Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Il governo ha probabilmente sottostimato l’effetto Pir Alternativi, almeno secondo i tecnici del Senato, che guardano alla misura dal versante delle possibili minori entrate fiscali. Nel dossier del servizio del Bilancio di Palazzo Madama sul decreto Agosto si legge che la portata del previsto incremento della soglia di investimenti detassabili (esenzione dal prelievo sui capital gain) da 150 mila a 300 mila euro andrà chiarita sotto diversi profili. Innanzittutto nel documento si sottolinea che per i Pir Alternativi (i quali secondo le stime dell’esecutivo dovrebbero raccogliere 4,5 miliardi quest’anno e 5,6 il prossimo) è stata indicata una platea di possibili sottoscrittori pari al 50% di quella dei Pir tradizionali, ma senza spiegare su che cosa si basa questa elaborazione. Ancora: «Non si dà riscontro circa un possibile effetto sostituzione tra Pir-Pmi (così vengono chiamati nel dossier i Pir Alternativi, ndr) e Pir tradizionali, che potrebbero amplificare l’impatto in termini di minor gettito dovuto alle agevolazioni fiscali». Soprattutto perché la norma è pensata proprio per soggetti con una maggiore capacità patrimoniale e, secondo i tecnici del Senato, a cavalcare di più su questi strumenti potrebbero essere proprio gli investitori istituzionali «nazionali ed esteri».
Banche e assicurazioni intervengono in favore di famiglie e imprese colpite dal violento nubifragio di domenica scorsa in Veneto. Bper mette a disposizione dei finanziamenti fino a 20 mila euro per le famiglie e fino a 100 mila euro per le imprese, di durata fino a 36 mesi. Per importi non superiori ai 10mila euro verrà applicato il tasso zero per i primi sei mesi e successivamente il tasso fisso dell’1%. Per importi superiori il tasso sarà fisso all’1%. Banca Monte dei Paschi di Siena ha stanziato un plafond di 150 milioni di euro che per finanziamenti destinati alle imprese, ai commercianti, agli artigiani e agli imprenditori agricoli, per il ripristino delle attività lavorative, e alle famiglie le cui abitazioni sono state interessate dalla calamità. Generali, in particolare, sostiene le città di Verona, Vicenza e Padova colpite dal maltempo.
Il termine sarebbe fissato per domani, quando, considerando anche le bank holidays intercorse tra giugno e agosto, scadranno i 60 giorni lavorativi dell’istruttoria Bce. Il via libera di Francoforte a Leonardo Del Vecchio per la scalata a Mediobanca è insomma questione di giorni, se non di ore. Ancora ieri sera, pur nella girandola di indiscrezioni circolate durante la giornata, mancava l’ufficialità, ma sembra che i manager più vicini a Del Vecchio siano stati preallertati per la giornata di oggi.

«Sei milioni di euro di danno alle uve che si traducono in 20 milioni in valore per le bottiglie di vino». Mentre i tecnici del Consorzio della Valpolicella sono nei campi per una valutazione di quanta devastazione hanno prodotto pioggia e grandine, il presidente Christian Marchesini spiega a ItaliaOggi gli effetti che ci saranno da questo disastro ambientale che si è abbattuto sulla zona di Verona. «Siamo fortunati perché l’Amarone si ottiene attraverso una cernita delle uve e abbiamo le capacità per scegliere i chicchi migliori per la produzione del nostro vino. Quello che preoccupa, invece, sono le difficoltà legate all’effetto Covid nel reperire personale che proveniva dall’Est Europa e che era stato formato proprio per questo tipo di selezione. Dovremo rimboccarci le maniche, ma ce la faremo». Per quanto riguarda le zone della Valpolicella colpite, si tratta di 400 ettari, circa il 4% dell’intera denominazione che conta 8.300 ettari, e, continua Marchesini si tratta di «danni molto pesanti, ma limitati. I pochi ettari che sono stati colpiti rilevano perdite molto importanti e non più recuperabili, visto che mancano pochi giorni alla vendemmia. Per fortuna, però il danno è relativo ad una annata di lavoro; a Verona ci sono attività che si sono viste spazzare via il lavoro di una vita».
Una stretta ulteriore su antiriciclaggio e lotta economica al terrorismo. Dal prossimo anno tutte le operazioni finanziarie di importo pari o superiore a 5 mila euro (oggi la soglia è di 15 mila euro) dovranno essere comunicate ogni mese da banche, poste e intermediari finanziari all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia nella forma di segnalazioni antiriciclaggio aggregate (Sara). Per il mancato assolvimento di questo obbligo, previste sanzioni fino a 50 mila euro. Lo prevede il provvedimento Uif del 25 agosto, che, abrogando il precedente del 23 dicembre 2013, abbassa di fatto la soglia per le segnalazioni, oggi fissata, come detto, a 15 mila euro. Banche e intermediari aggregheranno mensilmente le operazioni effettuate dalla clientela sulla base di una serie di codici che sono riportati nell’allegato 1 al provvedimento e che vengono differenziati in «dare» e «avere» per evidenziare se il flusso dei fondi è originato dal destinatario o è diretto a suo favore. Per ciascuna causale aggregata, i destinatari dovranno indicare il numero e l’importo totale delle operazioni, inserendo informazioni sulla residenza e sull’attività economica del cliente, sul segno monetario e la valuta dell’operazione, nonché sul punto operativo che l’ha disposta. Per le operazioni di bonifico, dovranno essere indicati anche l’ubicazione dell’intermediario della controparte e la residenza di quest’ultima. Si dovrà, poi, chiarire l’origine e la destinazione dei fondi in caso di rimesse di denaro con l’estero.

  • Confesercenti: rischio di chiusura per 90mila imprese
A fine autunno saranno oltre 90mila le imprese del commercio e turismo che rischiano di “cadere” sul campo di battaglia della crisi portata dal virus cinese. E chi scamperà al rischio di chiudere per sempre si troverà ad affrontare il nodo della riduzione del personale: problema che coinvolgerà almeno il 40% delle imprese del settore. È quanto rivela un sondaggio commissionato da Confesercenti a Swg per evidenziare le prospettive del settore. Quello che emerge dalle risposte dei piccoli imprenditori è la paura di un doppio shock, non solo per lavoro autonomo ma anche per quello dipendente.

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  • Esperti perplessi per il calo di frodi assicurative
Anche se gli assicuratori hanno investito molto nella tecnologia di lotta contro le frodi, la percentuale di rinvii da sistemi automatizzati accettati da speciali unità investigative è scesa al 15 per cento, dal 22 per cento degli ultimi due anni, ha riferito la scorsa settimana la Coalizione contro le frodi assicurative. Il rapporto biennale di benchmarking della Coalizione sulle SIU assicuratrici rileva che anche il carico di lavoro degli investigatori è diminuito nel 2019 – a 10,7 al mese, da 12 per gli investigatori sul campo e da 24 a 17 per gli investigatori a tavolino. Allo stesso tempo, gli assicuratori hanno aumentato il numero di investigatori a tavolino, che è salito al 16% del personale della SIU dal 9% del 2017. “Una possibile spiegazione è che con la tecnologia e la formazione, gli investigatori a tavolino e sul campo possono gestire un numero minore di casi, ma più grandi e complessi”, si legge nel rapporto. “Tali casi richiedono tempo e risorse considerevoli”. Con l’aumento delle unità di casi importanti dell’assicuratore, il calo del carico di casi sarebbe un risultato”.