RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 09/08/2020

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 


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Autostrade Confermato per oggi e domani lo sciopero dei caselli
Scatta lo sciopero nazionale dei dipendenti, anche stagionali, delle concessionarie autostradali. A ricordarlo i sindacati, che sottolineano come lo sciopero “interesserà oggi gli addetti all’esazione ai caselli e domani il personale tecnico amministrativo”. Oggi si fermeranno gli addetti all’esazione ai caselli e il personale turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero (dalle 2 alle 6, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22). Stop al personale tecnico e amministrativo le ultime 4 ore del proprio turno di lunedì 10 agosto.
Le Regioni: serve 1 miliardo per riempire i mezzi al 50%
«O ci date i soldi o ci lasciate riempire il trasporto pubblico a piena capienza». Le Regioni bussano alla cassa dello Stato e chiedono un miliardo per rafforzare la rete di bus e treni in vista della riapertura delle scuole e della ripresa delle attività. Se saranno costretti a dimezzare la capienza di autobus, scuolabus, pullman e treni regionali dovranno aumentare le corse almeno nelle ore di punta, tra le 7.30 e le 9.30 e tra le 13 e le 15. Una delle soluzioni individuate dalla commissione creata in seno alla Conferenza delle Regioni è quella dell’utilizzo dei pullman turistici, in questo momento fermi quasi ovunque. Al governo verrà proposto anche di diversificare gli orari di ingresso e uscita dalle scuole per poter diluire i flussi degli studenti sui mezzi.
Da Unicredit a Intesa il risiko bancario si fa anche sui quadri
Battute all’asta da Christie’s cinque tele per 15 milioni Il gruppo di Mustier le vende, quello di Messina le acquista
Alcuni capolavori di Gerhard Richter, Sam Francis e altri maestri della pittura del Dopoguerra passano da Unicredit a Intesa Sanpaolo, che ha investito circa 15 milioni per cinque pezzi usciti dalla collezione della banca rivale, e che entro fine anno intende esporre nelle sue Gallerie d’Italia di Milano, Vicenza o Napoli.
A una prima, parziale ricognizione, forse i 50 milioni di incasso erano una stima conservativa: almeno a giudicare da quanto hanno fruttato solo cinque lavori aggiudicati a Intesa Sanpaolo a quell’asta londinese, passati di mano a un prezzo di oltre 15 milioni, commissioni comprese. Un altro quadro di periodo e stile simile comprato a Unicredit da Intesa è «Erotic Arabesque», acrilico su tela del californiano Sam Francis datato 1987. Anche qui, grandi dimensioni e tema astratto, per un’opera che era apparteneva in passato alla Banca di Roma ed è passata di mano a 323.250 sterline, sopra al valore massimo della pari a 300 mila.
Quotazioni al top e miniere ferme. La grande corsa all’oro riciclato
Il prezzo ha superato i 2 mila dollari l’oncia. La produzione di “seconda mano” rappresenta il 27% del totale e deriva dai gioielli venduti dalle famiglie, ma anche dal materiale recuperato dalle schede di pc e smartphone
La corsa all’oro è ricominciata. Il boom delle quotazioni ha spinto il prezzo al record storico di 2.034 dollari all’oncia. Ma i cercatori di metallo giallo hanno cambiato strategia: la produzione delle miniere – per la prima volta in otto anni – è calata nel 2019 e ha rallentato ancora più il passo causa Covid nei primi sei mesi del 2020. Gran parte – oltre l’80% – è quello fuso dai compro-oro, i commercianti dove si possono vendere per trasformarli in moneta sonante i gioielli di famiglia. Il resto arriva dalla grande discarica dei rifiuti industriali: schede dei pc, circuiti degli smartphone, protesi dentarie, componenti di auto che hanno tra i loro componenti il metallo giallo. Più conveniente da recuperare – malgrado i costi – ora che la quotazione della materia prima è schizzata alle stelle.
Questa economia circolare che evita lo «scarico» di tonnellate di pattumiera elettronica spesso in paesi del terzo mondo ha già i suoi estimatori «etici»: la catena di gioiellerie Pandora, non a caso, ha deciso di fare anelli e orecchini solo con oro «verde» riciclato. E le medaglie delle Olimpiadi di Tokyo sono state preparare cercando la materia prima in rifiuti elettronici, rottamando 6 milioni di cellulari e 72 tonnellate tra schede di pc e circuiti da cui sono stati ricavati 32 kg. d’oro e 3.500 argento.

