Il tetto annuale dei Pir può salire a 300 mila euro

di Andrea Pira
In arrivo un ulteriore tagliando ai Pir. Nell’ultima bozza del decreto scostamento, meglio conosciuto come decreto Agosto, è previsto l’innalzamento da 150mila a 300mila euro del limite annuale di investimento in strumenti finanziari di pmi quotate e non quotate, senza tassazione delle plusvalenze. La misura varrà anche per i nuovi «Pir alternativi», messi a punto con il decreto Rilancio, che prevedono l’investimento di almeno il 70% del fondo in società non appartenenti al paniere Ftse Mib e al Ftse Mid e non necessariamente quotate, a fronte solamente di un 30% collocabile a discrezione del gestore.

Il nuovo intervento sulla disciplina dei piani individuali di risparmio, introdotti nel 2016 e rimaneggiati già più volte, trova favorevole il Mef. Ancora di recente il direttore del Tesoro, Alessandro Rivera, ha insistito in audizione parlamentare sull’importanza dello strumenti pensati per i risparmiatori retail e che offrono vantaggi fiscali sugli utili se detenuti fino a scadenza, annunciando anche iniziative per renderli più accessibili.

Nel novero dei provvedimenti carsici inseriti di volta in volta nei decreti per fronteggiare i danni economici causati dalla pandemia ecco rispuntare anche la possibile cessione di Sace al ministero dell’Economia e delle Finanze. Il progetto è un riassetto della società di assicurazione crediti e sostegno all’export, ora sotto l’ombrello di Cassa Depositi e Prestiti. Un’operazione da 4,5 miliardi di euro. D’altronde già oggi, per effetto delle previsioni del decreto Liquidità, Sace pur restando formalmente sotto le insegne di Cdp fa di fatto capo al Mef. Sempre in materia di società a controllo pubblico il governo stanzia 1,5 miliardi per la ricapitalizzazione delle controllate. Stessa cifra, nella bozza uscita ieri, è assegnata al meccanismo di rimborsi per chi fa pagamenti elettronici. Ammontano invece a 500 milioni le risorse per incentivare quest’anno l’acquisto di auto a basse emissioni di CO2. Nello stato di previsione del Mise è inoltre istituito un fondo, con una dotazione di 90 milioni per il 2020 dedicato all’installazione di colonnine di ricarica. Contro Covid-19 ammontano a 580 milioni i fondi per la ricerca e l’acquisto di un vaccino e anticorpi monoclonali prodotti da industrie nazionali, del quale lo Stato, a condizioni di mercato, potrà acquisire quote.

Ampio il capitolo delle proroghe di misure già messe in campo con il Cura-Italia e con il Rilancio. Anche per le assemblee societarie convocate entro il 31 agosto saranno le norme per la partecipazione da remoto, mentre le società di gestione del risparmio possono usufruire di una proroga di 3 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2020 per completare la raccolta del patrimonio dei FIA italiani riservati. Arriverà invece almeno al 31 gennaio prossimo la moratoria sui mutui delle micro, piccole e medie imprese colpite dall’emergenza coronavirus e si protrarrà fino alla fine dello stato di emergenza, ossia fino al 15 ottobre, lo stop alla riscossione delle cartelle esattoriali. Nel pacchetto fiscale trovano spazio la rimodulazione opzionale del pagamento delle imposte sospese, e ulteriore rateizzazione dei versamenti e la possibilità per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli guidata da Marcello Minenna di creare società in house.

Rientra nel capitolo Fisco anche la proroga fino al 31 dicembre 2021 della concessione a Sisal del SuperEnalotto, sollecitata nei giorni scorsi dalla società e che non ha mancato di suscitare malumori nel settore. Non ci sarà inoltre la seconda rata Imu per alberghi e strutture balneari. A conti fatti circa la metà dei 25 miliardi di deficit per finanziare la manovrina agostana andranno agli ammortizzatori sociali per il rifinanziamento della cassa integrazione e incentivi per chi assume a tempo indeterminato. Ieri anche il Partito democratico ha aperto alla proroga fino a fine anno dello stop ai licenziamenti, ma soltanto per i datori di lavoro che fanno ricorso alla cassa integrazione. Il governo sente la pressione dei sindacati, che hanno minacciato lo sciopero generale se non si dovesse arrivare al 31 dicembre. Tra le altre misure anche la deroga ai poteri di bloccare concentrazioni di imprese «ad alta intensità di manodopera» per garantirne la continuità. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf