Incidenti stradali, vittime in calo ma non tra i giovani

Le vittime di incidenti stradali sono state 3.173 nel 2019: 2.566 uomini e 607 donne. I conducenti deceduti sono 2.222 (1.987 uomini e 235 donne), i passeggeri 417 (243 uomini e 174 donne) e i pedoni 534 (336 uomini e 198 donne).

I livelli massimi – secondo i dati dell’ISTAT – si registrano nelle classi di età 20-24 e 45-54 anni per gli uomini e tra i 75 e gli 89 anni per le donne. Rispetto all’anno precedente, le vittime aumentano tra i giovani di 20-29 anni – più spesso uomini e conducenti di autovetture e motocicli – e tra i 45-54enni – frequentemente conducenti di biciclette e autocarri.

Tra i 20 e 24 anni l’aumento riguarda soprattutto conducenti e passeggeri uomini mentre tra i 25 e i 29 anni interessa di più le donne occupanti di autovetture.

A livello nazionale sono state messe in campo molte iniziative per la protezione dei bimbi in auto e lanciate campagne di sensibilizzazione dedicate alla sicurezza dei più piccoli, come la recente “Bimbi in auto: vision zero” e “La tua attenzione diventa legge” quest’ultima per prevenire l’abbandono del bambino nell’auto chiusa e parcheggiata. Tuttavia gli effetti positivi non sono ancora tangibili: nel 2019 sono 35 i bambini tra 0 e 14 anni che hanno perso la vita in incidenti stradali (34 nel 2018)11. L’obiettivo di “zero vittime”, stabilito nel Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020, è ancora lontano.

Quanto ai feriti negli incidenti stradali, si tratta prevalentemente di giovani tra i 20 e i 29 anni. Rispetto all’anno precedente sono in aumento tra i bambini di 0-14 anni e tra gli ultra cinquantacinquenni.

incidenti stradali

La struttura per età e genere dei deceduti nel 2010 e nel 2019 mostra come l’età delle vittime continui ad aumentare sistematicamente nel tempo, con proporzioni più elevate di individui nelle fasce di età mature e anziane rispetto al 2010, in relazione all’invecchiamento della popolazione.

La distribuzione dei tassi di mortalità stradale per età, calcolati sulla popolazione residente, conferma ancora lo svantaggio delle classi di età più giovani (15-29 anni) e degli individui ultrasettantenni: il tasso specifico di mortalità più elevato è nella classe di età 85-89 anni (114,6 per 1milione di abitanti) e tra i più giovani nella classe 20-24 anni (82,9 per 1milione di abitanti).