L’ente hackerato rischia grosso

L’ART. 82 DEL REGOLAMENTO UE SULLA PROTEZIONE DATI N. 2016/679 (GDPR) TUTELA I DANNEGGIATI
Antonio Ciccia Messina
I cyberladri di dati tributari innescano la miccia della richiesta di risarcimento del danno da parte delle vittime. Ma a pagare i danni non sono gli hacker o ricattatori informatici, che hanno enormi chance di rimanere nell’ombra. L’alea dell’indennizzo, infatti, incombe di fatto solo su chi detiene i dati nei propri computer e server, cioè imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti attaccati dai cibercriminali e, quindi, per altro verso, vittime anch’esse della delinquenza elettronica. Senza contare che ogni data breach (violazione della sicurezza da cui deriva una violazione dei dati) apre le porte non solo alle richieste di indennizzo da parte degli interessati, ma anche alle sanzioni del Gdpr.

La bomba dei risarcimenti, in ogni caso, è armata ed è a un passo dalla conflagrazione. E prima o poi saranno promosse cause singole o class action, soprattutto quando le violazioni della privacy riguardano molte persone.

La vicenda di luglio 2022 dell’esfiltrazione di dati di contribuenti, addebitata alla società longa manus del fisco italiano, ma forse riconducibile a uno studio professionale, mette sotto i riflettori la legislazione sulla privacy, costellata di rischi giuridici sotto gli occhi di tutti, di cui, però, non si è ancora completamente consapevoli.

L’articolo 82 del Regolamento Ue sulla protezione dei dati n. 2016/679 (Gdpr) è, infatti, un dolce scivolo per i danneggiati e una strada ripida verso l’abisso, piena di insidie e trabocchetti, per le imprese, le pubbliche amministrazioni e i professionisti.

Per i danneggiati la preoccupazione più grande è la prova dell’ammontare del danno patito, mentre godono di un bonus probatorio quanto alla colpa del titolare del trattamento.

Per quest’ultimo, invece, sfuggire al pagamento dei danni è condizionato a una prova difficilissima e cioè alla dimostrazione che l’evento dannoso non gli è in alcun modo imputabile: intendiamoci, o c’è una manina di aiuto tesa da tribunali comprensivi che inventano interpretazioni miti, altrimenti nei giudizi bisogna puntare tutto sulla minimizzazione dell’importo del danno e prepararsi ad aprire il portafoglio, sperando di pagare il meno possibile.
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