli tecnicamente molto robusti. Il loss ratio corrente (esclusi catastrofi naturali) aumenta leggermente, soprattutto per AXA XL Insurance – anche per perdite in Medio Oriente – mentre migliora nelle linee Retail e Commerciali ex‑XL. Il rapporto spese rimane sostanzialmente stabile e la componente di sconto sulle riserve aumenta, beneficiando di tassi medi più elevati; il carico normalized di catastrofi naturali resta intorno a 3,5 punti, coerente con una guidance di circa 4,5 punti per l’intero esercizio.

Nel Vita e Salute, l’utile sottostante L&H registra una crescita ancora più sostenuta, +11% a 2,0 miliardi di euro. Il risultato tecnico di breve termine beneficia delle azioni su underwriting, sinistri e gestione dei costi nei portafogli Health e Protection, mentre il risultato di lungo termine riflette l’aumento del rilascio di CSM (Contractual Service Margin), alimentato da maggiori riserve e margini più elevati riconosciuti nella seconda metà del 2025. I flussi netti (net flows) di L&H sono positivi per 4,7 miliardi, in aumento rispetto ai 3,6 miliardi del 1H25, con contributi particolarmente forti da Protection (+3,4 miliardi) e Health (+1,7 miliardi), mentre le uscite dai prodotti G/A tradizionali continuano a pesare, pur bilanciate dalla crescita nei prodotti capital‑light.

Dal punto di vista patrimoniale, AXA conferma una posizione di forte solidità. Il Solvency II ratio è pari al 218% al 30 giugno 2026, in aumento di 3 punti rispetto al 215% di inizio anno. L’incremento riflette un robusto ritorno operativo (circa +17 punti), al netto di dividendi maturati e buyback (circa -12 punti), e l’impatto positivo di modifiche regolamentari e di modello (+2 punti), solo parzialmente compensati da effetti negativi dei mercati (-4 punti) legati all’ampliamento degli spread governativi e a maggiori aspettative inflazionistiche.

Il Contractual Service Margin complessivo si attesta a 34,2 miliardi di euro, +0,9 miliardi rispetto a fine 2025, con una crescita normalizzata del 2% annuo guidata da contributo del new business, ritorno sull’in‑force e varianze operative positive. Il ritorno sottostante sul capitale proprio (underlying ROE) si posiziona al 18,3%, in aumento rispetto al 2025, anche grazie a una base di equity più contenuta (44,7 miliardi, in calo per effetto dividendi, buyback e rimborso di debito subordinato). Il leverage (debt gearing) scende al 21,7%, ben dentro la forchetta target del 19‑23% prevista dal piano.

Prospettive: target del piano confermati nella fascia alta

Sul piano strategico, il management ribadisce la fiducia nel raggiungimento degli obiettivi del piano “Unlock the Future” al 2026. AXA si attende per l’intero anno una crescita dell’utile sottostante per azione nella parte alta della forchetta 6‑8% e conferma gli obiettivi di underlying ROE tra 14% e 16% e di upstream di cassa organica cumulata oltre 21 miliardi nel triennio 2024‑2026. La compagnia prevede di continuare a coniugare crescita organica profittevole, rafforzamento delle capacità tecniche (pricing, gestione del rischio, underwriting, AI) ed efficienza operativa, con una disciplina particolarmente attenta in AXA XL e nei rami ciclici.

Sul fronte della remunerazione degli azionisti, AXA conferma una politica di capitale basata su un payout complessivo del 75% – 60% di dividendo in contanti e 15% di buyback – con l’impegno a proporre un dividendo per azione non inferiore a quello dell’anno precedente.