Giovani analfabeti finanziari

ITALIA SOTTO LA MEDIA OCSE, DICONO BANCA D’ITALIA E OCSE-PISA. UN DDL IN DISCUSSIONE AL SENATO

Italiani analfabeti finanziari. Passano gli anni, ma la situazione non cambia. Era il 2018 quando la Banca d’Italia rivelava che solo il 30% degli adulti in Italia è dotato di un’alfabetizzazione finanziaria, con enormi disparità di genere, ruolo professionale e territoriale, contro la media Ocse del 62%. E che l’istruzione scolastica rimane uno dei fattori più importanti per garantire livelli adeguati di comprensione dei concetti finanziari. Tuttavia, secondo l’ultimo Rapporto Pisa-Ocse gli studenti di 15 anni italiani nella financial literacy hanno un punteggio medio di 476 punti, inferiore alla media Ocse di 505. Due anni dopo la Banca d’Italia fa una seconda indagine e il livello medio di alfabetizzazione finanziaria degli italiani è 11,2, praticamente uguale al precedente che era 11. Una stabilità che nasconde variazioni nei tre indici che la compongono.

La conoscenza finanziaria, infatti, registra una crescita di 0.4 punti, mentre comportamento e attitudine scendono in piccola misura, rispettivamente di 0,2 e 0,1. In particolare, gli italiani che conseguono un punteggio di conoscenza giudicato sufficiente dall’Ocse sono passati dal 32,6% al 44,3%. Chi è sufficiente in comportamento +è stabile al 27,3% (contro il 27%) e l’attitudine è pari al 13,7%, in calo rispetto al precedente 18,8%. L’indagine, inoltre, conferma che età e livello di istruzione incidono sull’alfabetizzazione finanziaria con livelli più bassi tra che ha meno di 35 anni e tra i non laureati.

Gli studenti italiani, poi, secondo il Rapporto Pisa-Ocse si collocano al 12esimo posto su un campione di 20 Paesi. Non solo. Ben il 20,9% di ragazzi al livello 1, cioè conoscenza finanziaria insufficiente, rispetto a un media Ocse del 14,7%, e solo il 4,5% è al livello 5, il più alto, contro il 10,5% della media Ocse. A differenza di altri Paesi, in Italia l’educazione finanziaria non fa parte dei curricula scolastici. «Mentre sarebbe utile inserirla nei programmi di educazione civica accanto all’educazione alla legalità e a quella digitale», osserva Magda Bianco che guida il dipartimento tutela della clientela ed educazione finanziaria di Banca d’Italia. Aggiungendo che l’analfabetismo finanziario «in un momento di crisi come questo il problema diventa una vera e propria emergenza».

In Parlamento è in discussione una proposta di legge per introdurre l’educazione finanziaria nell’ambito dell’educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado. Un tentativo già fatto con la Legge di Bilancio 2020 con un emendamento, poi espunto dal testo approvato. Una proposta di legge con cui si vuole «recuperare il divario registrato rispetto ai giovani di altri Paesi», spiega Daniela Sbrollini (Italia Viva), relatrice del provvedimento in Commissione Istruzione al Senato. «Tutti i nostri temi», commenta Giovanna Boggio Robutti, direttore generale Feduf (Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio), «rientrano a pieno titolo nell’educazione civica, insieme ad altri, come la sostenibilità, i nuovi paradigmi economici, l’economia condivisa, civile, la finanzia sostenibile».
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