Bilanci 2024
Autore: Fausto Panzeri
ASSINEWS 377 – Settembre 2025
Un esercizio molto positivo. Record per la raccolta premi e per gli utili netti. Migliora il combined ratio. Buone previsioni per il 2025. Restano le minacce per le guerre in corso e i nuovi dazi.
Il 2024, negli annuari assicurativi italiani, potrà sicuramente essere ben incorniciato e definito come l’anno dei record. Questa asserzione è confortata dall’esame dei dati inseriti nei bilanci civilistici delle imprese italiane, nei quali, per intenderci, non ricompaiono i dati riferibili alle compagnie europee unitarie, che depositano i propri bilanci nei paesi di origine. Siamo, tuttavia, convinti che se anche si tenesse conto dei risultati di queste imprese, i totali complessivi non presenterebbero che differenze del tutto marginali.
Ricordiamo, inoltre, che i bilanci delle imprese assicurative italiane vengono redatti secondo i principi civilistici nazionali e si differenziano, quindi, dai bilanci risultati dal regime di solvibilità (Solvency 2), sia in termini di valutazione delle attività e delle passività (fair value) che in termini di valutazione di altri elementi di bilancio.
Con queste premesse rileviamo che nel 2024 il settore assicurativo italiano ha registrato un utile netto dell’esercizio positivo pari a 10,5 miliardi di euro, in crescita rispetto agli 8 miliardi del 2023, con un RoE complessivo del 15,5%. Ribadiamo, inoltre, che questo risultato è il migliore nella storia delle assicurazioni italiane. Entrambi i comparti, Vita e Danni, hanno contribuito all’utile, rispettivamente con 5,9 miliardi e 4,6 miliardi.
I premi complessivi sono aumentati del 17,1%, raggiungendo 159,1 miliardi (70,4% Vita, 29,6% Danni). Anche questo importo rappresenta il record storico della raccolta premi. Le prestazioni per sinistri sono salite a 172,2 miliardi, mentre le spese di gestione, pari a 15,6 miliardi, sono cresciute meno dei premi.
Il risultato netto degli investimenti è aumentato a 46,5 miliardi trainato dalla performance del settore vita. Le imprese attive, come da prospetto seguente, sono diminuite da 183 a 181, con una leggera riduzione delle rappresentanze estere.
Il patrimonio netto dell’intero comparto ha raggiunto i 79,1 miliardi, mentre le riserve tecniche si attestano a 940,5 miliardi, a ulteriore conferma della solidità patrimoniale del settore.
Imprese in esercizio
Le imprese di assicurazione in esercizio al 31 dicembre 2024 erano in totale 181 (183 alla stessa data dell’anno precedente). Le imprese rappresentanze estere sono diminuite di due unità (98 nel 2023, 96 nel 2024, di cui 92 comunitarie), mentre le imprese con sede legale in Italia sono rimaste stabili e pari a 85. Inoltre, alla data del 31 dicembre 2024, operavano in regime di libera prestazione di servizi circa 900 imprese con sede in uno dei paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo.
Al 31 dicembre 2024, 53 imprese (55 nel 2023) esercitavano esclusivamente i rami vita (di cui 25 rappresentanze) e 107 (109 nel 2023) esclusivamente i rami danni (di cui 59 rappresentanze); 12 imprese esercitavano sia i rami vita sia i rami danni (di cui una rappresentanza), costituendo in termini di quota di mercato oltre un terzo della raccolta premi totale; esercitavano la sola riassicurazione 9 imprese (erano 6 nel 2023), di cui 7 rappresentanze di imprese estere.
Alla stessa data erano socie di ANIA 126 imprese (di cui 13 in regime di libera prestazione di servizi) rappresentative, in termini di premi, di circa l’85% del mercato assicurativo italiano. Con riferimento alla natura giuridica delle 85 imprese aventi sede legale in Italia, si distinguono 82 società per azioni e 3 società di mutua assicurazione.
Il conto economico
Nel 2024 i premi complessivi del portafoglio italiano ed estero, diretto e indiretto, al lordo della riassicurazione, raccolti dalle imprese aventi la sede legale in Italia e dalle rappresentanze di imprese estere non comunitarie, sono stati pari a 159,1 miliardi.
In particolare, 47 miliardi sono stati raccolti nei rami danni e 112 miliardi nei rami vita. L’aumento complessivo, pertanto, è stato pari al 17,1%, che deve essere confrontato con l’1% circa che si era registrato l’anno precedente.
I premi del comparto danni sono aumentati dell’8,9% contro l’8,1%, mentre lo sviluppo, assai rilevante, si è registrato nel comparto vita che ha visto un aumento dei premi del 21%. Con questa percentuale di incremento il settore ha recuperando integralmente la diminuzione registrata nel biennio precedente.
E pertanto, con una raccolta di 112 miliardi circa, il ramo vita ha fatto registrare la miglior raccolta premi della sua storia. Come conseguenza di questi andamenti la quota dei premi danni che, nel 2023 si attestava al 31,8%, scende al 29,6%.
I premi
I premi complessivi, al netto delle quote dei premi ceduti che sono risultati pari a 10,1 miliardi ovvero a 6,4% del totale, hanno raggiunto 149 miliardi dei quali 38 miliardi nei rami danni e 111 miliardi nei rami vita.
Le prestazioni agli assicurati e agli altri aventi diritto, al lordo della riassicurazione, sono state rilevate come somma delle seguenti componenti:
• oneri relativi ai sinistri e variazione della riserva premi per i rami danni;
• oneri relativi ai sinistri e variazione delle riserve matematiche e delle altre riserve tecniche per i rami vita.
L’importo complessivo di queste prestazioni è stato pari a 172,2 miliardi con un incremento del 14,8% rispetto al 2023, questo importo va suddiviso in 30,3 miliardi afferenti ai rami danni e 141,8 per i rami vita.
Le spese di gestione Le spese di gestione del lavoro diretto e indiretto, al netto delle cessioni in riassicurazione, che comprendono gli oneri per l’acquisizione dei contratti, per la riscossione dei premi, per l’organizzazione e il funzionamento della rete distributiva e le spese di amministrazione relative alla gestione tecnica, sono state pari a 15,6 miliardi (+11,2% rispetto al 2023).
Essendosi verificato un maggiore aumento per quanto riguarda l’entità dei premi, l’incidenza delle spese di gestione scende dall’11,1% nel 2023 al 10,5% nel 2024. Entrando nel dettaglio le spese di gestione dei rami danni sono risultate pari a 11 miliardi e hanno registrato un’incidenza pari al 28,9%, mentre per i rami vita sono pari a 4,6 miliardi con una incidenza del 4,2% sui premi.
