La guerra in Ucraina e le catastrofi naturali appesantiscono la semestrale di Scor

Il gruppo riassicurativo francese Scor ha pubblicato i risultati del primo semestre dell’anno, che ha registrato una perdita netta di 239 milioni di euro, principalmente a causa della guerra in Ucraina, di ulteriori perdite legate al Covid-19 e dell’impatto dei numerosi eventi catastrofali che hanno caratterizzato i primi sei mesi del 2022, a partire dalla siccità in Brasile e le inondazioni in Australia.

In particolare, nel secondo trimestre il riassicuratore francese ha segnato una perdita netta di 159 milioni di euro, che si è aggiunto a un primo trimestre già in rosso (-80 milioni di euro).

Risultati decisamente negativi a confronto dell’utile netto di 380 milioni di euro del primo semestre 2021.

La siccità straordinaria che ha interessato il Brasile ha molto a che fare con il deterioramento dei conti, con costi pari a circa 193 milioni di euro, la maggior parte relativi al secondo trimestre, periodo in cui hanno inciso altri eventi come le inondazioni causate dalle forti piogge in Sud Africa e le tempeste che hanno interessato la Francia.

Resta invariato l’accantonamento di 85 milioni di euro effettuato nel primo trimestre per la guerra in Ucraina. Infine, sui conti di Scor hanno inciso anche i costi degli indennizzi legati al Covid per 254 milioni di euro.

Scor ha registrato complessivamente un aumento dell’8,3% dei premi lordi emessi (GWP) nel primo semestre 2022 a 9,7 miliardi di euro, con la crescita (+21%) del segmento property and casualty (P&C) che compensa un calo (-1,8%) del business Life & Health (L&H).

Denis Kessler, presidente di Scor, ha commentato: “Il recente passato è stato una chiara dimostrazione di come le incertezze e le instabilità di ogni tipo si stiano moltiplicando: continua la piaga del Covid-19, la scena geopolitica internazionale si sta complicando, l’inflazione sta raggiungendo livelli che non si vedevano da tempo, l’economia sta rallentando, cresce la paura di una recessione globale e aumentano la frequenza e la gravità delle catastrofi naturali, strettamente legate al riscaldamento globale. In questo ambiente volatile, l’avversione al rischio e il bisogno di protezione continuerà a crescere. Il moltiplicarsi delle incertezze e dei rischi dimostra più che mai il ruolo cruciale del settore riassicurativo nel fungere da perno del sistema e garante della resilienza dell’economia globale”.