RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 13/08/2020

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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In Bper via alla corsa al nuovo cda

I prossimi mesi saranno particolarmente intensi per Bper. Chiusa l’opas di Intesa Sanpaolo su Ubi il gruppo modenese guidato da Alessandro Vandelli svolgerà un ruolo chiave nell’integrazione, rilevando quelle 530 filiali che Antitrust ha imposto di mettere sul mercato. L’acquisto di questo asset (che farà compiere un salto del 50% all’attuale rete commerciale) dovrà poi essere finanziato da un aumento di capitale dal valore compreso tra 750 e 800 milioni il cui lancio è previsto nel mese di ottobre. Se insomma sul fronte industriale c’è parecchia carne al fuoco, anche al netto della delicata fase congiunturale, un altro fronte caldo sarà quello relativo alla governance.

Bene l’asta dei Bot. Ma l’Italia resta in deflazione

Tutto esaurito e rendimento in calo per i Bot annuali in asta ieri. Il Tesoro ha collocato 7 miliardi di titoli a un anno a un prezzo di aggiudicazione di 100,195. Il rendimento, negativo, si è attestato allo 0,192%, in calo di 7 punti base rispetto all’asta precedente del 10 luglio scorso. La domanda è stata buona, con richieste per 12,186 miliardi di euro, con un rapporto di copertura di 1,74, in aumento rispetto all’1,48 dell’asta precedente. Ora gli occhi del mercato sono puntati sulle aste di Btp odierne, da cui il Tesoro si aspetta nuove soddisfazioni, forte del costante calo dello spread Btp-Bund, sceso stabilmente sotto i 150 punti base dai 250 di inizio maggio (ieri era a 141,1 pb), e della ripresa del Pil. Ieri in particolare il differenziale ha chiuso a 141,107 punti base rispetto ai 142,392 del giorno prima. Quanto al Pil, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha affermato che gli ultimi indicatori macroeconomici dell’Istat mostrano una forte ripresa del Pil che potrebbe arrivare a un rimbalzo del 15% circa nel terzo trimestre.


Gli Usa spingono tutte le borse

Chiusura positiva per l’azionario europeo, che ha accelerato dopo le parole del segretario al Tesoro Usa, Steven Mnuchin, e del presidente della Fed di Boston, Eric Rosengren. Il primo si è detto favorevole a un taglio delle tasse sui capital gain: è una delle misure che l’amministrazione Trump sta valutando per rilanciare l’economia. Rosengren ritiene che il supporto fiscale giocherà un ruolo importante nella gestione della crisi innescata dalla pandemia. Intanto sono arrivate notizie positive sul fronte del vaccino, mentre rallentano i contagi negli Stati Uniti