Il risultato del conto tecnico Il risultato del conto tecnico complessivo, come rilevabile dalla sottostante tabella, è stato positivo per 10,5 miliardi, con un’incidenza pari al 5,9% sui premi diretti e indiretti. Nei rami danni il risultato del conto tecnico è stato positivo per 4,1 miliardi contro i 2,5 miliardi del 2023, mentre l’incidenza di questo risultato sui premi è passata dal 7,1% nel 2023 al 10,7% nel 2024.
Nei rami vita il risultato del conto tecnico è stato positivo per 4,7 miliardi e, pertanto, in peggioramento rispetto a quanto realizzato nel 2023, quando era risultato pari a 6 miliardi. Per effetto di questi risultati l’incidenza sui premi è passata dal 6,6% nel 2023 al 4,2% nel 2024.
Giova rilevare che questo peggioramento è in gran parte attribuibile all’accresciuto impatto delle rettifiche di valore, determinato dalla maggiore volatilità dei mercati e da tassi d’interesse ancora alti, che ha inciso negativamente sul saldo netto tra plusvalenze e minusvalenze finanziarie.
Il risultato degli investimenti
Nel 2024 i proventi lordi da investimenti sono stati pari a 60,8 miliardi, in aumento di oltre il 13% rispetto al 2023.
Si segnalano, peraltro, dinamiche differenti fra i comparti:
• i proventi lordi del settore danni, pari a 5,7 miliardi, sono aumentati del 10,6%;
• i proventi lordi del settore vita (Classe C), pari a 25,2 miliardi, sono aumentati del 3,6%; • i proventi lordi del settore vita (Classe D), pari a 29,9 miliardi, sono aumentati del 23,4% rispetto ai 24,3 miliardi nel 2023.
Entrando nel dettaglio possiamo rilevare come i proventi lordi ordinari, vita e danni, sono così ripartiti:
• titoli, obbligazioni e altri investimenti rappresentano il 32,2% del totale;
• proventi da investimento a beneficio degli assicurati e proventi derivanti dalla gestione dei fondi pensione (Classe D), per un importo pari a 29,9 miliardi, rappresentano il 49,2% del totale e hanno registrato un aumento del 23,4%;
• rettifiche di valore e realizzi di investimenti, per un importo di 4,8 miliardi, rappresentano il 7,8% del totale;
• azioni e quote, per un importo di 6,4 miliardi, rappresentano il 10,5% del totale;
• terreni e fabbricati, sono davvero una percentuale minima dei proventi derivanti da investimenti e con i loro 170 milioni rappresentano lo 0,3% del totale.
Oneri da investimento
Passando, invece, all’esame complessivo degli oneri da investimento riscontriamo che sono passati da 13,8 miliardi nel 2023 a 14,3 nel 2024.
Più in particolare:
• gli oneri del settore danni, pari a 1,2 miliardi, sono aumentati del 7%.
Per effetto di questi oneri il risultato netto complessivo è risultato pari a 4,5 miliardi;
• gli oneri del settore vita (Classe C), pari a 6,9 miliardi, sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2023; di questi, circa 2 miliardi sono relativi agli oneri di gestione degli investimenti e interessi passivi, 0,6 miliardi a perdite di realizzo degli investimenti e 4,4 miliardi a rettifiche di valore sugli investimenti.
A tal proposito, si evidenzia come attraverso l’applicazione della misura di sospensione delle minusvalenze su titoli non durevoli, prevista dal regolamento attuativo IVASS, il settore assicurativo abbia potuto ridurre l’ammontare complessivo delle minusvalenze latenti portate a bilancio per un importo stimato di circa 4,2 miliardi.
Senza l’applicazione di tale misura si stima che gli oneri del settore vita sarebbero stati significativamente più elevati. Pe concludere i 6,9 miliardi di oneri del settore vita, a fronte di proventi pari a 25,2 miliardi, hanno implicato un risultato netto degli investimenti ancora positivo e pari a circa 18,3 miliardi;
• gli oneri del settore vita (Classe D), pari a 6,2 miliardi, sono aumentati di circa il 7% rispetto al 2023. Nel complesso, il risultato netto degli investimenti per l’intero settore assicurativo è stato positivo e pari a 46,5 miliardi, mentre ammontava a 40 miliardi nel 2023. Di questi, 41,3 miliardi derivano dal conto tecnico, mentre 5,2 miliardi sono riferibili al conto non tecnico.
I proventi straordinari, al lordo degli oneri, sono stati pari a 1,4 miliardi, in aumento rispetto agli 0,8 miliardi nel 2023.
Il risultato dell’esercizio Il risultato dell’attività ordinaria è stato pari, nel 2024, a 11,6 miliardi, contro i 9,7 nel 2023. Il ri sultato dell’attività straordinaria è più che raddoppiato, passando da 333 milioni a 740 milioni a fine 2024. Sommando il risultato dell’attività ordinaria e quello dell’attività straordinaria si ottiene il risultato prima delle imposte, pari a 12,4 miliardi contro 10,1 miliardi nel 2023.
Ci pare doveroso segnalare che questo risultato tecnico dell’esercizio è di gran lunga il migliore della storia assicurativa. Se si considera l’effetto della tassazione pari a 1,8 miliardi il risultato complessivo del settore, nel 2024, ha registrato un utile di 10,5 miliardi, dei quali 4,6 miliardi provengono dal settore danni, mentre 5,9 miliardi sono riferibili al settore vita.
A fronte di un utile complessivo in aumento, la redditività del settore assicurativo che viene rappresentata dal RoE (Return on Equity) ha subito un vigoroso aumento, passando dall’11,6% nel 2023 al 15,5% nel 2024.
Entrambi i settori, danni e vita, hanno registrato un valore del RoE sostanzialmente analogo e pari a 15,4%. Questo rendimento è in linea con quello dei paesi europei assicurativamente più evoluti.
Nel settore vita, come detto, si è registrato un utile pari a 5,9 miliardi e questo risultato è stato determinato dalle seguenti voci:
• il risultato intermedio di gestione (somma del risultato tecnico e del risultato netto degli investimenti afferente alla parte non tecnica del bilancio) è stato positivo per 7,5 miliardi, con un lieve calo rispetto ai 7,7 miliardi nel 2023;
• il saldo degli altri proventi netti è stato negativo per 583 milioni, contro i parimenti negativi 684 milioni nel 2023;
• il saldo dei proventi netti straordinari è stato pari a 67 milioni;
• le imposte sul reddito sono state pari a circa 1 miliardo.
Lo stato patrimoniale
Lo Stato Patrimoniale, in un bilancio, rappresenta la fotografia delle attività e passività di una società, sia essa industriale, finanziaria, assicurativa o di altra natura.
Lo Stato Patrimoniale che andremo a esporre ed esaminare rappresenta la fotografia dell’intero settore assicurativo italiano ed è rappresentato dalla sommatoria dei bilanci civilistici di tutte le società nazionali e di quelli delle rappresentanze estere che sono tenute all’obbligo di deposito dei bilanci in Italia.