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«Telecomunicazioni, perché la rete unica deve essere neutrale»
Per quanto irrituale, l’iniziativa del governo ha sparigliato le carte e costretto tutti a prendere posizione su una questione cruciale: come accelerare la costruzione di una rete di Tlc in fibra ottica, che copra tutto il Paese, senza lasciare indietro nessuno. Sull’obiettivo tutti concordano: del resto anche il lockdown ha confermato quanto una infrastruttura «a prova di futuro” sia decisiva per la crescita e la competitività del Paese, ma anche per l’istruzione, la salute, la sicurezza, la qualità della vita. Anche sullo strumento si registra un coro di consensi: tra le forze politiche, gli operatori , i soggetti finanziari e industriali coinvolti.
L’alternativa non può essere l’impossibile ritorno al monopolio di un solo competitore

Il presidente di Open Fiber: condivisa da tutte le Telco di Franco Bassanini *

Per quanto irrituale, l’iniziativa del governo ha sparigliato le carte e costretto tutti a prendere posizione su una questione cruciale: come accelerare la costruzione di una rete di Tlc in fibra ottica, che copra tutto il Paese, senza lasciare indietro nessuno. Sull’obiettivo tutti concordano: del resto anche il lockdown ha confermato quanto una infrastruttura «a prova di futuro” sia decisiva per la crescita e la competitività del Paese, ma anche per l’istruzione, la salute, la sicurezza, la qualità della vita. Anche sullo strumento si registra un coro di consensi: tra le forze politiche, gli operatori , i soggetti finanziari e industriali coinvolti. L’alternativa non può essere l’impossibile ritorno al monopolio di un solo competitore. Ma ci sono due modelli di rete unica. La rete unica verticalmente integrata, controllata da un fornitore di servizi di Tlc: in pratica il ritorno al passato, al monopolio di Tim. Oppure una rete unica neutrale, partecipata da tutte le Telco ma non controllata da nessuna, caso mai dallo Stato, garante dell’interesse generale a un’accelerazione degli investimenti: si può farla salvaguardando i legittimi interessi economici degli azionisti e dei dipendenti Tim. Le autorità di regolazione e il Parlamento si sono pronunciati per questo secondo modello: le prime nel 2014, il secondo a fine 2018. Il nuovo Codice europeo delle Comunicazioni elettroniche pure.

Vodafone Sky e WindTre scrivono al governo

L’accelerazione del governo sulla rete unica ha messo in allarme le compagnie telefoniche. Sky, Vodafone e WindTre hanno inviato una lettera congiunta ai ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, per esprimere la loro posizione sul dossier, a cui proprio i due ministri la scorsa settimana hanno impresso un’improvvisa accelerazione sollecitando Tim a stringere i colloqui con Cassa depositi e prestiti ed Enel per arrivare a unire la propria rete con quella di Open Fiber. Sky, Vodafone e WindTre in più occasioni hanno espresso il loro punto di vista, che è simile e converge sulla preferenza per una rete unica indipendente, sia dal punto di vista della governance sia dell’azionariato, e non verticalmente integrata, ovvero che venda solo connettività all’ingrosso e non anche servizi ai clienti retail. Il 31 agosto il gruppo telefonico ha convocato il board per dare il via libera a FiberCop, la società in cui verrebbe scorporata la rete secondaria in rame e la fibra di FlashFiber, che vedrebbe come azionisti Tim con il 58%, Kkr con il 37,5% e Fastweb con il 4,5%.

Agcom e Anac, cambiano i vertici

Il governo individua Lasorella per il dopo Cardani e Busia al posto di Cantone. Parola alle commissioni

Nel Consiglio dei ministri che ha varato il decreto agosto non ci sono solo misure economiche ma c’è anche un pacchetto di nomine che riguarda due Authority. Si tratta dell’Agcom e dell’Anac, posizioni ambitissime e che da tempo erano in attesa di rinnovo. «Tutti quanti lo conoscono e lo stimano», è il refrain nei palazzi della politica. Lasorella è appunto un profilo che unisce maggioranza e opposizione. Un discorso a parte merita l’Anac che dal 23 ottobre del 2019, dopo le dimissioni di Raffaele Cantone, è retta da un consigliere facente funzione di presidente, Francesco Merloni. Su proposta della ministra Dadone, Conte punta su Giuseppe Busia, oggi segretario della Privacy, già segretario generale dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori.