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Nel weekend, secondo quanto riferito a MF-Newswires da fonti finanziarie, partirà la convocazione del consiglio di amministrazione che nei primi giorni della prossima settimana dovrà decidere se aumentare l’offerta per Piazzetta Cuccia. Intanto salgono di quasi un punto percentuale le adesioni all’ops di Mps su Mediobanca. Nella seduta di venerdì 29 agosto sono state apportate 8.126.701 azioni che fanno salire il totale conferito all’offerta al 28,0387%, dal 27,5047%. L’incremento delle adesioni segue quello di giovedì, quando era stato consegnato all’offerta del Monte il 7,3% di Mediobanca, facendo arrivare la partecipazione del Monte poco sopra il 27%. Quello consegnato giovedì era un pacchetto arrivato in un’unica soluzione, che il mercato ha attribuito al gruppo Caltagirone, socio con il 9,9% di Mediobanca, e azionista con una quota analoga anche del Monte.
Tra i buoni propositi al rientro dalle ferie estive ci può essere quello di iscriversi a un fondo pensione e per chi ha già aderito la ripresa lavorativa può essere l’occasione per fare un check up al proprio fondo. Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha raccontato in esclusiva a Milano Finanza la sua proposta: l’iscrizione obbligatoria dei neo-assunti ai fondi pensione. Il piano di Durigon prevede anche che tutti i lavoratori possano utilizzare il proprio trattamento di fine rapporto (tfr) come rendita integrativa per raggiungere la soglia minima di pensione richiesta (pari a tre volte l’assegno sociale di 538,68 euro al mese, quindi 1.616,04 euro lordi) per anticipare l’uscita dal lavoro a 64 anni con almeno 25 anni di contributi (attualmente questo canale è riservato a chi ha versato nel sistema contributivo puro, quindi a chi ha cominciato a lavorare dopo il 1996). Per esempio, se a 64 anni, dopo 25 anni di contributi versati, la pensione ammonta a 1.400 euro, con il tfr si potrebbero aggiungere 250 euro al mese raggiungendo così 1.650 euro e ottenendo il diritto alla pensione anticipata.
Con l’avvicinarsi della Manovra, come ogni anno si torna puntualmente a parlare di riforma delle pensioni. Rebus eterno di chiunque si trova a governare il Paese, chiamato a fare i conti con una curva demografica che gioca a sfavore. L’Italia è il primo Paese al mondo che, nella prima metà degli anni Novanta, ha assistito al sorpasso degli over 65 sugli under 15 ed è quello che maggiormente rischia di trovarsi nel 2050 con un rapporto di 1:1 tra pensionati e lavoratori. Nel medio-lungo termine servirà mostrare la tenuta del sistema ma già nell’immediato ci sono questioni urgenti da affrontare che potranno rientrare nella prossima legge di Bilancio.D
Solidarietà Veneto è uno dei pionieri della previdenza territoriale in Italia. Il fondo pensione dei lavoratori della Regione Veneto è attivo per sostenere un maggior livello di educazione finanziaria e favorire le adesioni, soprattutto dei giovani. Oggi in Veneto un lavoratore su due è iscritto al fondo, grazie anche all’uso dei canali digitali. Milano Finanza ne ha parlato con il direttore generale Paolo Stefan.
La curva pensionistica parla chiaro. Tra 2035 e 2040 la spesa previdenziale inizierà a scendere perché entrerà a pieno regime il sistema contributivo basato esclusivamente sui contributi versati dal lavoratore durante la carriera. Ma le pensioni, specie per chi avrà lavori discontinui, rischiano di essere insufficienti. «Per questo c’è bisogno di favorire la crescita della previdenza integrativa, da aggiungere a quella pubblica», dice a MF-Milano Finanza, il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon, anticipando che al prossimo tavolo sulla riforma previdenziale «la Lega proporrà di introdurre fin da subito l’adesione obbligatoria ai fondi da parte dei giovani che entrano nel mondo del lavoro». Sulla polemica nata intorno all’ipotesi di utilizzare il Tfr dei lavoratori detenuto dall’Inps per creare una rendita e raggiungere i requisiti per anticipare la pensione a 64 anni, Durigon si dice poi stupito perché «sarebbe un intervento che darebbe vantaggi fiscali anche ai lavoratori che non hanno previdenza integrativa». Boccia invece con forza la proposta di destinare quello stesso Tfr all’incremento delle retribuzioni, avanzata dall’ex presidente Inps, Antonio Mastrapasqua. «Non deve essere questo il suo scopo»..
- La stabilità di Doppia Sinergia Equilibrio