Il passivo Nel 2024 il totale delle voci del passivo dello Stato Patrimoniale, pari a 1.088 miliardi, è aumentato del 3,5% rispetto al 2023.
In particolare:
• il patrimonio netto, è risultato pari a 79,1 miliardi, con un aumento del 4,6% rispetto al 2023. Questa voce rappresenta il 7,3% del totale del passivo;
• le riserve tecniche rappresentano gli impegni assunti nei confronti degli assicurati e sono state pari a 940,5 miliardi con un incremento del 2,9% rispetto al 2023. Questa voce è di gran lunga la più importante del passivo e da sola rappresenta l’86,5% del totale.
Le riserve vita, che sono pari a 865,2 miliardi, pesano per il 79,6% sul totale e hanno registrato un aumento del 3% rispetto all’anno precedente, mentre le riserve danni, pari a 75,2 miliardi, sono aumentate dell’1,7%;
• le altre passività, pari a 67,4 miliardi sono aumentate dell’11,7% rispetto all’anno precedente e costituiscono il 6,2% del totale.
L’attivo
A fronte delle passività devono essere iscritti gli investimenti, le riserve tecniche a carico dei riassicuratori, i crediti e altri elementi dell’attivo per un importo complessivo di 1.088 miliardi, così da pareggiare il totale del passivo.
Entrando nei dettagli rileviamo che:
• gli investimenti, sono pari a 999,7 miliardi e rappresentano il 92% del totale dell’attivo. Di questi il 10% del totale sono relativi ai rami danni, mentre il 90% del totale, pari a 897,8 miliardi, sono riferibili ai rami vita.
Questi investimenti sono così distribuiti:
– 523,6 miliardi sono relativi a obbligazioni e altri titoli a reddito fisso (52,4% del totale); – 282,4 miliardi sono relativi agli investimenti di Classe D effettuati per conto degli assicurati (28,2% del totale);
– 119,2 miliardi sono costituiti da quote di fondi comuni e altri investimenti stabili (11,9% del totale);
– 70,2 miliardi (7% del totale) risultano investiti in azioni e quote;
– 4,4 miliardi (0,4% del totale) sono afferenti a terreni e fabbricati.
• le riserve tecniche a carico dei riassicuratori, pari a 16,5 miliardi, rappresentano l’1,5% del totale attivo;
• i crediti sono pari a 41,1 miliardi (3,8% del totale);
• i crediti verso soci (pari a zero), gli attivi immateriali (5,7 miliardi) e gli altri elementi dell’attivo (18,8 miliardi) hanno raggiunto un totale di 24,5 miliardi, con un incremento di circa il 20%;
• i ratei e risconti, rappresentano soltanto lo 0,5% del totale.
Il solvency ratio
Questo indicatore misura quanto i mezzi propri delle imprese siano adeguati per far fronte ai rischi tecnico/finanziari specifici del settore assicurativo. Questo rapporto viene calcolato mettendo a rapporto i fondi propri ammissibili delle imprese e il Solvency Capital Requirement (SCR).
Nel grafico sottostante viene rappresentato l’evoluzione di questo indicatore nel periodo 2020-2024 suddiviso per settore di attività. Nel 2024 il Solvency ratio è stato pari al 2,60 assolutamente in linea rispetto a quello del 2023 (2,59).
L’analisi per settore di attività fra il 2023 e il 2024 evidenzia come l’incremento dell’indicatore abbia interessato soprattutto le imprese vita, mentre per le imprese miste vi sia stato un lieve decremento, al pari di quanto è avvenuto per le imprese danni.
Il Solvency ratio per il totale del mercato viene ricavato dal rapporto tra i circa 156 miliardi di fondi propri ammissibili e un valore del Solvency Capital Requirement pari a circa 60 miliardi. In buona sostanza si riscontra una eccedenza di 96 miliardi rispetto al capitale minimo richiesto per le imprese.
Questo indicatore è stato analizzato anche per quanto riguarda la dimensione delle imprese come viene evidenziato dal grafico sottostante. I risultati mostrano un valore molto più elevato per le grandi imprese, che sono quelle con i premi raccolti superiori a 4,5 miliardi.
La crescita dell’indicatore registrata nelle imprese medio-grandi è stata certamente rilevante, essendo passata dal 2,24 del 2023 al 2,42 del 2024, mentre appare in contrazione il valore dell’indicatore delle imprese medio-piccole. Per quanto riguarda Solvency 2 ricordiamo, inoltre, che l’8 gennaio 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva 2025/2/UE che modifica il testo dell’attuale direttiva.
Il provvedimento dovrà essere recepito nelle legislazioni nazionali entro il 29 gennaio 2027 e verrà applicato a partire dal 30 gennaio 2027.
Nella prima metà del 2025 sono proseguiti anche i lavori per la definizione delle misure di secondo e terzo livello, per le quali è prevista la revisione degli Atti Delegati e la revisione/stesura di norme tecniche di regolamentazione e di attuazione e Linee guida.
Le assicura zioni vita
Nel 2024 il settore assicurativo vita ha registrato un aumento molto significativo dei premi che hanno segnato un incremento del 19,5% rispetto al 2023. Questo sviluppo è stato determinato da politiche monetarie più accomodanti e da un generale miglioramento delle prospettive di stabilità finanziaria, che hanno contribuito, tra le altre cose, a un progressivo calo dei rendimenti dei titoli di Stato e alla crescita della propensione al risparmio delle famiglie dovuto anche da un aumento del reddito reale La raccolta netta, seppur di segno lievemente negativo (-3 miliardi), è risultata in deciso mi glioramento rispetto al 2023, anno in cui questa negatività sfiorava i -22 miliardi.
La variazione delle riserve matematiche è risultata pari a +27 miliardi nel 2024, rispetto ai 3 miliardi registrati nel 2023. Questa variazione in aumento è attribuibile principalmente alla buona rivalutazione degli attivi sottostanti alle polizze unit-linked.
I proventi tecnici finanziari sono ulteriormente aumentati, passando da 34 miliardi nel 2023 a 39 miliardi nel 2024. Questa rivalutazione rappresenta la migliore performance mai rilevata. Il settore vita registra, infine, un risultato tecnico complessivo pari a 4,4 miliardi, in calo di 1 miliardo rispetto al 2023.
Nel 2024 i premi del portafoglio diretto italiano, raccolti dalle 40 imprese operanti nei rami vita, sono stati pari a 110.521 milioni.
L’83% di questo importo è stato generato dall’emissione di nuovi contratti o dall’introito di premi unici aggiuntivi relativi a polizze già in essere. Si tratta del volume più alto dal 2017 e, nel dettaglio, appare in aumento del 19,5% rispetto all’anno precedente, quando la variazione annua era stata negativa e pari al -3,5%.
Questo risultato è stato determinato dal significativo aumento del volume premi registrato dalle polizze unit-linked (+49,1% rispetto al 2023) e da quello più contenuto delle polizze tradizionali di ramo I (+10,9%).