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Arrivano le piccole Piazza Affari d’agosto non è più deserta
Agosto, tempo di quotazioni. In un mondo alla rovescia, sconvolto dalla pandemia, succede anche questo: matricole coraggiose che si affacciano sul mercato, in un periodo tradizionalmente dedicato all’ombrellone, incoraggiate dalla bonaccia che si respira in Borsa. Ipo quasi esclusivamente sull’Aim; ma questa è una conferma di quanto succede sempre più spesso a Piazza Affari.
Negli ultimi due giorni ci sono state due Ipo sul Mercato alternativo dei capitali (l’Aim): una non felicissima, Fabilia, specializzata in vacanze per famiglie con bambini, che ha perso il 10% il primo giorno e l’1,4% ieri; un’altra, che ha esordito letteralmente col botto – Sourcesense, soluzioni tecnologiche avanzate basate sull’ open source – che al suo primo giorno di contrattazioni ha chiuso in rialzo del 50%, tanto che da oggi non sarà possibile immettere ordini di acquisto senza limiti di prezzo. E non è finita: domani, alla vigilia di Ferragosto, è previsto l’esordio di Fenix Entertainment (produzione e distribuzione di contenuti cinematografici). Che, oltre alla scelta coraggiosa in termini di calendario, avrà anche un’altra peculiarità: sarà la prima matricola del sub-segmento Aim Pro, appena costituito, e riservato agli operatori professionali. Da inizio anno sono sei le matricole sbarcate all’Aim, più il “calibro da novanta” di Gvs, che invece è andata direttamente allo Star, accompagnata da Goldman Sachs, Mediobanca e Lazard. In sede di ipo ha raccolto 570 milioni, ma per una società specializzata in impianti filtranti professionali (mascherine incluse) quotarsi a ridosso della pandemia significa giocare facile. Le altre ipo sono invece quelle classiche dell’Aim: pochi milioni di raccolta in fase di collocamento, per una capitalizzazione altrettanto contenuta, dai 10 milioni di Sourcesense agli scarsi 50 di Cy4gate al momento dell’esordio. Un’altra società, la Somec, il 4 agosto è passata invece dall’Aim al mercato principale.
La produzione rallenta in Europa e in Italia sale il rischio deflazione
L’ombra della pandemia grava ancora sull’economia europea. A dimostrarlo i dati sulla produzione industriale che nell’Eurozona a giugno è cresciuta del 9,1% mensile, sostanzialmente una frenata dopo il +12,3% di maggio e rispetto alle previsioni che stimavano un +10%. Stesso numero per l’area Ue dove il +9,1% mensile si confronta con il +11,6% di maggio. Su base annuale la produzione industriale dell’Eurozona arretra del 12,3%, dopo il — 20,4% di maggio e contro un atteso — 11,5%. A giugno gli aumenti mensili principali si sono registrati in Slovacchia (+21,7%) e Ungheria (+17,1%), mentre si registrano flessioni in Belgio (-1,4%) e Finlandia (-0,8%). In Italia, come rilevato a suo tempo anche dall’Istat, si registra un +8,2%. Sempre ieri, per il nostro Paese è arrivato il preoccupante dato sui prezzi al consumo che a luglio hanno toccato il livello più basso da oltre quattro anni, certificando in pratica la fase di persistente deflazione. L’indice Istat ha segnato il mese scorso un calo dello 0,4% su base annua e dello 0,2% su base mensile.
«Giugno — fa notare l’Eurostat, tornando alla produzione industriale — è stato un mese segnato in molti Stati membri da un certo allentamento delle misure di contenimento legate al Covid-19».
Industria, anno zero Uno studio: “Recupero solamente nel 2028”

Il ground zero dell’industria italiana. La pandemia ha accelerato un declino iniziato nel 2008 e proseguito fino allo tsunami Covid che ha precipitato il nostro sistema produttivo nei bassifondi delle graduatorie internazionali, da quella della competitività a quella della formazione. E stavolta senza il soccorso dell’export, panacea inibita dal tramonto della globalizzazione. Solo una massiccia dose di innovazione tecnologica iniettata al sistema produttivo, piuttosto che incentivi e bonus a pioggia, potrà garantire un futuro sostenibile alla manifattura italiana. Un recupero comunque realizzabile non prima del 2028. La spietata analisi è dell’Università Sapienza, una ricerca firmata da 23 docenti di 6 facoltà dell’ateneo romano. Il lavoro (“Industria, Italia. Ce la faremo se saremo intraprendenti”) coordinato da Riccardo Gallo, è ormai ai dettagli e a inizio settembre sarà sui tavoli del premier Giuseppe Conte e dei ministri economici. Il target 2028 scaturisce dal passato: dopo la crisi globale del 2008-2009, l’industria italiana ha impiegato 8 anni per riavvicinarsi ai livelli del 2007; anche dopo la crisi petrolifera del 1973, servirono 8 anni per imboccare la via della ripresa.


corsera

La Fed avverte: crisi, misure forti per arginarla

«Gli sforzi limitati o incoerenti da parte degli Stati Uniti per controllare il virus non solo stanno mettendo i cittadini a rischio inutile di malattie gravi e possibile morte, ma potrebbero anche prolungare la recessione economica». A dirlo, durante un evento online, è Eric Rosengren, presidente della Federal Reserve di Boston, che ha sottolineato come questo sia il momento di «intraprendere forti azioni di supporto fiscale». Il funzionario della Fed ha poi ribadito che le previsioni per l’economia Usa per questo autunno sono «piuttosto incerte», ma ritiene che «il recente rallentamento dell’attività economica probabilmente continuerà».

Un milione di prestiti

Quasi un milione di richieste di prestiti da parte di piccole imprese, commercianti, liberi professionisti e startup. Un esercito di «piccoli» messo a dura prova dalla crisi legata al Covid-19 che ha trovato nel decreto liquidità un appiglio per restare a galla evitando di chiudere in molti casi l’attività. È questa la fotografia scattata dal Mediocredito Centrale, la banca del Tesoro che sta gestendo il fondo garantito al 100% dallo Stato per dare sostegno al Paese che (con fatica) produce. Le domande complessive arrivate dal 17 marzo, data dell’approvazione del Dl Cura Italia, sono 970 mila per un importo finanziato di oltre 68 miliardi di euro. In pochi mesi lo stesso numero di operazioni realizzate negli ultimi 20 anni. Ma intorno a Ferragosto — fanno sapere dal Mediocredito — si supererà certamente quota un milione.

