B3i non riesce a raccogliere nuovi capitali e diventa insolvente

La Blockchain Insurance Industry Initiative (B3i) ha annunciato di aver presentato istanza di insolvenza dopo non essere riuscita a raccogliere nuovi capitali nei recenti round di finanziamento.

Creata alla fine del 2016, B3i rappresentava una collaborazione tra vari assicuratori e riassicuratori per esplorare il potenziale dell’utilizzo delle Distributed Ledger Technologies (DLT) all’interno del settore.

Nei primi anni di attività, l’iniziativa ha raccolto con successo decine di milioni di dollari in finanziamenti e ha ottenuto il sostegno di alcune delle maggiori compagnie assicurative e riassicurative del mondo.

Ancora nell’aprile del 2022, la tecnologia dell’azienda è stata utilizzata da Allianz e Swiss Re per piazzare il primo contratto di riassicurazione XoL su DLT.

Ma in una dichiarazione pubblica, B3i ha ora confermato che, in seguito alla consultazione con gli azionisti, i suoi amministratori hanno “concluso collettivamente che non c’era un sostegno sufficiente per continuare con l’impresa in questa fase”.

B3i sostiene da tempo che l’implementazione della tecnologia blockchain nella riassicurazione è la chiave per consentire transazioni end-to-end fondamentalmente digitali, sostenendo che aggiungerà efficienza e sicurezza a ogni fase del processo.

Tuttavia, alcuni sostenitori del settore ritengono che B3i abbia perso di vista la sua missione originaria di aumentare l’efficienza per concentrarsi su altre prospettive, o che i vantaggi reali dell’integrazione della blockchain siano stati sopravvalutati durante i precedenti periodi di entusiasmo per questa tecnologia.

D’altra parte, la scomparsa di B3i potrebbe anche riflettere il difficile ambiente di finanziamento del venture capital in generale, dove molte start-up tecnologiche hanno attualmente maggiori difficoltà a raccogliere nuovi fondi.

Le ragioni dell’incapacità di B3i di assicurarsi finanziamenti continui sono per il momento solo speculative, ma probabilmente sono molteplici. Resta anche da vedere se la tecnologia sviluppata da B3i sopravviverà per essere utilizzata nuovamente da parti interessate del settore assicurativo o forse da una nuova iterazione del progetto.