Per Lokky crowdfunding da 2,2 mln. E spunta Azimut

di Anna Messia
Lokky, l’insurtech italiana dedicata a piccole imprese, professionisti e freelance, avvia una campagna di equity crowdfunding per attrarre nuovi investitori e finanziare la crescita. A pochi giorni dal lancio ha già raccolto quasi 650 mila euro da 46 investitori. L’operazione ha un obiettivo massimo di raccolta di 2.2 milioni, online fino al 26 settembre su Mamacrowd, la più importante piattaforma italiana per investimenti in equity crowdfunding, dove sarà possibile investire a partire da 249,6 euro. Tra gli investitori che stanno prendendo parte alla campagna spunta il fondo Azimut Eltif, venture capital ALIcrowd II che ha aderito in questa fase con una prima tranche di investimento. Finalità del funding è consolidare il posizionamento sul mercato italiano di Lokky, operativa dal 2020 e fondata da Paolo Tanfoglio e Sauro Mostarda, che propone polizze digitali che includono per esempio l’infortunio, le catastrofi naturali o l’Rc professionale. Le risorse serviranno a potenziare il branding e la strategia di marketing e ad accelerare la crescita anche attraverso partnership con operatori non finanziari, ampliando l’offerta anche grazie al modello di Managing General Agent (Mga). La strategia dell’azienda prevede più in particolare l’implementazione di soluzioni assicurative personalizzate grazie all’algoritmo proprietario, a tecnologie per la gestione e l’utilizzo dei dati e alle partnership con le principali compagnie assicurative. Lokky ha già stipulato accordi con diverse compagnie come Vittoria Assicurazioni, Sara Assicurazioni e Tokio Marine. «La nostra clientela è composta da oltre 6 milioni di micro e piccole imprese, professionisti e freelance, che giò oggi sottoscrivono prodotti assicurativi per le loro attività imprenditoriali per circa 5 miliardi di euro di premi, tutti venduti attraverso i canali tradizionali», ha commentato il ceo e fondatore Tanfoglio. «C’è quindi un altissimo potenziale per soddisfare la parte di clientela che già oggi chiede un’esperienza digitale e per attrarre nuovi professionisti e imprese». (riproduzione riservata)
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