Visto mendace, studio nei guai

UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE CHE RESPINGE IL RICORSO DEL PROFESSIONISTA
di Debora Alberici
Risponde di frode fiscale il commercialista che appone un visto di conformità mendace sulla dichiarazione del cliente.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 30329 del primo agosto 2022, ha respinto il ricorso del professionista che aveva avallato l’emissione di fatture false e l’indebita compensazione.

Con una interessante motivazione i Supremi giudici hanno fornito chiarimenti sulle caratteristiche che deve avere il documento. In particolare, si legge in sentenza, il visto di conformità è un controllo attribuito dal legislatore a soggetti estranei all’amministrazione finanziaria – professionisti abilitati iscritti negli appositi Albi —per la corretta applicazione delle norme tributarie. È disciplinato dal d.lgs. n. 241 del 1997, che distingue il visto leggero e il visto pesante.
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