Banco, un partner solo nel danni

L’ISTITUTO DI PIAZZA MEDA RIDUCE IL PERIMETRO DELL’EVENTUALE ALLEANZA ASSICURATIVA
di Luca Gualtieri
Banco Bpm restringe il perimetro della possibile alleanza assicurativa. L’istituto di piazza Meda intende infatti gestire internamente le attività relative al ramo vita, cercando un partner soltanto nel danni. Questa è l’indicazione fornita ieri al mercato, in concomitanza con la presentazione dei dati semestrali. «Gestiremo il business assicurativo Vita internamente», ha spiegato il ceo Giuseppe Castagna parlando agli analisti. «Abbiamo preso questa decisione, visto che rappresenta la parte più consistente in termini di volumi ed è meglio collegato al nostro network di asset management, più in linea coi prodotti e col nostro approccio». Nei mesi scorsi le polizze del Banco sono finite nel mirino di diversi gruppi italiani ed esteri. Offerte non vincolanti sono state presentate dal Crédit Agricole, da Axa e da Generali e da maggio è stato allestito un vero e proprio processo competitivo gestito dagli advisor Citi e Lazard. La partita peraltro si intreccia con i futuri assetti proprietari del Banco. In aprile l’Agricole si è portato al 9,2% del gruppo guidato da Castagna con una mossa che molti osservatori hanno letto come un primo passo verso un’integrazione. Axa invece potrebbe aprire la strada verso Montepaschi di cui il colosso francese è da 15 anni il partner assicurativo e che nel 2023 potrebbe riavviare la ricerca di un compratore. Proprio per queste complessità il Banco non ha fretta di scegliere e potrebbe prendersi tutto il tempo necessario per individuare l’alleato nelle polizze.

Nel frattempo l’istituto ha chiuso il semestre con un margine di interesse di 1,04 miliardi, in crescita del 2% rispetto al dato del primo semestre 2021. Le commissioni nette ammontano a 966,9 milioni, in aumento dell’1,8% grazie al comparto dei servizi di banca commerciale (+5,7%), mentre è risultato in calo l’apporto dei servizi di gestione intermediazione e consulenza (-2%). Il risultato netto di periodo è cresciuto a 383,9 milioni che sarebbero stati 497 milioni (+30,1%) al netto delle componenti non ricorrenti. La gestione dei costi ha consentito il raggiungimento di un cost/income ratio al 54,5%, in miglioramento rispetto al 54,9% del primo semestre 2021 e al 55,8% dell’intero esercizio 2021. Le rettifiche su finanziamenti alla clientela si attestano a 304 milioni, in riduzione del 35,7% rispetto al primo semestre 2021. Il Cet1 phased-in e il Cet1 fully phased si attestano rispettivamente al 14% e al 12,8%. Novità sulle strategie per riconoscere valore ai soci: «il buyback è sempre un’opzione possibile per remunerare i nostri azionisti ma dobbiamo considerare che ci sono alcune nubi che si stanno addensando sull’economia italiana e dobbiamo essere prudenti», ha spiegato il banchiere.

Per quanto riguarda le previsioni, il margine di interesse – che risentirà della riduzione dell’extra remunerazione del funding Bce in forma di Tltro – trarrà vantaggio dal rialzo dei tassi sia nella componente di matrice commerciale sia in quella derivante dal portafoglio delle attività finanziarie; il gruppo presenta infatti una significativa sensitivity, pari a +443 milioni in uno scenario di shift parallelo della struttura dei tassi di +100 punti base. (riproduzione riservata)
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