Rassegna Stampa assicurativa 9 agosto 2021

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali


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La «Relazione sull’attività svolta dall’Istituto nel 2020» di l’Ivass (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha confrontato i premi medi rc auto pagati dagli assicurati in cinque principali paesi dell’Unione Europea (ovvero Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito); i paesi considerati costituivano, a fine 2019, il 63,4% della popolazione e il 76,3% del prodotto interno lordo dell’Unione. Oltre al diverso costo della vita, hanno peso nei differenziali di prezzo tra paesi le caratteristiche dei sistemi nazionali risarcitori, sanitari e di welfare, in particolare nel trattamento del danno alla persona. Dal report risulta che a fine 2019 il premio medio della Rc auto in Italia (premio di tariffa al netto delle tasse) risultava più alto di circa 91 euro della media dei principali quattro paesi europei. Il maggior prezzo praticato ai consumatori italiani trova spiegazione nell’elevato costo medio dei sinistri (premio puro), superiore di 88 euro alla media degli altri paesi, e in spese di acquisizione e gestione nel complesso più elevate di 16 euro. C’è da tenere anche conto che nel 2019 è proseguito il processo di riduzione del gap dei premi italiani rispetto a quelli degli altri paesi: la differenza si è più che dimezzata (-55,5%) negli ultimi sette anni, riducendosi di 114 euro.
Responsabili per la corretta gestione dei rifiuti sono anche i soggetti che, pur non producendoli materialmente, omettono dovuti controlli su terzi cui hanno affidato, nel proprio interesse, attività che ne comportano la generazione. A estendere la definizione di «produttore di rifiuti» recata dal Codice ambientale alle persone cui la generazione di rifiuti sia anche solo «giuridicamente riferibile» è il decreto legge 4 luglio 2015 n. 92 che parallelamente amplia anche il raggio d’azione del connesso istituto del «deposito temporaneo di rifiuti» previsto dal medesimo dlgs 152/2006.
Il «danno previdenziale», ossia il danno sofferto sulla propria pensione a causa di un mancato versamento di contributi, si realizza soltanto al momento di andare in pensione, cioè all’epoca di maturazione dei relativi (tutti) requisiti. Lo stabilisce la Corte di cassazione nella sentenza n. 15947/2021. Che formula, inoltre, un interessante corollario: al pari del diritto al risarcimento del danno, anche quello alla transazione (accordo per prevenire amichevolmente l’insorgere di un lite sul danno) si realizza all’epoca di maturazione della pensione (e non prima, pena la nullità dell’accordo).
Nasce un nuovo elenco di professionisti esperti di crisi, ma questa volta l’intento è sano, come le imprese che potranno rilanciarsi grazie al negoziatore scelto nell’elenco stesso, che sarà tenuto presso ciascuna Cciia. A istituirlo è il decreto legge approvato dal Cdm del 5 agosto. Si tratta dell’elenco degli esperti che potranno aiutare, su richiesta degli stessi imprenditori, i soggetti iscritti nel registro imprese ma in squilibrio finanziario o difficoltà economico-finanziaria, che rischiano l’insolvenza. L’imprenditore avrà a disposizione una piattaforma telematica accessibile tramite le Cciia nella quale troverà utili informazioni per valutare il suo stato di crisi e le soluzioni possibili. Attraverso la piattaforma l’imprenditore, prima di entrare nel percorso, potrà ottenere tutte le notizie sulla composizione negoziata, sulle modalità di attivazione del percorso e sui documenti da produrre con l’istanza di nomina dell’esperto. La piattaforma è previsto che conterrà un test pratico, con funzione di auto-diagnosi, utilizzabile anche in via preventiva rispetto al deposito dell’istanza, che possa consentire a ciascuna impresa di verificare la situazione in cui si trova e l’effettiva perseguibilità del risanamento.
Contrazione dei tassi dei default sui crediti a famiglie e imprese grazie agli interventi straordinari varati dalle istituzioni per minimizzare gli impatti dell’emergenza sanitaria Covid- 19. Ma se l’impatto delle misure sul mercato degli Npe (rapporto tra crediti deteriorati e mercato complessivo del credito) è stato positivo, nel 2021 l’effetto sul contenimento del rischio di credito ha, però, iniziato ad attenuarsi progressivamente considerato che, dall’analisi sulle scadenze delle moratorie in essere, senza considerare gli effetti del decreto sostegni bis e quindi le relative potenziali proroghe, sussistono solo circa il 28% del totale dei provvedimenti attivati. Le previsioni stimano che nel prossimo mese di ottobre le moratorie ancora attive saranno meno del 10% rispetto al perimetro totale dell’iniziativa. Sono i contorni dello scenario delineato nella seconda edizione dell’Osservatorio Npe realizzato da Cribis credit management che si pone l’obiettivo di fornire una visione complessiva e aggiornata del mercato rispetto al rischio di credito, alle performance di recupero e alle dinamiche dello stock degli Npe.

