Un terzo dei nuovi mutui sono a tasso variabile con cap

L’ETÀ MEDIA DEI RICHIEDENTI SCENDE DA 43 A 38 ANNI MA PER I GIOVANI È PIÙ DIFFICILE ACCEDERE A FINANZIAMENTI PER LA CASA
di Emma Bonotti
Il balzo di cinquanta punti base dei tassi di interesse imposto dalla Banca centrale europea lo scorso mese sta cambiando sensibilmente il rapporto degli italiani con i finanziamenti. Secondo un’analisi di Facile.it e Mutui.it, a luglio 2022 un terzo dei richiedenti ha scelto un mutuo variabile con cap. Una percentuale considerevole se confrontata con i numeri di qualche mese fa, quando 9 aspiranti mutuatari su 10 preferivano la versione a tasso fisso. Il cambio di rotta non è spiegato solamente dalle nuove preferenze degli italiani, ma anche dalla minor disponibilità di alcuni tipi di finanziamento rispetto al passato. Alcuni istituti bancari, infatti, hanno reagito all’ultima decisione della Bce sospendendo l’erogazione di mutui 100% a tasso fisso rivolti a un pubblico giovanile.

Secondo lo studio dei due comparatori, i mutui a tasso fisso nel mese di luglio sono calati al 24% del totale richieste, mentre la quota di quelli a tasso variabile si è attestata intorno al 42%. L’aumento dei tassi di interesse ha poi avuto un effetto diretto sul costo dei finanziamenti per la casa. Secondo le simulazioni, per un mutuo medio da 126 mila euro in 25 anni (con un ltv pari a 70%), i tassi fissi disponibili oggi online partono da circa 2,60%, contro l’1,1% di dodici mesi fa. In questo primo scenario, la rata mensile arriva a 557 euro, in aumento di circa 85 euro rispetto allo scorso anno. Considerando l’intera durata del finanziamento, un mutuo medio porta il richiedente di oggi a pagare circa 26 mila euro in più rispetto al mutuatario del 2021. Se si guarda invece al tasso variabile, i taeg disponibili online partono dall’1,29% contro lo 0,80% di dodici mesi fa, con una rata iniziale pari a 480 euro, in rialzo di circa 30 euro rispetto allo scorso anno. Infine, nel caso di mutui variabili con cap i taeg partono da 1,8% con una rata iniziale da 503 euro.

Secondo Giulio Mariani, new technology manager di Experian, con l’aumento del costo del denaro «le banche saranno portate ad adeguare le proprie offerte commerciali su tutti i principali prodotti: dai mutui, ai prestiti personali, ai prestiti finalizzati e infine le carte di credito e i conti correnti. La grande sfida che attende dunque il reparto finanziario sarà supportare il credito di famiglie ed imprese in uno scenario volatile ed estremamente competitivo».

Altri cambiamenti hanno interessato la fascia d’età degli aspiranti mutuatari. A luglio 2022, i richiedenti, in media, avevano poco meno di 38 anni, in netto calo rispetto ai 43 dell’anno precedente. Secondo l’analisi, il fondo garanzia prima casa e i mutui al 100% hanno avvicinato molti under 36 ai finanziamenti bancari: nei primi sei mesi del 2022 metà delle richieste proveniva dalla fascia più giovane degli aspiranti mutuatari, contro il 25% dello stesso periodo del 2021. Tuttavia, l’inasprimento della politica monetaria della Banca centrale europea ha messo a repentaglio la disponibilità di mutui a tasso fisso e ben presto anche quelli variabili e ibridi, oggi unica soluzione per gli under 36 che vogliono accedere a un finanziamento agevolato, potrebbero essere sospesi. (riproduzione riservata)
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