Nel 2024 l’incidenza dei premi vita sulla rac colta complessiva, vita e danni, è stata pari al 73%, 2,5 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.
La crescita del business vita nel 2024, in termini di raccolta premi, si può osservare con maggiore dettaglio dall’analisi delle variazioni annue dei premi contabilizzati nei singoli mesi che mostrano, per il totale rami, valori più che positivi durante tutto l’anno, con tassi di variazione che passano dal +5,5% nel mese di gennaio al +48,4% nel mese di luglio.
Il grafico evidenzia come tale risultato sia attribuibile principalmente alle polizze di ramo III (unit-linked) i cui premi hanno registrato incrementi annui crescenti a causa delle migliorate condizioni dei mercati finanziari e da una maggiore preferenza dei risparmiatori per soluzioni di investimento più dinamiche.
Le variazioni annue dei premi mensili, di ramo I, sono risultate positive, ma con sviluppi meno contenute rispetto a quelle afferenti al ramo III.
In un contesto finanziario caratterizzato da un lento calo dei rendimenti dei titoli di Stato, è risultata ugualmente appetibile la possibilità di investire in forme di risparmio con garanzia del capitale.
Nel 2024, inoltre, si è arrestata la contrazione dei prodotti “multiramo”, che si ottengono dalla combinazione di una componente assicu rativa tradizionale a rendimento minimo garantito (ramo I) e da più opzioni di investimento di tipo unit-linked (ramo III).
I premi raccolti per questa tipologia di prodotti sono stati pari a 36,6 miliardi, dei quali più della metà sono stati raccolti tramite sportelli bancari e postali.
Il mercato dei prodotti PIR (Piani Individuali di Risparmio) caratterizzati da una detassazione dei rendimenti a fronte di determinate condizioni di investimento nell’economia reale, nel 2024 è risultato pari ad appena 385 milioni, una cifra che, benché in aumento rispetto al 2023, appare invero minimale.
Analizzando gli andamenti dei premi contabilizzati dei singoli rami, nel 2024 le polizze tradizionali (ramo I e V) hanno registrato un ammontare pari 74.887 milioni, in aumento, per il secondo anno consecutivo, rispetto all’anno precedente.
Nel 2024 i premi delle polizze tradizionali rappresentavano il 68% del portafoglio vita, il 98% di questo importo è relativo alle polizze di ramo I.
In forte crescita l’andamento delle polizze di ramo III che nel 2024 hanno raccolto un ammontare di premi pari a 31.486 milioni, il 49,1% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2024 questi prodotti costituivano il 28% dell’intero portafoglio vita.
Stazionario, invece, l’andamento della raccolta premi nei rami di minore rilevanza. Gli oneri relativi ai sinistri, nel 2024, sono risultati pari a 113.889 milioni e sono rimasti sostanzialmente in linea con quelli dell’anno precedente.
Per quanti riguarda la raccolta netta, definita come la differenza tra i premi e gli oneri relativi ai sinistri, possiamo rilevare che la stessa è stata negativa per 3.369 milioni, ma appare comunque in forte miglioramento rispetto ai -8,5 miliardi del I semestre 2024 e ancor più rispetto ai quasi -22 miliardi del 2023.
Questo miglioramento è stato determinato dal forte aumento dei premi e dalla progressiva diminuzione dei riscatti delle polizze che avevano subito forti rialzi a partire dal 2022.
La variazione delle riserve matematiche e delle riserve tecniche diverse è stata nel 2024 positiva e pari a 26.664 milioni ed è stata determinata essenzialmente dall’aumento delle riserve di ramo III, come effetto di una rivalutazione degli attivi sottostanti alle polizze unitlinked.
Le riserve tecniche complessive, pari a 855.592 milioni, hanno registrato una variazione annua positiva del 3,1% rispetto al 2023. Le spese di gestione sono state pari a 4.559 milioni dei quali il 71% relativo ai rami I e V, il 25% al ramo III e il 3% agli altri rami vita. Questo importo risulta in aumento del 15,5% rispetto al 2023, dovuto essenzialmente all’incremento registrato sia dalle polizze tradizionali (+10,9%) sia da quelle unit-linked (+32,2%).
Gli utili da investimenti sono stati pari a 38.746 milioni, in miglioramento rispetto al 2023, quando l’importo era pari a 34.063 milioni. Si evidenzia come attraverso l’applicazione della misura di sospensione delle minusvalenze su titoli non durevoli, prevista dal regolamento attuativo IVASS n. 52, il settore assicurativo abbia potuto ridurre l’ammontare complessivo delle minusvalenze latenti portate a bilancio per un importo stimato di circa 4,2 miliardi.
Senza l’applicazione di questa misura l’utile sarebbe stato più contenuto. Questo risultato è stato determinato sia dalle polizze di ramo I e ramo V, per un importo pari a 16.377 milioni, che dalle polizze di ramo III, la cui forte rivalutazione degli attivi sottostanti ha determinato un utile degli investimenti pari a 20.882 milioni.
Il risultato del conto tecnico diretto è stato positivo e pari a 4.394 milioni, mentre il risultato delle cessioni in riassicurazione e del lavoro indiretto netto è stato positivo per 18 milioni. Tenendo conto anche del saldo della riassicurazione passiva, il risultato complessivo del conto tecnico è stato positivo per 4.412 milioni, mentre nel 2023 raggiungeva il suo valore massimo con 5.497 milioni.
Nel 2024 l’aumento del 3,1% delle riserve tecniche vita, accompagnato da una variazione del PIL nominale positiva e pari a +2,9%, ha determinato un valore del loro rapporto pressoché stabile rispetto all’anno precedente, attestandosi al 39%.
In aumento il rapporto dei premi vita sul PIL, dal 4,3% nel 2023 al 5% nel 2024 dovuto al significativo incremento del 19,5% dei premi.
Le assicura zioni danni
Nel 2024 la raccolta premi dei rami danni è salita a 40,9 miliardi con un incremento del 7,5% rispetto all’anno precedente. La crescita è stata determinata in parte dai rami r.c. auto e natanti (+6,5%) e anche per il contributo degli altri rami danni (+7,9%). L’incidenza sul totale dei premi è scesa al 27% poiché, come già precedentemente esposto, il comparto vita ha avuto una espansione superiore a quella dei danni.
Il combined ratio è migliorato grazie al calo della sinistrosità che ha consentito una loss ratio pari al 62,6%. Le spese di gestione sono aumentate dell’8,1%, con una incidenza sui premi equivalente al 28%. Il saldo tecnico diretto è ritornato positivo per ben 2,8 miliardi, sostenuto anche dagli utili da investimenti.
Nonostante il contributo negativo della riassicurazione, il risultato tecnico complessivo è salito a 3,4 miliardi. Questo importo rappresenta una percentuale dell’8,5% dei premi raccolti.
