Obiettivi nel mirino

Carlo Giuro
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi, sosteneva Marcel Proust e la massima può essere trasposta anche in ambito di pianificazione finanziaria. L’evoluzione può configurarsi nella transizione dal risparmio per dir così generalista, sintetizzabile nel binomio sicurezza/redditività, al risparmio teso al perseguimento di obiettivi specifici in una sorta di trinomio sicurezza/reddività/finalità. Il tutto collocato in un’impostazione strategica che parta da un check up con l’analisi della propria situazione personale e famigliare, la quantificazione delle risorse disponibili e potenziali da proiettare nel circuito del risparmio compatibilmente con i propri vincoli di bilancio fino all’individuazione degli obiettivi da raggiungere con i relativi tempi di realizzazione. Tale step richiede una capacità di sapere leggere la realtà in senso dinamico anche alla luce degli impatti che il Covid-19 sta producendo nel mercato del lavoro, nel sistema educativo in termini di long life learning e nei sistemi previdenziale e sanitario. Ma, andando alla scelte concrete, quali potrebbero essere espressioni di risparmio finalizzato nell’ambito di un processo di financial planning?

Risparmiare per la protezione. Un primo possibile passo in avanti potrebbe essere quello di rivedere l’approccio teso a detenere quote eccessive di liquidità a scopo precauzionale. Molto spesso, e ancor più in periodo di pandemia, l’atteggiamento ricorrente del risparmiatore italiano è quello di utilizzare forme di cash per fare fronte a eventuali imprevisti, che a seconda della gravità dell’accadimento potrebbero anche dimostrarsi non capienti. Il tutto in una contingenza finanziaria in cui mantenere eccessi di consistenze liquide non appare profittevole. La via potrebbe essere quella di trasformare l’incertezza in rischio utilizzando specifiche coperture assicurative. Occorre allora individuare i profili famigliari e professionali che possono necessitare di specifiche forme di protezione. Si va dalla copertura del rischio salute in forma individuale o collettiva, alla tutela dagli infortuni, alle polizze per la copertura dell’abitazione la responsabilità civile del capofamiglia, alla responsabilità professionale.

Futuro professionale. Un obiettivo da inserire poi nel proprio bouquet può essere quello di finanziare, in prospettiva, un mercato del lavoro che richiede competenze sempre più aggiornate e in evoluzione, eventuali corsi di aggiornamento professionale che potrebbero essere necessari da sostenere anche in proprio per fronteggiare eventuali necessità di cambio settore o attività o irrobustire le proprie competenze. Va ricordato anche che una delle sei missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è proprio sul capitolo istruzione e ricerca. Come procedere? La via che sembra praticabile è quella di un accantonamento graduale con strumenti come i piani di accumulo (pac) in fondi comuni di investimento o polizze vita a premi ricorrenti, ponendo però attenzione ai profili della facile liquidabilità e dell’assenza di penali di disinvestimento, per essere in grado di poter fronteggiare l’eventuale necessità di fare fronte a delle spese per riposizionarsi professionalmente. Sempre più importante nella contabilità mentale del risparmiatore è poi la volontà di pianificare il proprio supporto finanziario ai figli o nipoti in un futuro da costruire, sia per quel che riguarda il ciclo educativo e formativo che sotto l’aspetto del profilo professionale. Si può guardare con interesse all’utilizzo di un percorso in pac in fondi comuni di investimento o in Etf, che consente di ottimizzare la diversificazione del rischio in senso temporale e di mettere da parte poco alla volta. Di particolare interesse anche la via assicurativa, con la presenza sul mercato di polizze dedicate ai Millennials finalizzate al finanziamento dell’accesso al ciclo di studi universitario (anche con la previsione di bonus calibrati sui risultati scolastici) o alla costituzione di una riserva, con garanzie complementari che forniscono coperture in caso di prematuro decesso o invalidità del genitore/nonno con il completamento del piano da parte dalla compagnia. In ottica di generazioni future va curato anche il profilo previdenziale, valutando in primo luogo come genitori la possibilità di progettare un intervento in ambito di pensione obbligatoria supportando i figli nel riscatto laurea. La normativa prevede la possibilità anche per i ragazzi non ancora lavoratori il riscatto del percorso universitario a fini pensionistici con un costo più leggero, pari al livello minimo imponibile annuo degli artigiani e commercianti (circa 15 mila euro) moltiplicato per l’aliquota delle prestazioni pensionistiche dell’Assicurazione generale obbligatoria, quest’anno pari al 33%, con un costo di circa 5.264 euro per ogni anno di laurea da riscattare. In questo caso l’onere è detraibile fiscalmente con aliquota del 19% per i genitori, se il richiedente non lavoratore è fiscalmente a loro carico. Si tratta di uno strumento utile per comprare anzianità contributiva in una prospettiva di turnover generazionale tendenziale da parte delle imprese con il possibile accesso a piani di esodo anticipato. Va ricordato come l’onere del riscatto laurea è fiscalmente deducibile ed è rateizzabile fino a 120 rate senza interessi. Sempre in prospettiva previdenziale un genitore può finanziare l’attivazione di un fondo pensione aperto/pip della prole fiscalmente a carico beneficiando della deducibilità dei contributi versati entro il limite complessivo annuo di 5.164,57 euro. Ulteriore profilo di attenzione verso i figli è poi la trasmissione ereditaria guardando in particolare alle polizze vita, che con un calibrato utilizzo consentono di un passaggio mirato e sono portatrici di un forte appeal fiscale come l’esenzione dalla imposta di bollo (nel caso delle rivalutabili) e l’ esenzione dall’imposta di successione in una visione più generale.

Acquistare o ristrutturare casa. Nel portafoglio dei desideri trova poi collocazione l’acquisto dell’abitazione, dato l’appeal che il mattone riveste nell’immaginario collettivo dell’Italia. Considerando poi l’evoluzione prospettica dei rapporti di lavoro nel post Covid (con un previsto maggior ricorso al lavoro agile che trova sempre più regolamentazione negli accordi aziendali) è possibile ipotizzare la necessità di dovere rivedere con eventuali lavori di ristrutturazione gli spazi abitativi della propria casa, anche beneficiando di eventuali normative agevolative. Diviene allora importante accantonare ex ante un capitale utile per l’eventuale acquisto o restyling, pianificando per tempo l’accumulo di una somma di partenza cui eventualmente abbinare forme di indebitamento per sostenere l’esborso complessivo. Anche qui soluzioni che sembrano essere percorribili sono rappresentate da pac in fondi comuni e premi ricorrenti di unit linked o polizze multiramo.

Focus sulla pensione. Ultimo ma non meno importante, c’è la pianificazione previdenziale. Con l’utilizzo dal 2012 per tutti del metodo di calcolo contributivo diventa infatti ancora più importante progettare la costruzione di una rendita integrativa alla pensione di base aderendo al proprio fondo pensione di categoria o aziendale se si è dipendenti, per avere diritto al contributo del proprio datore di lavoro e godere di un livello dei costi più ridotto, o a un fondo pensione aperto/polizza individuale pensionistica se si è autonomi o liberi professionisti. Utile può essere poi, come si accennava, pensare ad accedere al riscatto laurea, soprattutto nella tipologia agevolata. (riproduzione riservata)
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