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  • Terra rovente
Otto anni fa il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), l’ente delle Nazioni Unite che studia il riscaldamento del pianeta, nel suo quinto rapporto lanciava soprattutto moniti. Erano moniti centrati, come dimostra quest’estate di fuoco e inondazioni. L’accordo di Parigi del 2015 aveva fissato la linea rossa da non superare in 1,5-2 gradi di aumento rispetto all’epoca preindustriale. Oltre questo limite, scrive l’Ipcc oggi «le condizioni ambientali cambieranno al di là della capacità di adattamento di molte specie». Secondo il rapporto di oggi (in realtà esce solo il primo capitolo, gli altri sono previsti nei prossimi mesi), nel 2030 potremmo arrivare a 3 gradi e nel 2.100 fino a 4. «Il peggio — si legge nella bozza — deve ancora venire e a pagarne il prezzo saranno i nostri figli e nipoti, più che noi stessi ». La cura per riportare il termometro in equilibrio consiste nel dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e portarle a uno zero netto entro il 2050.

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  • Generali, Unicredit-Mps e Telecom, al pettine i nodi della finanza italiana
Il Big Bang del nuovo governo investe anche il capitalismo nazionale, con tre partite ormai al momento cruciale: l’assetto della principale compagnia di assicurazioni, il risiko delle banche e la rete unica per internet veloce. Il prossimo 27 settembre il cda della compagnia di Trieste dovrà decidere sulla lista del rinnovo dei vertici. Caltagirone, probabilmente alleato con Del Vecchio e altri azionisti, spinge per il cambio dell’ad Philippe Donnet
  • Il semestre d’oro dei gestori riaccende la voglia di fusioni
I bilanci a giugno hanno visto un’ulteriore crescita delle masse gestite, confermando lo stato di salute degli operatori. Mentre la lotta per la conquista dei promotori Deutsche Bank ha mostrato la fame di acquisizioni che c’è nel settore

  • Parte il nuovo welfare per 260mila lavoratori dello spettacolo
Regole in vigore dal 1° luglio e diventate legge definitiva dello Stato con la conversione del Decreto Sostegni bis nella legge 106/2021. Per i lavoratori dello spettacolo – circa 260mila in Italia – si volta pagina in tema di welfare, fra misure comprese nel Dl, disegno di legge collegato alla manovra di bilancio che prevede una delega legislativa per il riordino dell’intero settore, e riconoscimento della specificità del settore dello spettacolo anche nella riforma degli ammortizzatori sociali che proprio oggi sarà illustrata dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alle parti sociali. A partire dal Dl Sostegni bis, tutta questa architettura d’intervento promette di scrivere una nuova pagina in materia di welfare per i lavoratori dello spettacolo, che ha preso vita nel pieno dell’emergenza Covid e frutto di un lavoro che vede impegnati in tandem ministero della Cultura e ministero del Lavoro. «Sono stati mesi drammatici – spiega Lorenzo Casini, capo di gabinetto del ministero della Cultura – che hanno almeno permesso di colmare finalmente molte lacune normative. Siamo riusciti a raccogliere, grazie a un continuo lavoro di ascolto e studio, la maggior parte delle giuste istanze rappresentate da organizzazioni sindacali e associazioni».
  • Più danni da un solo fatto, bocciate le cause separate