INNOVAZIONE

Autore: Massimiliano Talarico
ASSINEWS 377 – Settembre 2025

Immagina una tecnologia talmente avanzata da essere, agli occhi di chi la vive, praticamente invisibile. Non ha schermi, non ha notifiche, non ti distrae, non ti vende nulla, eppure è sempre presente, pronta ad aiutarti quando ne hai bisogno, senza nemmeno che tu te ne accorga.
È agganciata ai vestiti, quasi impercettibile al tatto, eppure presente. Nessun display, nessun bip: solo una breve frase all’orecchio, sussurrata con una voce calma che riconosci come tua alleata da mesi. “Buongiorno, la tua giornata lavorativa inizia tra un’ora, ma la metro oggi ha un ritardo di dieci minuti. Vuoi che ti suggerisca un percorso alternativo?”.
Mentre bevi il caffè, ti ricorda che oggi è un anniversario importante.
Ti propone, senza interrompere i tuoi pensieri, di inviare un messaggio già pronto. “Auguri, ti penso sempre. Passo a trovarti nel weekend?” Basta una parola, e il messaggio parte. Niente notifiche, zero distrazioni.
Esci di casa e senti solo il clic della porta che si chiude. Non ti preoccupi se hai dimenticato le chiavi o se il gas è spento: lei ha già controllato per te, senza fartelo pesare.

E la tua giornata continua, guidata da consigli discreti, suggerimenti che arrivano solo quando servono, come se avessi accanto un amico silenzioso che conosce la tua vita meglio di chiunque altro, ma non pretende mai di essere protagonista. Il bello è proprio questo: non la noti, ma lei c’è. Non ti chiede attenzione, non ti mostra nulla, non ti distrae. Semplicemente, ti accompagna. Non è una promessa lontana, non è fantascienza. È la direzione concreta verso cui si sta muovendo la nuova generazione di intelligenze artificiali, come quella raccontata nel video di Sam Altman CEO di OpenAI e Jony Ive il geniale ex designer di Apple.

AI sottile come l’aria

L’intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. Siamo abituati a interagire con assistenti vocali, chatbot, motori di raccomandazione, ma tutte queste esperienze hanno ancora un punto in comune: hanno bisogno di una nostra azione, di una nostra richiesta, di una nostra attenzione. Il progetto pensato da Sam Altman e Joy Ive si pone un obiettivo molto più ambizioso: creare un sistema di AI che entra nella nostra vita in modo completamente discreto e quasi invisibile.

Cosa significa un’AI invisibile?

Significa che non servirà più aprire una app, né parlare a voce alta con un assistente virtuale. Non ci saranno notifiche, banner pubblicitari, schermate da gestire. L’AI lavorerà silenziosamente in background, imparando dalle nostre abitudini, anticipando i nostri bisogni, suggerendo soluzioni nel momento più opportuno – e solo se davvero necessario.

Questa invisibilità non è solo una scelta tecnica, ma una vera e propria filosofia progettuale: una tecnologia che migliora la vita senza occupare spazio nella mente e nell’attenzione delle persone. Il cammino verso un’AI così sofisticata e discreta è iniziato diversi anni fa, ma solo oggi le infrastrutture tecnologiche – dalla potenza di calcolo al machine learning, dal cloud all’hardware miniaturizzato – sono sufficientemente mature per rendere possibile questa visione.

Secondo quanto illustrato dagli sviluppatori, il progetto ha richiesto 3 anni di lavoro su modelli di intelligenza artificiale capaci di apprendere senza supervisioni invasive e 2 anni di implementazione su vasta scala, con test pilota in diversi contesti (domestico, lavorativo, scolastico). La fase di pre-lancio è attualmente in corso, con una finestra temporale prevista di circa 12-18 mesi prima del rollout globale. Realizzare una tecnologia di questo livello richiede investimenti notevoli, non solo in termini economici ma anche di capitale umano. Secondo le stime ufficiali, il progetto ha già superato i 500 milioni di dollari di finanziamenti, provenienti sia da fondi privati sia da partnership con università e centri di ricerca internazionali. Oltre 300 ricercatori, ingegneri, designer e filosofi della tecnologia coinvolti, con una forte attenzione alla multidisciplinarietà (psicologi, sociologi, esperti di etica AI).

Data center decentralizzati, sistemi di edge computing per garantire la privacy e l’efficienza, hardware dedicato per il funzionamento locale dell’AI senza dipendenza costante dalla rete. Il successo di un’AI così invisibile si baserà anche sulla collaborazione con produttori di dispositivi (smart home, wearable, automotive), aziende di servizi e istituzioni pubbliche, con l’obiettivo di integrare questa intelligenza in ogni aspetto della vita quotidiana, sempre nel rispetto della privacy.

La prima, grande rivoluzione sarà la scomparsa dell’interfaccia. Non dovremo più imparare a usare nuove app, né adattarci a sistemi complessi. Sarà la tecnologia ad adattarsi a noi, in modo naturale e intuitivo. L’AI “percepisce” il tuo stato d’animo e adatta l’ambiente: abbassa le luci, suggerisce una playlist rilassante, prepara il riscaldamento alla temperatura ideale. Nessuna richiesta, nessuna interazione: solo comfort, personalizzazione e cura. Se dimentichi un appuntamento importante, l’AI ti avvisa con un leggero tocco sul wearable (il dispositivo indossabile), senza emettere suoni o notifiche intrusive. Se invece non desideri essere disturbato, l’AI lo capisce e rimane silenziosa. Mentre lavori, l’AI ottimizza il tuo tempo, ti suggerisce pause nei momenti giusti, ti aiuta a evitare il burnout – il tutto senza mai proporti prodotti o servizi di terzi. La tua attenzione resta tua. Uno dei principali timori legati all’AI è la sensazione di essere costantemente osservati o manipolati.