La raccolta dei premi contabilizzati diretti, effettuata dalle 61 imprese nazionali ed extra europee, è aumentata del 7,5% con un volume di 40.868 milioni. Tale aumento è stato il risultato di una robusta crescita nei rami r.c. auto e natanti (+6,5%), accompagnata da un incremento, ancora superiore, negli altri rami danni.
L’incidenza percentuale sul totale dei premi, danni e vita, è stata del 27% in calo rispetto al 29,5% del 2023.
I premi di competenza, ottenuti sottraendo ai premi contabilizzati la variazione della riserva premi e altre voci di saldo, sono stati pari a 39.904 milioni, in aumento dell’8,4% rispetto al 2023. Il costo dei sinistri di competenza, definito come somma degli importi pagati e riservati per i sinistri accaduti nell’esercizio, è stato pari a 26.143 milioni, con una diminuzione del 13,5% rispetto al 2023. Giova sottolineare come nel 2024 si sia verificato una generalizzata diminuzione della sinistrosità.
Dal momento che i premi raccolti hanno registrato una variazione positiva, il relativo rapporto sinistri a premi risulta in forte miglioramento di circa 17 punti percentuali rispetto al 2023, anno in cui questo rapporto si era attestato all’82,1%.
Gli oneri per sinistri che, oltre al costo dei sinistri di competenza includono l’eventuale sufficienza/ insufficienza degli importi riservati dei sinistri accaduti in anni precedenti, sono stati pari a 24.979 milioni, con una diminuzione dell’11% rispetto all’anno precedente. Questo risultato è stato determinato soprattutto dal rilascio delle riserve accantonate per i sinistri accaduti negli esercizi precedenti.
Questo rilascio ha consentito un risparmio di 1.164 milioni che rapportato ai premi rappresenta una incidenza del 2,9%. Grazie anche all’effetto positivo del rilascio di queste riserve sinistri, il rapporto tra gli oneri per sinistri e i premi di competenza è risultato in miglioramento rispetto al 2023, passando dal 76,4% al 62,6% e tornando così ai livelli ottimali del 2022.
Le spese di gestione, che comprendono, oltre agli oneri per l’acquisizione dei contratti, per la riscossione dei premi e per l’organizzazione e il funzionamento della rete distributiva, anche le spese di amministrazione attinenti alla gestione tecnica, sono state pari a 11.537 milioni, registrando così un aumento dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Sono principalmente aumentate, in rapporto ai premi, le provvigioni, la cui incidenza passa da 18,2% a 18,5%.
Restano, invece, sostanzialmente stabili le altre due classi di spesa, ovvero le spese di acquisizione (4,4%) e le altre spese di amministrazione (5,3%). Sommando il valore del loss ratio al valore dell’expense ratio si ottiene il combined ratio di bilancio che nel 2024 risulta pari al 90,8% rispetto al 104,5% nel 2023.
Questa percentuale esprime un livello assai positivo, in quanto ci pare opportuno ricordare che sotto la soglia del 100% le compagnie producono utili. Il saldo tecnico del lavoro diretto è risultato positivo per 2.794 milioni che vanno raffrontati ai 2.487 milioni (negativi) alla fine del 2023.
Considerati gli utili degli investimenti, lievemente diminuiti rispetto al 2023, il risultato del conto tecnico è stato positivo per 4.098 milioni, mentre nel 2023 era negativo per 941 milioni. L’incidenza sui premi di competenza è stata pari al 10,3%.
Il risultato delle cessioni in riassicurazione e del lavoro indiretto netto è stato negativo per 702 milioni. Dobbiamo, però, rilevare che a questo utile ottenuto dai riassicuratori vanno raffrontate le perdite per 2.811 milioni che hanno dovuto sopportare nel 2023.
Per effetto di questi fattori il risultato complessivo del conto tecnico è positivo per 3.397 milioni contro i 1.870 milioni dell’anno precedente. Le riserve tecniche dirette, al netto delle somme da recuperare da assicurati e da terzi, sono state pari a 60.693 milioni. Di questo importo 19.539 milioni sono relativi alla riserva premi, mentre i restanti 41.154 milioni sono relativi alla riserva sinistri.
L’incidenza dei premi del portafoglio diretto sul Prodotto Interno Lordo nazionale è risultata pari a 1,86%, in crescita rispetto all’anno precedente. Anche quest’anno l’ANIA ha condotto una indagine sulla ripartizione dei premi dei rami danni in funzione della diversa tipologia dell’assicurato, distinguendo, pertanto tra rischio individuale (retail) e rischio commerciale (corporate).
Va precisato, tuttavia, che la classificazione di polizze retail, che generalmente riguardano una singola persona fisica o al più la sua famiglia, e di polizze corporate, che in genere fanno, invece, riferimento a un’attività aziendale/commerciale, potrebbe subire lievi differenze fra le varie imprese.
Nella tabella sottoesposta vengono espressi i risultati di questa indagine alla quale ha partecipato la quasi totalità del mercato assicurativo, in termini di premi contabilizzati. Da una lettura di questa ripartizione si possono trarre le seguenti conclusioni:
• il confronto tra i due anni evidenzia una maggiore incidenza delle polizze retail con conseguente diminuzione di quelle corporate all’interno del portafoglio assicurativo delle compagnie italiane. Si riscontra, inoltre, una variazione più marcata nei rami trasporti e nel ramo credito, dovuta principalmente a taluni affinamenti nelle metodologie di riclassificazione dei premi da parte di alcune imprese;
• i rami del comparto auto presentano una clientela fortemente di tipo retail rivolgendosi solo in parte alle aziende (cosiddette polizze “flotta”). In particolare, nella r.c. auto l’86% dei premi sono pagati da individui e famiglie e solo il 14% è relativo alle polizze flotta. Altri rami con forte prevalenza della clientela retail sono Infortuni e Corpi veicoli terrestri (76%), Assistenza (78%) e Tutela legale (87%) ai quali i clienti ricorrono spesso in concomitanza con l’acquisto di una polizza di responsabilità civile auto;
• alcuni rami hanno come tipologia di clienti essenzialmente le aziende. Ad esempio, tutti quelli ricompresi nel settore trasporti presentano una percentuale di polizze corporate pari al 91%, così come il ramo cauzione per il quale l’incidenza è pari al 98%;
• i rami incendio, altri danni ai beni, r.c. generale, credito e perdite pecuniarie presentano una sostanziale equa ripartizione tra le polizze retail e quelle corporate;
• il ramo malattia ha quasi due terzi dei premi che sono riferiti a polizze aziendali, trattandosi di coperture fatte dal datore di lavoro come benefit dell’impresa a tutela dei propri dipendenti e collaboratori a completamento della copertura prevista dal sistema sanitario nazionale;
• per il settore dei rami danni, con esclusione del settore auto, si registra una ripartizione di poco superiore per i premi retail (54%) rispetto ai corporate (46%).
