Secondo il nuovo Sigma Insights, “Perdite assicurate provocate da catastrofi nella prima metà del 2026: sotto al trend, rischi in rialzo“, nella prima metà del 2026 le perdite assicurate stimate dovute a catastrofi naturali sono state pari a 42 miliardi di dollari, il 16% in meno rispetto alla media decennale. Anche le perdite assicurate causate da violente tempeste convettive sono state inferiori alla media, poiché gli episodi più gravi hanno in gran parte risparmiato le regioni più esposte degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, il caldo record di giugno e le persistenti condizioni di siccità hanno creato le premesse per una stagione di incendi boschivi particolarmente intensa in Europa e in altre parti del mondo.
«Un primo semestre meno costoso non significa che il rischio sia scomparso. Un solo uragano, terremoto o incendio boschivo di grande entità può cambiare rapidamente il quadro della situazione. I recenti incendi boschivi in Europa evidenziano come le condizioni climatiche più calde e secche stiano aumentando la probabilità di incendi di grandi dimensioni e, dato che un numero sempre maggiore di abitazioni, aziende e infrastrutture viene costruito in aree esposte al rischio, ne aumentano anche i costi», commenta in una nota Balz Grollimund, responsabile della divisione Catastrophe Perils presso Swiss Re.
L’Europa registra oggi il 64% in più di giornate calde – definite come quelle in cui la temperatura massima giornaliera raggiunge i 30 °C o più – rispetto agli anni ’50, confermandosi così il continente che si sta riscaldando più rapidamente al mondo. Il caldo record registrato a giugno nell’Europa occidentale, unito alle persistenti condizioni di siccità, ha inoltre creato un ambiente più favorevole agli incendi boschivi in tutta l’Europa occidentale e meridionale, dove a luglio gravi incendi hanno colpito la Francia e la Spagna.
Il rischio di incendi boschivi ha rappresentato finora solo una quota relativamente modesta dei sinistri assicurati in Europa. Eppure si tratta del rischio meteorologico in più rapida crescita a livello globale. Secondo una ricerca dello Swiss Re Institute, dal 1970 i sinistri assicurati legati agli incendi boschivi in Europa sono aumentati, in termini reali, di circa l’8–11% all’anno.
L’inizio precoce della stagione degli incendi boschivi in Europa illustra come stiano cambiando i rischi. Le stagioni degli incendi si stanno allungando, mentre le condizioni che favoriscono gli incendi boschivi stanno diventando più frequenti e interessano regioni storicamente meno esposte.
Sebbene l’attività dei temporali convettivi di forte intensità negli Stati Uniti sia rimasta al di sopra della media, solo un numero relativamente esiguo di eventi di maggiore impatto ha colpito il Texas, le Southern Plains e il Sud-Est, dove la combinazione di temporali frequenti e un’alta concentrazione di beni assicurati genera tipicamente le perdite assicurate maggiori. Questo dimostra come le perdite assicurate dipendano non solo dalla gravità degli eventi, ma anche dal luogo in cui si verificano.
L’assicurazione ha coperto circa il 42% delle perdite economiche del primo semestre, al di sopra della media trentennale del 33%, riflettendo la concentrazione dei danni in mercati altamente assicurati e su rischi ampiamente coperti. Al contrario, la sequenza sismica in Venezuela ha causato perdite economiche stimate in 20 miliardi di dollari. Sebbene non sia ancora disponibile una stima affidabile delle perdite assicurate, la bassa penetrazione assicurativa suggerisce che solo una piccola parte dei danni dovrebbe essere coperta da polizze.
Storicamente, spiega lo studio, la seconda metà dell’anno pesa in media per il 58% delle perdite assicurate a livello globale causate da catastrofi naturali, per effetto principalmente degli uragani del Nord Atlantico. Sebbene El Niño tenda a ridurre l’attività degli uragani nell’Atlantico, non elimina il rischio che si abbatta sulle coste: il 22% degli uragani approdati a terra che hanno colpito gli Stati Uniti dal 1950 si è verificato con El Niño. Gli uragani atlantici, tuttavia, rappresentano solo una componente del rischio di catastrofi naturali della seconda metà dell’anno. El Niño può influenzare l’attività dei cicloni tropicali nel Pacifico centrale e orientale e potrebbe modificare il rischio di inondazioni, di incendi boschivi e altri fenomeni meteorologici estremi in altre regioni.
Al di là delle previsioni stagionali, i fattori determinanti a lungo termine delle perdite provocate da catastrofi naturali rimangono invariati, inclusi la crescente esposizione nelle aree soggette a pericoli e l’aumento dei costi di ricostruzione. Rafforzare la resilienza e ridurre il rischio sottostante sarà quindi sempre più importante per mantenere l’accessibilità economica e la disponibilità delle assicurazioni.
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