Prezzi ancora giù dello 0,4%, Italia in deflazione

Italia ancora in deflazione. Per il terzo mese di seguito l’Istat ha registrato una crescita negativa dei prezzi: non accadeva dal 2016. A luglio l’incremento dei listini è stato del -0,4% su base annua e del -0,2% su base mensile. L’inflazione negativa continua a essere dovuta al calo dei prezzi dei beni energetici. A questa tendenza si aggiunge un rallentamento dei prezzi degli alimentari (da +2,3% a +1,3%) e dei trasporti (da -0,1% a -0,9%). L’inflazione acquisita per il 2020, a questo punto, è pari al -0,1%.


Polizze assicurative, adeguatezza misurata con lo stress test

Ivass e Consob hanno messo in piedi un set regolamentare a completamento delle regole di derivazione europea sulla distribuzione assicurativa (direttiva Ue 2016/97, attuata con decreto legislativo 68/2018) e sul governo e controllo del prodotto per le imprese e i distributori assicurativi (regolamento Ue 2017/2358 che integra la direttiva; si veda «Il Sole 24 Ore» del 5 agosto). Il focus è sui prodotti assicurativi di investimento (Ibips), nei quali il rischio è in parte assunto anche dall’assicurato (quale possibilità di mancato recupero integrale del capitale investito nel premio), con caratteristiche analoghe allo strumento finanziario. È il caso, ad esempio, delle polizze conosciute come unit-linked, nelle quali il premio versato è investito e rimborsato in misura dipendente dall’andamento di titoli collegati e dove, come riconosciuto anche dalla Corte di cassazione (6319/2019), sulla causa assicurativa può finire per prevalere quella finanziaria.

Turismo, le 29 città ammesse al contributo per i centri storici

Venezia, Milano, Roma ma anche Verbania, Siracusa e Ragusa, Lucca e Matera. Sono solo alcune delle città ad alta vocazione turistica che potranno accedere al nuovo aiuto a fondo perduto per le attività commerciali dei centri storici colpite dal calo dei turisti per la crisi sanitaria e le norme sul distanziamento. Un aiuto da oltre 500 milioni di euro fortemente voluto dal ministro per i Beni culturali e il Turismo, Dario Franceschini, nel decreto Agosto approvato “salvo intese tecniche” dal Consiglio dei ministri venerdì scorso e atteso sulla Gazzetta Ufficiale tra oggi e domani.

Oro e argento, il rally si prende una pausa

Per la seconda seduta di fila l’oro viaggia sotto i 2.000 dollari d’oncia. Di questi tempi è una notizia. Il metallo giallo continua a pagare la seduta di martedì, quella in cui ha perso il 5,7% segnando il peggior ribasso quotidiano in sette anni. A quella sbandata ieri è seguito un modesto rimbalzo (+0,5%) che ha posizionato il valore intorno ai 1.950, ben distante dal record intraday del 6 agosto a quota 2.078 ma ancor più distante dai 1.519 di inizio anno. Non si può parlare di oro senza menzionare il fratello più piccolo, l’argento, che ieri si è un po’ stabilizzato intorno ai 26 dollari, dimenticando il -15% della vigilia. Anche qui però bisogna ricordare il punto di partenza: quei 17,8 dollari di inizio anno e soprattutto quel minimo di 11,73 dollari di marzo.

Da 11 imprese in arrivo 2,6 milioni di banchi

Gli 8 milioni di studenti italiani che torneranno in classe dopo l’estate troveranno ad attenderli 2,6 milioni di nuovi banchi monoposto. A rotelle e non. Magari non subito visto che la consegna delle nuove sedute partirà agli inizi di settembre e il 14 già suonerà la prima campanella. Un’operazione che dovrà concludersi entro fine ottobre. Stando a quanto comunicato dal commissario straordinario Domenico Arcuri, che ha bandito la gara europea per la fornitura conclusasi ieri con la sottoscrizione dei contratti di affidamento. Undici le aziende vincitrici (su 14 candidate), alcune da sole e altre consorziate. Per ora si sa che sono in larga parte italiane con qualche presenza straniera. I nomi saranno resi noti nei prossimi giorni una volta completate le procedure di registrazione.