L’assicura zione auto
I premi contabilizzati nel ramo r.c. auto, nel 2024, sono aumentati del 6,5%, mentre i sinistri di competenza hanno registrato un aumento inferiore (4,5%); di conseguenza il combined ratio di generazione corrente è migliorato di quasi tre punti rispetto all’anno precedente, passando da 105,5% a 102,7%.
Il risul tato tecnico si rivela positivo per 392 milioni, poiché beneficia dei risparmi effettuati sui sinistri posti a riserva e di un buon apporto dagli utili da investimenti. Il ramo corpi veicoli terrestri, invece, ha registrato un loss ratio in netto miglioramento passando dall’82,6% del 2023 al 59,9%.
I premi, invece, sono cresciuti del 14%, mentre i sinistri sono significativamente diminuiti. Questo ha permesso al ramo ottenere un risultato tecnico positivo a seguito di quello particolarmente negativo del 2023.
Conto tecnico dell’assicura zione R.C. Auto
I dati esposti nella tabella sottostante sono comprensivi anche di quelli relativi all’assicurazione r.c. obbligatoria dei veicoli marittimi.
Ricordiamo, peraltro, che queste assicurazioni rappresentano una percentuale pressoché rilevante sul totale complessivo dei premi. I premi contabilizzati del portafoglio diretto italiano, raccolti dalle 37 imprese operanti nel ramo, sono stati pari a 12.956 milioni, in aumento del 6,5% rispetto al 2023, anno in cui si era registrato un aumento del 4,3%.
La crescita dei premi del ramo r.c. auto è essenzialmente legata all’aumento del premio medio, spiegabile con l’incremento registrato dalle principali voci del costo dei sinistri a causa dell’aumento dell’inflazione a partire dai primi mesi del 2022.
In sintesi ricordiamo che da marzo 2021 a marzo 2025, a fronte di una crescita dell’inflazione del costo della vita del 8,1%, il costo dei pezzi di ricambio si è accresciuto del 16,4% e i danni alla persona sono stati rivalutati di oltre il 16%, mentre il premio medio r.c. auto, nello stesso periodo, è cresciuto del 13,2%.
Questi valori evidenziano come la revisione delle tariffe r.c. auto, pur con un aumento significativo per l’accresciuto fabbisogno tecnico, non hanno del tutto incluso il rialzo del costo dei sinistri, sia per quanto riguarda la componente dei danni a cose sia per quella dei danni alla persona.
Segnaliamo, altresì, che una ulteriore quota di premi (l’11,2% del totale) è stata raccolta dalle rappresentanze di imprese europee che operano in Italia secondo il principio della libertà di stabilimento. Queste imprese hanno registrato a fine 2024 una crescita dei premi contabilizzati pari a oltre il 30%, confermando così un trend già consolidato negli ultimi anni. I premi di competenza, che si ottengono sottraendo ai premi contabilizzati la variazione della riserva premi e altre voci di saldo, sono stati pari a 12.831 milioni, con una crescita del 7,6% rispetto al 2023.
Il costo dei sinistri di competenza è stato pari a 10.569 milioni, in aumento del 4,5% rispetto a quanto rilevato nel 2023. Il rapporto sinistri a premi, pertanto, è migliorato di 2,4 punti percentuali passando dall’84,8% del 2023 all’82,4% del 2024. Gli oneri per sinistri che, ricordiamo, oltre al costo dei sinistri di competenza includono anche le variazioni positive e negative degli importi riservati dei sinistri accaduti in anni precedenti, sono stati pari a 10.250 milioni.
Quindi lo smobilizzo delle riserve accantonate per i sinistri accaduti negli anni precedenti, ha consentito alle imprese una plusvalenza pari a 319 milioni, che contribuiscono a migliorare il rapporto dei sinistri a premi.
L’incidenza sui premi di competenza di questo avanzo sulle riserve è stata pari a 2,5%, in calo rispetto al 6,1%. Nonostante il rilascio positivo delle riserve sinistri, il loss ratio di esercizio risulta in lieve peggioramento passando dal 78,7% nel 2023 al 79,9% nel 2024.
Le spese di gestione sono state pari a 2.636 milioni, in aumento del 4,8% rispetto al 2023. La loro incidenza sui premi è risultata in diminuzione rispetto al 2023, passando dal 20,7% al 20,3%.
In particolare sono apparse in diminuzione rispetto all’anno precedente le incidenze sui premi di tutte e tre le categorie di spesa: delle provvigioni che scendono di un decimale attestandosi a 10,6%, al pari delle spese di amministrazione che scendono al 5,6% e alle altre spese di acquisizione che si attestano al 4,2%.
A mero fine statistico rileviamo che proprio in virtù dell’aumento delle tariffe le spese di gestione che nel 2021 incidevano per il 21,8% sul totale dei premi sono, nel 2024, scese al 20,3%: Sommando il valore del loss ratio al valore dell’expense ratio, si ottiene il combined ratio per il quale si possono fare le seguenti osservazioni:
• il combined ratio della generazione di accadimento 2024, è in miglioramento di 2,8 punti percentuali rispetto al 2023;
• analizzando un periodo di 8 anni possiamo riscontrare che il combined ratio di bilancio è stato sempre inferiore a quello dell’accadimento corrente poiché si è sempre registrato una sufficienza delle riserve sinistri degli anni precedenti;
• l’incidenza di questa sufficienza è oscillata tra il 2,5% e il 6,1%, con una tendenza crescente dal 2020 (2,5%) al 2023 (6,1%) per poi ritornare, nel 2024, al valore di 2,5%.
La somma delle componenti sopra citate ha generato un saldo tecnico appena negativo e pari a -220 milioni.
Considerando, tuttavia, gli utili degli investimenti pari a 508 milioni, il risultato del conto tecnico è risultato positivo per 289 milioni. Tenuto presente del saldo della riassicurazione, il ri sultato complessivo del conto tecnico è stato positivo per 392 milioni. Le riserve tecniche dei rami r.c. auto e natanti sono state pari nel 2024 a 22.602 milioni, in aumento del 2,9% rispetto al 2023.
Di queste riserve 4.600 milioni circa sono relativi alla riserva premi, mentre circa 18.000 milioni sono relativi alla riserva sinistri complessiva di esercizio corrente e degli esercizi precedenti.
Conto tecnico delle assicura zioni dei danni ai veicoli
Questo ramo viene definito dalla legge come “corpi di veicoli terrestri” e comprende le assicurazioni contro ogni danno subìto da veicoli che circolano sul territorio.
Si tratta essenzialmente delle garanzie incendio, furto, collisione, cristalli e danni cagionati da eventi naturali. I premi del portafoglio diretto italiano, raccolti nel 2024 dalle 41 imprese che operano nel ramo, sono stati pari a 4.528 milioni e hanno avuto una incidenza dell’11,1% sul totale dei premi delle assicurazioni danni. Nel 2024 si è registrato una crescita del 14% rispetto al 2023.
