Singapore, patria di milionari

HSBC PREVEDE CHE NEL 2030 I SUPER RICCHI SARANNO IL 13% DEGLI ABITANTI, PIÙ DI USA E CINA
Hsbc compara l’aumento della ricchezza a Singapore con 15 Paesi
di Filippo Merli
Chi vuol essere milionario deve trasferirsi a Singapore. Lì, nella città-stato a sud della Malesia, in meno di un decennio oltre il 13% degli adulti varrà più di un milione di dollari, una percentuale superiore a quella di Stati Uniti, Cina e altre dodici economie dell’Asia-Pacifico. Attorno al nucleo coloniale di Padang, un campo di cricket risalente al 1830, si è sviluppato uno dei sistemi finanziari più importanti al mondo. Roba da ricchi.

Uno studio di Hsbc ha evidenziato che Singapore ha visto la propria quota di milionari tra i residenti (che comprendono abitanti permanenti e cittadini) crescere dal 7,5% nel 2021 e prevede che salirà al 9,8% nel 2025, sino al 13,4% nel 2030. In termini assoluti significa che il numero di milionari a Singapore, in otto anni, salirà a 700 mila rispetto agli attuali 400 mila.

Secondo il capo-economista di Hsbc per l’Asia, Frederic Neumann, «sebbene la regione stia attraversando un periodo di instabilità economica vale comunque la pena fare il punto sulla ricchezza crescente dell’Asia in questo frangente. L’ampliamento del bacino di risparmio locale fornisce una misura di resilienza contro i capricci dei mercati finanziari globali. Un resoconto della crescente ricchezza dell’Asia fa luce anche sulle risorse sociali, che alla fine sono disponibili per sollevare milioni di altri dalla povertà».

Il rapporto di Hsbc, intitolato The rise of Asian wealth, tra le altre cose esamina il numero previsto di residenti che raggiungeranno determinate fasce di ricchezza nei prossimi anni in Asia mettendo a confronto 15 economie del continente, tra cui Cina, Giappone, Malesia e Taiwan, oltre a Singapore. L’analisi del gruppo bancario britannico si basa sui depositi bancari dei residenti, sugli investimenti in obbligazioni e azioni, sulle attività detenute da fondi pensione o compagnie assicurative e alle loro proprietà immobiliari dopo aver dedotto gli importi dei mutui in essere.

Attualmente Singapore conta il secondo numero più alto (7,5%) di adulti milionari in base alla quota percentuale della sua popolazione, subito dopo l’Australia (8%) e davanti a Taiwan (5,9%). Entro il 2030 Singapore prenderà il primo posto con il 13,4%, seguita da Australia e Hong Kong. Per dire: alla stessa data, entro la fine del 2030, solo il 4% degli adulti nella Cina continentale e meno dell’1% degli adulti in India saranno milionari.

All’estremità inferiore della fascia di reddito, Singapore dovrebbe vedere la percentuale dei propri residenti con almeno 250 mila dollari di ricchezza pari al 67% entro il 2030, con un aumento di circa 10 punti percentuali rispetto al 2021. È più o meno il corrispettivo di 250 mila euro. Insomma: le fasce meno abbienti, lì, non avranno bisogno del reddito di cittadinanza.

Negli ultimi anni Singapore ha rafforzato il proprio status di porto sicuro per i capitali in Asia. Le imprese e i professionisti globali sono stati messi a dura prova dalle rigide restrizioni anti-Covid di Hong Kong e della Cina continentale, oltre alla repressione tecnologica di Pechino. E questo ha contribuito a stimolare l’arrivo di espatriati e di denaro cinese nella città-stato con il risultato che adesso Singapore è uno dei principali centri economici del continente asiatico.
Fonte: