Blitz di Intesa nel m&a elvetico

IL GRUPPO BANCARIO ACQUISISCE IL 40% DI 1875 FINANCE HOLDING ATTRAVERSO REYL & CIE

di Elena Dal Maso
All’indomani dei conti, brillanti, che hanno visto Intesa Sanpaolo chiudere il secondo trimestre con un utile di 1,5 miliardi, il gruppo bancario assicurativo ha portato a segno un’acquisizione in Svizzera nel mondo della gestione patrimoniale. Del resto proprio in conference call, il ceo, Carlo Messina, ha detto che per Intesa il capitolo m&a in Italia si è chiuso con l’opas su Ubi e che per ora il gruppo si concentrerà sulla crescita stand alone e su piccole e mirate acquisizioni nel wealth management.

Reyl & Cie, il gruppo bancario svizzero parte di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, ha siglato l’acquisizione del 40% del gestore patrimoniale indipendente 1875 Finance Holding con uffici a Ginevra, Zurigo, Lussemburgo e Hong Kong. I co-fondatori Olivier Bizon, Paul Kohler, Aksel Azrac e Jacques-Antoine Ormond manterranno congiuntamente il controllo della società con una quota del 60% e rimarranno «pienamente impegnati nello sviluppo a lungo termine dell’impresa». L’accordo dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno, previa approvazione del regolatore svizzero, la Finma.

1875 Finance è stata fondata nel 2006 da cinque banchieri con 15 anni di esperienza professionale condivisa e oggi gestisce oltre 11 miliardi di franchi svizzeri. La società è specializzata in tre ambiti, clienti privati, istituzionali e family office. Fondato invece nel 1973, Reyl è un gruppo con sedi in Svizzera (Ginevra, Zurigo, Lugano), Europa (Londra, Lussemburgo, Malta), Singapore e Dubai. Nel 2020 ha stretto una partnership strategica con Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking grazie alla quale Intesa ha acquisito una quota del 69% del gruppo. Nell’ambito di questa operazione, Fideuram ha conferito a Reyl la controllata svizzera Intesa Sanpaolo Private Bank (Suisse) Morval Sa che dovrebbe essere fusa in Reyl nei prossimi mesi. Il gruppo bancario gestisce un patrimonio di oltre 19,5 miliardi di franchi che salgono a 25 miliardi inclusa Fideuram. «Le due società», ha spiegato 1875 Finance, «daranno vita a una partnership strategica pensata per aumentare la loro quota di mercato combinata nelle attività di gestione patrimoniale indipendente in Svizzera, promuovere sinergie e diventare un attore attivo nel consolidamento in area elvetica». Ovvero un’area vicina all’Italia, da sempre culla della ricchezza mondiale, gestita da un’altra banca centrale e con una valuta diversa. Oltre al fatto che la Svizzera è un ponte importante sul Medio Oriente e sull’Asia.

Intanto ieri Banca Akros ha alzato il prezzo obiettivo su Intesa da 2,4 a 2,5 euro, confermando la raccomandazione accumulate. I conti del secondo trimestre sono stati «migliori delle attese e la guidance è stata migliorata», scrivono gli analisti. Questi ultimi hanno migliorato le previsioni di utile per azione adjusted da 0,191 a 0,2 euro per l’anno in corso e da 0,25 a 0,26 euro per il 2022. Anche Equita Sim ha alzato il target price del 5% a 2,8 euro (rating buy). I risultati sono stati migliori delle attese, spiegano gli analisti, che hanno incrementato le attese di utile netto adjusted dell’8% per il 2021. Ieri Intesa ha chiuso in rialzo dello 0,21% a 2,34 euro. (riproduzione riservata)
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