LA BANCA SCONGELA I DIVIDENDI 2019 E 2020 ED È PRONTA A STACCARE 53 CENTESIMI PER AZIONE

di Anna Messia
Dopo il via libera della Bce ai dividendi bancari, Fineco si prepara a staccare a novembre 323 milioni di euro, pari a 53 centesimi ad azione, che sono la somma delle cedole 2019 e 2020 che erano state congelate dalle autorità di controllo per i timori legati alla pandemia. «Avevamo detto che avremmo distribuito il capitale in eccesso appena possibile e abbiamo mantenuto la promessa», ha detto ieri l’amministratore delegato Alessandro Foti presentando i numeri della semestrale e aggiungendo che, anche dopo il pagamento, la banca manterrà alti indicatori patrimoniali, con un leverage ratio del 3,8%. Per quanto riguarda il futuro la cedola continuerà a crescere, di pari passo con il bilancio con i risultati, ha aggiunto Foti, come avvenuto del resto nel primo semestre.

Nel periodo Finecobank ha registrato un utile netto record, pari a 184,6 milioni, in crescita del 2% dal corrispondente periodo del 2020, che era già stato il miglior risultato di sempre e pure luglio è andato bene. La raccolta nel mese si è stata attorno a 900 milioni, in crescita del 30% rispetto all’anno scorso, con un gestito di circa 500 milioni, e ricavi da brokerage pari a 15 milioni nonostante il calo della volatilità. «Nei primi 7 mesi 2021 la banca ha superato 4,3 miliardi di raccolta gestita, livello realizzato nell’intero 2020», ha aggiunto Foti annunciando che entro il 2024 l’obiettivo è raggiungere i 6 miliardi e delineando nuovi piani per Fineco, a partire dalla crescita all’estero. Dopo l’ingresso sul mercato inglese, FinecoBank si prepara a sbarcare anche in Germania. «Tre anni fa siamo entrati nel Regno Unito, dove abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti. Ad oggi i ricavi realizzati in Gran Bretagna sono vicini a quelli registrati nell’intero 2020. Utilizzeremo il nostro know how per espanderci sui mercati esteri. A questo proposito prevediamo di entrare in Germania entro seconda metà 2022», ha dichiarato il manager, spiegando che «l’offerta replicherà l’approccio seguito in Uk, ovvero sarà inizialmente concentrata sul brokerage, business che cresce più velocemente, poi sulla piattaforma degli investimenti. «Il nostro approccio sarà caratterizzato da condizioni competitive» ha detto Foti aggiungendo che «i costi saranno più bassi di quelli sostenuti Oltremanica, perché la Germania è all’interno dell’Unione europea».

Sempre guardando alle nuove iniziative Fineco ha avviato il processo di autorizzazione per il lancio dei leveraged certificates, al termine del quale lab Banca diventerà emittente, market maker e distributore attraverso la propria piattaforma, integrandone verticalmente il business.E in ballo c’è anche la recente acquisizione della partecipazione del 20% nel capitale di Hi-Mtf Sim, con un investimento di1,25 milioni come pure due nuove piattaforme. La prima, dedicata ai crediti fiscali, come il bonus 110% lanciato dal governo per spingere la ripresa economica e la seconda in cui verranno offerti conti di depositi di altre banche, inizialmente italiane ma in prospettiva anche straniere. «Un esempio concreto delle potenzialità offerte dall’open banking», ha concluso Foti aggiungendo che Fineco sta evolvendo verso un modello di business lontano da quello bancario tradizionale: «una piattaforma che cercherà di soddisfare tutte le esigenze della clientela, generando utili con le commissioni». (riproduzione riservata)

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