Un recente studio, redatto da Kensuke Molnar-Tanaka, dell’OCSE Development Center, e Hiroaki Sakamoto, dell’Università di Kobe, analizza come i cat bond siano considerati più vantaggiosi rispetto alla tassazione, per affrontare il crescente aumento dei costi legati alle catastrofi naturali globali.

Lo studio, intitolato “Financing the costs of disasters: Catastrophe bonds or taxation?”, evidenzia come gli eventi catastrofici stiano diventando più frequenti con danni economici sempre più gravi, e come il finanziamento di questi costi rimanga una sfida importante.

Nello studio, gli autori hanno esaminato due misure di finanziamento delle catastrofi: l’emissione di catastrophe bond e la mobilitazione fiscale. Gli autori hanno anche confrontato i loro impatti sul welfare utilizzando un modello macroeconomico teorico.

I risultati suggeriscono che l’opzione dei catastrophe bond presenta diversi vantaggi.

Il dibattito su una risposta politica efficace ai disastri naturali sta guadagnando sempre più attenzione negli ultimi anni. È fondamentale pianificare una strategia completa per il finanziamento del rischio di catastrofi, che includa l’ampliamento delle opzioni finanziarie. Inoltre, la necessità di discutere un efficace mix di politiche che comprendano diversi strumenti finanziari sta diventando sempre più importante“, spiegano gli autori.

Come sottolineano gli autori, nel contesto della risposta ai disastri, i governi utilizzano la tassazione come strumento per raccogliere fondi per i programmi di recupero. Tuttavia, vale la pena notare che non è raro che i governi riducano le tasse e obblighi simili per non mettere ulteriormente sotto pressione le famiglie colpite, sia come misura mirata sia attraverso componenti preesistenti del quadro fiscale consolidato (ad esempio, disposizioni temporanee di sgravi fiscali). “In teoria, il finanziamento attraverso la tassazione è favorevole alla posizione fiscale di un governo e quindi giustificato nei casi in cui lo stock di debito è un fattore politico significativo”, osservano Molnar-Tanaka e Sakamoto.

Gli autori spiegano che i cat bond sono emersi come strumenti finanziari che cartolarizzano il rischio di catastrofe in un formato negoziabile. Una transazione tipica richiede che lo sponsor o il cedente istituisca una società veicolo (SPV), che funge da facilitatore per trasferire il rischio di catastrofe dallo sponsor agli investitori tra le due parti. La SPV concede una copertura riassicurativa o una protezione tramite catastrophe swap allo sponsor e raccoglie il capitale di rischio richiesto emettendo il catastrophe bond agli investitori.

I risultati dello studio hanno mostrato che l’intervento pubblico per assicurare contro il rischio di catastrofe “migliora inequivocabilmente l’equilibrio del welfare, indipendentemente dalle modalità di finanziamento”.

Facendo riferimento ai dati presentati nello studio, gli autori hanno affermato che “spendere solo lo 0,1% del PIL per la gestione del rischio di catastrofi produce un guadagno in termini di welfare equivalente a un aumento permanente dei consumi dello 0,16% se finanziato con le tasse, o dello 0,25% se finanziato con obbligazioni per catastrofi, rispetto alla situazione di base in assenza di interventi. Ciò dimostra che i benefici della mitigazione del rischio di catastrofi superano i costi“.

“Tuttavia, i canali attraverso i quali si concretizzano questi guadagni in termini di welfare – e i corrispondenti effetti sulla crescita economica – differiscono notevolmente tra le due opzioni di finanziamento. La nostra analisi rivela un netto compromesso: il finanziamento tramite cat bond garantisce maggiori guadagni in termini di welfare offrendo una migliore assicurazione, mentre il finanziamento tramite tasse porta a una maggiore crescita economica a lungo termine. Comprendere i meccanismi di trasmissione alla base di questo risultato controintuitivo è fondamentale per un’efficace progettazione“, aggiungono.

“Quando il governo emette obbligazioni sovrane per fronteggiare calamità naturali, introduce nell’economia un nuovo asset privo di rischio. Le famiglie dirottano una parte dei loro risparmi dal capitale fisico e umano produttivo ma rischioso verso queste obbligazioni governative, cercando di proteggere la propria ricchezza dagli shock catastrofici. Questa riallocazione del portafoglio è una forma di “crowding-out”, non attraverso la spesa pubblica diretta, ma attraverso la competizione del risparmio privato. Questo spostamento riduce lo stock totale di capitale produttivo dell’economia, poiché le obbligazioni stesse non sono asset produttivi, portando a un tasso di crescita di lungo periodo inferiore”, continuano gli autori.

Nonostante questo impatto negativo sulla crescita, il finanziamento tramite obbligazioni catastrofali sovrane produce un vantaggio molto maggiore. La ragione principale è che il mercato delle obbligazioni catastrofali, una volta istituito, fornisce un potente meccanismo assicurativo altrimenti indisponibile. Detenendo un asset privo di rischio, le famiglie possono stabilizzare significativamente i propri consumi e redditi in caso di shock catastrofici. Per le famiglie avverse al rischio, il beneficio in termini di benessere di questa maggiore assicurazione è sostanziale e supera il costo di una minore crescita a lungo termine.

Al contrario, la politica finanziata dalle imposte genera due effetti opposti sugli investimenti.

Secondo Molnar-Tanaka e Sakamoto, da un lato, l’imposta sul reddito è distorsiva, riducendo il rendimento netto di tutte le attività e, in ultima analisi, creando un freno agli investimenti. Allo stesso tempo, i pagamenti assicurativi mirano a ridurre il rischio associato al capitale umano, che genera un rendimento atteso più elevato per compensare la sua maggiore esposizione al rischio. Di conseguenza, questa riduzione mirata del rischio rende il capitale umano più attraente del capitale fisico su base risk-adjusted.

In sintesi, sebbene entrambi gli strumenti di finanziamento migliorino il welfare fornendo assicurazione, il loro impatto economico è fondamentalmente diverso. La tassazione mantiene un tasso di crescita più elevato, ma è meno efficace dei catastrophe bond nel ridurre l’incertezza del reddito. I catastrophe bond portano a una crescita inferiore rispetto a una polizza finanziata tramite imposte, a causa dello spiazzamento degli investimenti produttivi, ma offrono una condivisione del rischio superiore, che le famiglie apprezzano molto, creando un mercato patrimoniale più completo”, spiega il rapporto.

Tuttavia, lo sviluppo di un mercato dei catastrophe bond presenta diverse sfide, tra cui l’ampliamento della base di investitori, gli investimenti in infrastrutture, la minimizzazione del rischio di base e lo sviluppo di mercati obbligazionari in valuta locale, osservano gli autori. Il dibattito su un’efficace risposta politica ai disastri sta guadagnando sempre più attenzione e la necessità di definire un efficace mix di politiche tra diversi strumenti finanziari è diventata sempre più importante negli ultimi anni. Questo documento contribuisce alla discussione sull’importanza di trovare il giusto equilibrio tra obbligazioni per i disastri e tassazione.