I dividendi guariscono dal Covid

ANCHE SENZA BANCHE, NEL SECONDO TRIMESTRE SONO STATI DISTRIBUITI 417 MILIARDI $
di Giulia Talone
Anche le cedole stanno guarendo dal Covid-19. Stando al report annuale di Janus Henderson, che monitora i dividendi dichiarati nel 2020 e staccati nel 2021 dalle 1.200 maggiori società mondiali, quest’anno le big di borsa corrisponderanno ai soci 1.390 miliardi di dollari, solo il 3% in meno di quanto fatto nel 2019. E gli azionisti non dovranno aspettare molto prima di vedere le remunerazioni tornare sopra i livelli pre-Covid: a detta di Jane Shoemake, money manager di Janus Henderson, basteranno altri 12 mesi.

D’altro canto, i primi segni di miglioramento sono arrivati già nel secondo trimestre. Da aprile a giugno, tra cedole ritrovate e stacchi straordinari, le tasche degli azionisti si sono gonfiate di 471,7 miliardi in dividendi (+26,3% congiunturale) e gli investitori esposti all’Europa sono stati i più fortunati. Le aziende del Vecchio Continente, infatti, hanno staccato una cedola di oltre 156 miliardi di dollari (133 miliardi di euro), il 65,9% in più di quanto fatto nei primi tre mesi dell’anno. Adesso l’Europa conta il 37% dei dividendi globali, a fronte del 34% del Nord America. C’è da dire, però, che se l’Europa è ancora lontana dal tornare ai livelli pre-pandemia, quando aveva corrisposto ai soci 198 miliardi, gli Stati Uniti hanno già superato i 122 miliardi di dollari pagati nel secondo trimestre 2019. Con quasi 110 miliardi redistribuiti, il settore finanziario è stato il più generoso e si è avvicinato ai 140 miliardi del 2019. Ripresa non da poco, considerando che sui dati del primo semestre ha impattato il blocco delle cedole bancarie e che, a detta di Janus Henderson, «gli istituti di credito sono stati i responsabili della metà del calo dei dividendi globali». A giugno, però, Fed e Bce hanno dato il via libera alla redistribuzione degli utili: a quanto riportato da Francoforte, in Eurozona ci sono 30 miliardi di euro congelati, mentre secondo Barclays il capitale redistribuito dalle banche a stelle e strisce potrebbe avvicinarsi a 200 miliardi di dollari.

Anche a Piazza Affari il dividendo è tornato di moda. Nel primo trimestre, le aziende italiane hanno staccato una cedola aggregata di 6,1 miliardi di dollari (5,2 miliardi di euro), il 45,2% in più del primo trimestre. Il dato, comunque, resta ben al di sotto dei 10,3 miliardi di dollari redistribuiti nel 2019. Nel Ftse Mib, la più generosa è stata Assicurazioni Generali che, dalle approssimazioni di Janus Henderson (rettificate senza il flottante includendo il 100% degli scrip dividend e convertite in valuta americana), ha pagato poco meno di 2 miliardi di dollari. Il Leone a maggio ha ricompensato gli investitori con un dividendo per azione pari a 1,01 euro, a cui si aggiungerà, il prossimo ottobre, una seconda tranche di 0,46 euro. Di manica larga anche l’Eni che, dalle approssimazioni, ha ricompensato gli azionisti con oltre un miliardo di dollari, e Intesa Sanpaolo, la cui cedola del 2021 è pari a 850 milioni. (riproduzione riservata)
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