Fondi pensione, adesioni in aumento dell’1,5%

LO RILEVA COVIP RISPETTO A FINE 2020. NEGLI ULTIMI DIECI ANNI I RENDIMENTI SONO RISULTATI NETTAMENTE SUPERIORI A QUELLI DEL TFR

di Gaudenzio Fregonara
Alla fine del primo semestre le posizioni in essere alle forme pensionistiche complementari erano 9,48 milioni, in crescita dell’1,5% rispetto a fine 2020. A questo numero di posizioni, che include anche quelle di coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti stimato in 8,56 milioni. E’ quanto rileva la Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione.

I risultati delle forme complementari sono stati in media positivi, soprattutto per le linee di investimento caratterizzate da una maggiore esposizione azionaria. Al netto dei costi di gestione e della fiscalità i rendimenti si sono attestati rispettivamente al 2,7% e al 3,9% per fondi negoziali e fondi aperti. Nei Pip di ramo III sono stati pari al 6,6%. Per le gestioni separate di ramo I, che contabilizzano le attività a costo storico e non a valori di mercato e i cui rendimenti dipendono in larga parte dalle cedole incassate sui titoli detenuti, il risultato è stato dello 0,7%.

Valutando i rendimenti su orizzonti più propri del risparmio previdenziale, nel periodo da inizio 2011 a fine giugno 2021 quello medio annuo composto è stato pari al 3,7% per i fondi negoziali, al 3,9% per i fondi aperti, al 3,8% per i Pip di ramo III e al 2,3% per le gestioni di ramo I. Nello stesso periodo la rivalutazione del Tfr è risultata dell’1,9% annuo.

I fondi negoziali sono cresciuti di 49 mila posizioni (+1,5%) per un totale a fine giugno di 3,31 milioni. Più della metà dell’incremento si registra in fondi per i quali sono attive le adesioni contrattuali, in particolare nel fondo rivolto ai lavoratori del settore edile (circa 17 mila), nel fondo dei lavoratori del commercio e dei servizi (5.500) e nel fondo del pubblico impiego (4.600).

Nelle forme pensionistiche di mercato si registrano 50 mila posizioni in più nei fondi aperti (+3,1%) e 41 mila nei Pip nuovi (+1,2%). A fine giugno il totale delle posizioni in essere in queste forme era pari rispettivamente a 1,67 e 3,55 milioni di unità.

A giugno le risorse destinate alle prestazioni sono state 205,5 miliardi di euro, 7,6 miliardi in più rispetto a fine 2020. Nei fondi negoziali l’attivo netto risultava pari a 63 miliardi di euro, il 4,4% in più. Per i fondi aperti si attestava a 27,2 miliardi e a 41,4 miliardi per i Pip nuovi aumentando rispettivamente del 7,3 e del 6%. Nel primo semestre le forme pensionistiche di nuova istituzione hanno incassato 5,9 miliardi di contributi. Rispetto al corrispondente periodo del 2020, segnato dalla diffusione della pandemia, i flussi contributivi sono aumentati di 475 milioni di euro (+8,7%). Il deciso recupero si riscontra in tutte le forme pensionistiche, con variazioni tendenziali che vanno dal 6,5% dei fondi negoziali al 10% dei Pip fino al 13,2% dei fondi aperti. (riproduzione riservata)

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