Questa crescita è superiore ai livelli già avviati nel 2015 e interrotti nel 2020 a causa della pandemia ed è in linea con quella dello scorso anno (+12,1%). La crescita dei premi è legata agli adeguamenti tecnici delle tariffe della garanzia furto, a causa della ripresa del fenomeno negli ultimi tre anni e a quella, ancor più significativa, dovuta agli eventi naturali e i cristalli.
Questi aumenti sono stati resi necessari dalla maggior frequenza di calamità naturali in Italia e dal conseguente rialzo anche dei costi della riassicurazione per le imprese. I premi di competenza sono stati pari a 4.326 milioni, in crescita del 13,7%.
Il costo dei sinistri di competenza è stato pari a 2.523 milioni, in diminuzione di quasi il 20% rispetto al 2023, a causa principalmente del decremento della sinistrosità per le garanzie a copertura degli eventi naturali.
Il combinato disposto dell’aumento dei premi della diminuzione dei sinistri ha fatto registrare una loss ratio di competenza nettamente migliore rispetto al 2023 anno in cui si era attestata all’82,7% per scendere al 58,3% del 2024.
Gli oneri per sinistri che sono determinati, oltre al costo dei sinistri di competenza, dalla variazione positiva degli importi riservati dei sinistri accaduti in anni precedenti, sono stati pari a 2.590 milioni e, pertanto, in netta diminuzione rispetto ai 3.143 milioni nel 2023.
Le spese di gestione sono state pari a 1.433 milioni, in netto aumento rispetto ai 1.253 del 2023. La loro incidenza sui premi è stata pari a 31,7%, in lieve aumento rispetto al 2023.
Il saldo tecnico del portafoglio è stato positivo per 287 milioni contro una perdita di 608 milioni dell’anno precedente. Considerati gli utili degli investimenti, il risultato del conto tecnico è stato positivo per 361 milioni.
Il risultato complessivo del conto tecnico ammonta a 221 milioni a causa del maggior costo per la riassicurazione. Le riserve tecniche dirette del ramo corpi veicoli terrestri, sono state pari nel 2024 a 3.169 milioni.
Di queste riserve, circa 1.100 milioni sono relativi alla riserva sinistri, mentre 2.100 milioni sono relativi alla riserva premi.
Le al tre assicura zioni danni
Nel 2024 i premi contabilizzati nei rami danni diversi dal settore auto sono aumentati del 6,8% rispetto al 2023.
A fronte di una sensibile riduzione del costo dei sinistri rispetto al 2023 che, lo ricordiamo, era un anno caratterizzato da una eccezionale frequenza e gravità di danni, soprattutto legati a eventi climatici e catastrofali, si registra un miglioramento assai rilevante del loss ratio di generazione corrente che passa dall’80,5% a 57,4%.
Di conseguenza il saldo tecnico palesa un miglioramento sostanziale e diventa positivo per 2,7 miliardi.
I premi contabilizzati del portafoglio diretto italiano raccolti nei rami danni diversi dal settore auto sono stati nel 2024 pari a 23.385 milioni, con un aumento del 6,8% rispetto al 2023. Ricordiamo che questo aumento, come anche segnalato per gli altri rami danni, è stato calcolato a perimetro di imprese omogeneo.
I rami che hanno registrato una crescita dei premi contabilizzati uguale o superiore alla media sono stati: il ramo assistenza (+8,2%), incendio (+11,2%), malattia (+12,1%), perdite pecuniarie (+14,6%) e corpi veicoli ferroviari (+73%).
In crescita, invece, inferiore alla media sono stati i rami infortuni (+2,9%), r.c. generale (+3,4%), cauzione (+4,4%) e tutela legale (+6,3%). Sono apparsi in calo esclusivamente i rami corpi veicoli aerei (-8,5%), credito (-7,3%) e merci trasportate (-4,4%).
Restano sostanzialmente invariata la raccolta dei premi dei rami r.c. aeromobili e corpi veicoli marittimi. A seguito di questi aumenti l’incidenza dei premi delle altre assicurazioni danni sul totale danni è del 57,2%.
I premi di competenza sono stati pari a 22.747 milioni, in aumento dell’8% circa rispetto al 2023.
Il costo dei sinistri di competenza è stato pari a 13.051 milioni, in calo del 23% rispetto all’anno precedente. A seguito del calo del costo dei sinistri di competenza e del contestuale aumento dei premi, il loss ratio segna un deciso miglioramento.
Gli oneri per sinistri, che includono rispetto al costo dei sinistri di competenza anche l’eventuale sufficienza/insufficienza degli importi riservati dei sinistri accaduti in anni precedenti, sono stati pari a 12.139 milioni, con un calo del 22% rispetto al 2023.
Segnaliamo, inoltre, che il beneficio derivante dallo smobilizzo positivo delle riserve accantonate per i sinistri accaduti in esercizi precedenti è stato pari a circa 900 milioni, ovvero al 4% dei premi di competenza.
Il rapporto sinistri a premi di competenza è risultato in netto miglioramento attestandosi al 53,4% contro il 74% del 2023.
Si tratta di un andamento davvero assai positivo per le imprese. Tra i rami principali è da segnalare che l’Incendio, che nel 2023 aveva espresso un rapporto sinistri a premi negativo al 214,6% scende al 61,9%.
Ricordiamo, altresì, che nel 2023 il ramo era stato molto penalizzato dall’aumento degli oneri per sinistri, determinato dalla frequenza elevata di eventi calamitosi di eccezionale intensità nel Nord Italia. In miglioramento contenuto anche il loss ratio del ramo infortuni che si attesta al 40,8% e degli altri danni ai beni.
Nel grafico sottostante viene esposto il loss ratio per ogni singolo ramo di attività. Da questo grafico si può facilmente evincere lo stato di buona saluta delle imprese assicurative italiane nei rami danni diversi dal ramo auto.
Le spese di gestione sono state nel 2024 pari a 7.467 milioni e hanno avuto una incidenza sui premi del 31,9%. Particolarmente significativa degli oneri provvigionali che si sono attestati al 22,2% contro i 21,7% nel 2023.
I rami che presentano l’indicatore più alto sono: tutela legale, perdite pecuniarie, infortuni, assistenza e cauzione, con percentuali superiori al 35% ad eccezioni delle cauzioni (34,4%).
Valori provvigionali più contenuti e inferiori al 20% si registrano nei corpi veicoli marittimi, corpi veicoli aerei e corpi veicoli ferroviari.
Il saldo tecnico del portafoglio diretto è stato positivo per 2.727 milioni contro un risultato negativo pari a 1.783 milioni del 2023. In particolare hanno registrato un saldo tecnico positivo e superiore ai 200 milioni i rami tutela legale (233 milioni), assistenza (262 milioni), cauzione (272 milioni), r.c.
generale (757 milioni) e infortuni (777 milioni). Si sono registrati saldi negativi nei rami corpi veicoli marittimi e incendio.
