di Giacomo Berbenni
Unipol ha chiuso il primo semestre con un utile netto consolidato di 652 milioni di euro, in crescita rispetto ai 617 mln di giugno 2020. Hanno inciso positivamente i 138 milioni derivanti dal consolidamento pro-quota del risultato di Bper influenzato, a sua volta, da partite contabili straordinarie conseguenti all’acquisizione di rami d’azienda ex Ubi e Intesa Sanpaolo. La raccolta diretta assicurativa, al lordo delle cessioni in riassicurazione, si è attestata a 6,552 miliardi (+7,4%). L’indice di solvibilità del gruppo era al 216%1. Il combined ratio netto riassicurazione era al 92,6% rispetto all’82,1% di giugno 2020.

L’assemblea si riunirà il 1° ottobre per la proposta di distribuire un dividendo unitario di 0,28 euro per azione, che ai valori attuali corrisponde all’11,9% di rendimento, riferito all’esercizio 2019. «Mi fa piacere sottolineare che si è verificato quanto ho sempre detto», ha riferito Carlo Cimbri, a.d. di Unipol e presidente di UnipolSai. «Era nostra intenzione rispettare gli impegni verso il mercato con il piano industriale sui dividendi e così faremo, visto che abbiamo già convocato l’assemblea in ottobre per pagare la cedola che non abbiamo potuto pagare nel 2019 per vincoli regolamentari».

Sono stati ribaditi gli obiettivi del piano industriale 2019-2021. «Noi siamo felici di avere una forte posizione di Solvency, sia come Unipol che come Unipolsai», ha aggiunto Cimbri, anche perché si tratta di «un indicatore volatile per come è strutturato: soprattutto è sensibile alle variazioni di mercato, per cui richiede, dal nostro punto di vista, dei congrui buffer in ogni occasione. Quindi non abbiamo alcuna strategia riguardo all’utilizzo di eccesso di capitale, perché riteniamo che sia funzionale alla competitività del nostro core business e, quindi, all’essere competitivi sul mercato assicurativo». Il capo azienda ha poi sottolineato che l’aumento della quota di alcune coop nel capitale di Unipol non significa un accorciamento della catena di controllo attraverso una fusione tra Unipol e UnipolSai.

Infine il numero uno del gruppo bolognese, in merito alla possibilità che la compagnia possa crescere nel capitale della Popolare di Sondrio di cui ha recentemente acquisito il 9% del capitale, ha affermato che «siamo assolutamente contenti dell’investimento che abbiamo fatto nella Banca popolare di Sondrio per la dimensione. È evidente che, essendo la Sondrio in vista di una trasformazione della forma societaria, noi siamo interessati a presidiare una partnership nella bancassicurazione che dura da più di dieci anni con nostra soddisfazione».

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