Rassegna Stampa assicurativa 29 agosto 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Reclamo-mediazione da valutarsi con maggiore attenzione, pena la condanna al pagamento delle spese di giustizia per la parte soccombente in giudizio che abbia rigettato il reclamo o non accolto la proposta di mediazione. Addirittura, la condanna può rilevare ai fini dell’eventuale responsabilità amministrativa del funzionario che ha immotivatamente rigettato il reclamo o non accolto la proposta di mediazione.
Sui danni da privacy le sentenze europee prendono l’altalena.
In Germania l’uso illecito episodico dell’indirizzo e-mail è valso 25 euro di risarcimento, saliti a 300 euro (sempre in Germania) se il messaggio di posta elettronica è una pubblicità indesiderata di mascherine FFP2; in Olanda un Comune, che illegittimamente non ha cancellato una cartella di una famiglia seguita dai servizi sociali, ha dovuto pagare 125 euro a un minore e 125 euro alla sua mamma (totale 250 euro), ma, sempre in Olanda, la somma è salita vertiginosamente a 2.500 euro per la conservazione indebita di dati sanitari.
Il 60% delle aziende che subisce un attacco informatico aumenta i prezzi dei propri prodotti e servizi per fare fronte ai costi derivanti dalle conseguenze delle violazioni alla sicurezza. Costi che, quindi, colpiscono in maniera indiretta anche i consumatori. A rilevarlo è il report annuale “Cost of a Data Breach”, curato dagli esperti di Ponemon Institute e promossa da IBM Security, secondo cui il costo medio globale dei “data breach”, ossia la violazione di dati, ha raggiunto il massimo storico di 4,35 milioni di dollari, un aumento pari a circa il 13% rispetto agli ultimi due anni analizzati dal report.

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  • Conti di deposito, Btp e un po’ d’oro le scelte per proteggere i risparmi
Con l’inflazione che corre diventa sempre più necessario ridurre la perdita di valore reale del portafoglio. E anche se non esistono titoli in grado di azzerarla, per i gestori alcune opzioni sono possibili. Ognuna con vantaggi e difettiP rimo non prenderle, o almeno limitare i danni. Tenere i soldi fermi sul conto corrente comporta una perdita sicura. A luglio l’inflazione si è attestata al 7,9% e, se le cose non cambieranno, 10 mila euro mantenuti sul conto, tra dodici mesi ne varranno 9.210 in termini reali, tra 24 mesi addirittura 8.482. Eppure, proprio il clima di incertezza spinge ad accumulare risparmi. Secondo l’ultimo bollettino dell’Abi, a giugno i depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) di famiglie e imprese italiane sono cresciuti di 58,6 miliardi rispetto a un anno prima (+3,3%), arrivando a quota 1.840,7 miliardi.

  • La polizza inflation linked per chi resta fino alla fine
La strada più ovvia per proteggersi dall’inflazione senza correre troppi rischi è cavalcare l’inflazione stessa. Come? Investendo nelle obbligazioni inflation linked che, attraverso la rivalutazione delle cedole e del capitale, assicurano una buona tenuta del potere di acquisto dei propri risparmi. «Ma bisogna avere ben chiari i criteri che governano la performance di un bond legato all’inflazione – avverte Francesco Lomartire, responsabile Spdr Etfs per il Sud Europa –. Tendenzialmente, a rivestire un ruolo chiave nella determinazione di un eventuale premio degli inflation linked rispetto alle obbligazioni tradizionali è l’inflazione attesa da parte degli investitori. Quando l’inflazione realizzata è superiore a quella ipotizzata allora i bond inflation linked si apprezzano rispetto a quelli tradizionali. Un aumento dei tassi di interesse reali, invece, avrà un impatto negativo, per cui in un regime di inflazione elevata come quello attuale, gli interventi restrittivi delle banche centrali potrebbero rendere meno conveniente l’investimento in un bond inflation linked». In quest’ultimo caso, per non incorrere in perdite in conto capitale potrebbe essere necessario mantenere le obbligazioni fino a scadenza. «La durata dell’investimento, dunque, diventa fondamentale — sottolinea Lomartire

  • Clona profilo social per tornare con l’ex: danni per 6mila euro