Ovviamente, come già accennato, il ramo incendio dopo le grandi perdite generate nel 2023 a carico dei riassicuratori, nell’anno 2024 stanno “restituendo” una parte degli oneri dell’anno precedente.
Considerando gli utili degli investimenti il risultato del conto tecnico diretto è stato positivo per 3.449 milioni con un’incidenza sui premi di competenza pari al 15,2%.
Nonostante un saldo della riassicurazione negativo per 665 milioni (era positivo e pari a 2.279 milioni un anno prima), il risultato del conto tecnico complessivo è stato positivo per 2.784 milioni con un’incidenza sui premi pari al 12,2%. Limitando l’analisi ai rami più rappresentativi, l’incidenza è stata particolarmente rilevante per i rami r.c. generale (24,2%) e Infortuni (22,1%).
Le riserve tecniche delle altre assicurazioni danni, al netto delle somme da recuperare da assicurati, sono state pari nel 2024 a 34.840 milioni. Più in particolare 12.854 milioni sono relativi alla riserva premi 21.986 milioni alla riserva sinistri.
Ricordiamo che il ramo nel quale si registra l’importo più elevato di riserve tecniche è quello della r.c. generale, per il quale è stato previsto a fine 2024 un accantonamento pari a 11.514 milioni, in linea con l’anno precedente. Parimenti rilevanti le riserve accantonate nel ramo incendio pari a 7.505 milioni.
Le previsioni dei premi per il 2025
Per elaborare previsioni attendibili sulla raccolta premi nel 2025 è necessario analizzare l’andamento delle compagnie nel I trimestre dell’anno ed è parimenti necessario esaminare il contesto economico e finanziario globale nel quale le compagnie di assicurazione si troveranno a operare nella seconda parte dell’esercizio attualmente in corso.
Come di consueto l’ANIA, nella sua pubblicazione “L’assicurazione italiana 2024- 2025”, ha elaborato con accuratezza le proprie previsioni che, in tutti gli anni precedenti, si sono rivelate assai attendibili.
Per il 2025 queste previsioni sono piuttosto difficoltose poiché il contesto esaminato è caratterizzato da un elevato grado di incertezza. Ci riferiamo in particolare all’andamento dei mercati finanziari che, dopo la crisi nel mese di aprile, pare abbiano trovato stabilità. Così come lo spread tra BTP e Bund si sta assestando su livelli assai positivi per l’Italia, mentre la propensione al risparmio delle famiglie italiane è tornata sopra la media prepandemica. Permane, tuttavia, l’incertezza derivante dai conflitti tuttora in corso e dalla mancata definizione, al momento, di una regolamentazione precisa relativamente ai dazi con gli Stati Uniti.
Con i presupposti attualmente in essere l’ANIA ha previsto che i premi contabilizzati nei rami danni e vita dovrebbero aumentare di oltre l’8% nel 2025 e, pertanto, il volume dei premi si troverebbe a superare per la prima volta i 160 miliardi.
Come conseguenza di questo incremento, il rapporto tra premi italiani e PIL salirebbe dal 6,9% del 2024 al 7,3%.
Per quanto riguarda il settore danni la raccolta premi dovrebbe ottenere una crescita significativa stimabile nell’8,5% di incremento e con una raccolta di oltre 44 miliardi.
Si tratterebbe di un risultato a cui dovrebbero contribuire tutti i comparti sia per quanto riguarda l’assicurazione obbligatoria r.c. auto che per tutti gli altri rami.
La crescita dei premi ramo r.c. auto, stimata nel 4%, appare coerente sia con l’aumento del numero di veicoli assicurati, sia con l’incremento del premio medio che, a fine marzo, registrava un 3,2%.
Va, però, evidenziato che questo tasso di crescita è in rallentamento rispetto agli anni precedenti.
La variazione positiva del premio medio r.c. auto, che si dovrebbe verosimilmente registrare nell’anno corrente, dipende dal fatto che vi è ancora un fabbisogno tecnico derivante dagli aumenti inflattivi che sono partiti nel 2022 e che non sono ancora stati integralmente recepiti nella elaborazione delle tariffe.
Dobbiamo, infatti, ricordare che vi è stata una forte crescita del costo medio dei sinistri negli ultimi quattro anni, sia per quanto riguarda i danni a cose che danni alla persona.
Ci riferiamo, per quanto riguarda i danni alle persone, al significativo aggiornamento delle tabelle del danno non patrimoniale evidenziate nel 2024 dal Tribunale di Milano che rappresenta indubbiamente il più utilizzato per la valutazione di questi danni.
L’intervento del Tribunale di Milano ha rivisto parametri come tassi di interesse, inflazione e aspettativa di vita, portando a un incremento medio tra il 15% e il 20% degli importi risarciti.
I premi di tutti gli altri rami danni dovrebbero continuare ad aumentare nell’anno in corso e raggiungere una percentuale del 10,5%, trainati soprattutto dal ramo incendio i cui premi crescerebbero del 25%.
Ricordiamo, infatti, che entro il 31 marzo 2025, con una tolleranza di 90 giorni, le grandi imprese industriali sono obbligate a stipulare polizze assicurative per coprire i danni causati da catastrofi naturali come terremoti, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni.
Questo obbligo riguarderà le medie imprese entro il 1° ottobre e le piccole e microimprese entro il 1° gennaio 2026. Crescerebbero di misura pari o superiore al 10% anche i premi dei corpi veicoli terrestri, degli altri danni ai beni e del ramo malattia. Per effetto di questa crescita nel 2024 l’incidenza dei premi danni rispetto al PIL dovrebbe raggiungere il 2%.
I premi del settore vita, dopo la sostenuta crescita del 2024 e nell’ipotesi che si mantengano condizioni ordinate nei mercati finanziari, continueranno ad aumentare anche nel 2025, ma con un tasso più contenuto (+8%). In questa ipotesi il totale della raccolta premi vita sfiorerebbe i 120 miliardi.
A questo incremento contribuirebbe in maniera determinate la crescita delle polizze di ramo III che potrebbero arrivare a 40 miliardi nel 2025, con un aumento del 25%. Ricordiamo, infatti, che la commercializzazione delle polizze di ramo III è fortemente correlata con le performance degli indici azionari e segnaliamo, altresì, che l’indice della Borsa italiana ha registrato una crescita assai significativa nei primi sei mesi del 2025. Le polizze tradizionali di ramo I, invece, dovrebbero attestarsi a livelli simili a quelli del 2024 con una raccolta di circa 74 miliardi.
Pe effetto di questo sviluppo l’incidenza del volume dei premi contabilizzati del settore vita rispetto al PIL dovrebbe crescere dal 5% del 2024 al 5,3% del 2025.
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