Il progetto in questione ribalta questa narrativa: l’AI opera solo quando necessario, e solo con il consenso dell’utente. La privacy è garantita da un’architettura decentralizzata, che elabora i dati localmente e li cancella dopo l’uso. L’AI non genera profitto vendendo i dati degli utenti o mostrando annunci personalizzati. Il modello di business si basa su abbonamenti trasparenti, partnership etiche e un manifesto che vieta espressamente la monetizzazione invasiva. L’AI apprende costantemente dalle abitudini dell’utente, ma senza invadere la privacy. Le informazioni personali non vengono mai inviate a server centrali, e l’utente può in ogni momento vedere, modificare o cancellare le tracce lasciate dalla propria interazione con il sistema. Hai cambiato routine? L’AI se ne accorge, si adatta, e ti suggerisce nuove soluzioni che rispecchiano i tuoi bisogni attuali, senza mai ricordarti cosa facevi prima.

La quotidianità reinventata

In casa l’AI può gestire in maniera automatica i consumi energetici: l’AI ottimizza riscaldamento, illuminazione, elettrodomestici, riducendo sprechi e costi senza che tu debba intervenire. Rileva situazioni anomale (perdite d’acqua, finestre aperte, presenze sospette) e interviene solo se davvero necessario, senza falsi allarmi. Al lavoro l’AI gestisce appuntamenti, priorità e scadenze in base alle tue reali energie e concentrazione, evitando sovraccarichi. Suggerisce soluzioni ai problemi prima che diventino urgenti, favorendo un clima lavorativo più sereno e produttivo. Sulla salute analizza i dati biometrici in background, segnala solo dati significativi, ti aiuta a prevenire stress o affaticamento. Ti suggerisce micro-pause, tecniche di rilassamento e attività su misura, senza mai invadere la tua privacy. Sulla mobilità studia i tuoi spostamenti e suggerisce percorsi o mezzi alternativi in base al traffico, alle condizioni meteo, ai tuoi impegni, senza bisogno di impostazioni manuali. Interviene solo in caso di reale pericolo, evitando allarmi inutili.

Il manifesto della discrezione

Il cuore del progetto è un manifesto etico che mette al centro la dignità e la libertà dell’individuo.

I principi chiave:

  • Privacy by Design: l’AI nasce per proteggere i dati, non per sfruttarli.
  • Zero pubblicità: nessun profitto dalla vendita di dati o attenzione.
  • Controllo totale all’utente: possibilità di disattivare, modificare o cancellare in ogni momento il proprio profilo e le proprie preferenze.
  • Inclusività: l’AI si adatta a tutte le età, culture, esigenze, senza discriminazioni.

Questa intelligenza artificiale non vuole sostituire l’uomo, ma potenziarlo. Non prende decisioni al posto nostro, ma ci aiuta a farle meglio. Crea uno spazio dove la tecnologia scompare per lasciare spazio all’umanità.

Sfide

Ogni rivoluzione però porta con sé rischi e interrogativi. Le principali sfide del progetto sono:

  • Trasparenza: Come garantire che l’AI resti sempre comprensibile e verificabile dall’utente?
  • Fiducia: Come assicurare che il sistema non venga manipolato da terzi?  
  • Accessibilità: Come evitare che questa tecnologia resti privilegio di pochi?

Esistono delle soluzioni proposte:

  • Codice open source: Parte del software sarà pubblico e verificabile da chiunque.
  • Audit indipendenti: Organismi esterni controlleranno il rispetto delle regole etiche.
  • Prezzi accessibili: Modelli di abbonamento differenziati e sconti per fasce deboli.

Verso un futuro silenzioso, ma potente

L’idea di un’AI invisibile, discreta, priva di interfacce e di pubblicità, rappresenta forse la più grande evoluzione tecnologica dopo l’avvento dello smartphone. Se oggi la tecnologia ci chiede attenzione, domani sarà lei a restituircela. Se oggi siamo sommersi di notifiche e input, domani potremo scegliere il silenzio, la calma, la centralità delle nostre vite. È un cambiamento che va oltre la tecnica: è una nuova alleanza tra l’uomo e il suo tempo, tra innovazione e rispetto, tra progresso e privacy. Un’AI che non vuole essere protagonista, ma regista silenziosa della nostra serenità. Il progetto descritto nel video di Sam Altman e Jony Ive rappresenta un esempio concreto di come l’intelligenza artificiale possa diventare un alleato invisibile ma potentissimo, capace di migliorare ogni aspetto della nostra vita senza mai imporsi, invadere o distrarre. Con tempi di sviluppo adeguati, investimenti significativi e una visione etica senza compromessi, questa nuova generazione di AI promette di cambiare il nostro modo di vivere la tecnologia: non più strumenti che reclamano attenzione, ma compagni silenziosi che ci aiutano a vivere meglio. Il futuro che ci aspetta non è fatto di schermi più grandi, di app più veloci o di notifiche più intelligenti. È fatto di presenza discreta, di supporto autentico, di tecnologia che scompare per lasciarci finalmente essere umani. E in questo silenzio ritrovato, potremo riscoprire il valore del nostro tempo, della nostra concentrazione, della nostra libertà. L’AI invisibile non sarà solo una conquista tecnologica, ma una nuova conquista di civiltà.

YouTube: https://youtu.be/W09bIpc_3ms?si=JDKLQMGwXy5X4EjP

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