Waymo di Aphabet lancia un servizio di taxi robot a San Francisco

di Giovanni Galli
Waymo, la divisione di Alphabet che sta sviluppando autovetture a guida autonoma, ha lanciato un servizio di taxi robot supportato da conducente a San Francisco. L’azienda, che di recente ha completato un importante round di finanziamenti da 2,5 miliardi di dollari (2,125 miliardi di euro), stava progettando l’ingresso nel mercato di San Francisco da più di un decennio. Ha iniziato a testare la propria tecnologia driverless nella città nel 2009 e, da allora, le sue auto percorrono più di 160.000 chilometri a settimana. Il successo del progetto, che prevede il trasporto di passeggeri nella città a bordo di veicoli a guida autonoma, potrebbe dare all’azienda gli introiti necessari per superare le perdite accumulate negli ultimi anni di attività.

L’azienda ha fatto sapere che i residenti di San Francisco potranno fare domanda per partecipare al programma pilota scaricando l’app Waymo One. Al momento non ha specificato quante persone saranno coinvolte, né quante auto saranno messe a disposizione per il servizio. Le corse saranno offerte gratuitamente. Le persone selezionate da Waymo potranno utilizzare la sua app per chiamare un veicolo Jaguar I-Pace, dotato della più recente tecnologia driverless sviluppata dall’azienda. I conducenti seduti al volante assumeranno il controllo se il computer vacilla o non riesce ad adattarsi a un numero qualsiasi di scenari imprevedibili.

Quello di San Francisco è un mercato fondamentale per il settore della guida autonoma, perché ospita una delle più alte concentrazioni di rider che lavorano per Uber Tecnologies e Lyft negli Stati Uniti. Waymo, al momento, è una delle otto aziende che ha ricevuto il via libera dallo stato della California per testare i veicoli a guida autonoma nella regione e considera la divisione preposta alla guida autonoma di General Motors, Cruise, come il principale concorrente.

Il business plan di Waymo prevede la creazione di una flotta di taxi robot che potrebbe operare almeno in cinque delle 10 principali città che offrono servizi di ride-hailing nel mondo. Secondo il management, quando l’azienda sarà riuscita ad abbattere i costi per le telecamere a lungo raggio, la tecnologia e vari hardware necessari, che secondo gli analisti superano i 200.000 dollari a veicolo, sarà in grado di incassare introiti sufficienti a mantenere e far crescere la propria flotta.
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