Il governo blinda Mediobanca

di Luisa Leone
Il governo mette ancora mano alla disciplina del golden power e questa volta la novità sembra tagliata a pennello per permettere all’esecutivo di avere voce in capitolo nella scalata di Leonardo Del Vecchio a Mediobanca. Nelle bozze di decreto Agosto circolate ieri, infatti, si estende l’obbligo di notifica delle operazioni da parte di soggetti anche europei anche al caso in cui esse comportino «l’esercizio di un’influenza notevole dell’acquirente sulla società la cui partecipazione è oggetto dell’acquisto» e non solo più all’acquisizione del controllo, com’è oggi. Con la modifica Palazzo Chigi, impensierito dai possibili riflessi dell’operazione sulle Generali, sarebbe chiamato in causa automaticamente per dare il suo placet e potrebbe anche acquisire elementi sulle intenzioni del patron di Essilux. Tuttavia va registrato che nel governo non c’è unanimità di vedute sulla modifica prevista in bozza, che in particolare vedrebbe l’opposizione del responsabile degli Affari Europei, Vincenzo Amendola. Non è detto quindi che la previsione sia mantenuta nella versione finale del decreto, che potrebbe essere esaminato già nel Consiglio dei ministri previsto per la giornata di oggi. Intanto ieri in borsa è stata una giornata positiva per Mediobanca, che ha archiviato la seduta in progresso del 2,8%, a 6,78 euro, decisamente meglio del Ftse Mib (+0,64%) e anche del Ftse Italia banche (+ 1,6%). Generali, invece, su cui maggiormente si appuntano le preoccupazioni del governo nella vicenda Mediobanca-Delfin, ieri ha guadagnato lo 0,77% (a 13,03 euro), il giorno dopo il via libera del board di Cattolica (-0,1% ieri) all’aumento di capitale dedicato al Leone triestino per 300 milioni di euro, su 500 milioni complessivi.

Infine, sempre nello stesso articolo della bozza di decreto legge, è prevista anche una disposizione che amplia i poteri di Consob nel caso del passaggio di proprietà di Borsa Italiana. Un’eventualità che appare ormai concreta, visti i paletti posti dalla Ue a Lse Group (che detiene l’asset italiano) nel merger con Refinitiv. Così il governo, dopo aver inserito Piazza Affari tra gli asset tutelati dai poteri speciali, ora prevede che debba essere notificato all’Autorità non solo il cambio di controllo del mercato ma anche la cessione o acquisto di partecipazioni a partire dal 10%. Ma si va anche oltre e se oggi l’eventuale veto della Consob è previsto solo nel caso in cui il cambio di assetto azionario possa mettere a repentaglio la gestione sana e prudente del mercato, ora si aggiunge la facoltà di valutare «la qualità del potenziale acquirente e la solidità finanziaria del progetto», fissando i criteri a cui riferirsi, tra cui la reputazione del potenziale acquirente e la sua solidità finanziaria. D’altronde non è un mistero che l’esecutivo coltivi un progetto per il ritorno di Piazza Affari in mani italiane, come anticipato da MF-Milano Finanza, con il possibile coinvolgimento anche della paneuropea Euronext. (riproduzione riservata)

Sarà autunno caldo in Piazzetta
Luca Gualtieri
In Piazzetta Cuccia le polveri potrebbero prendere fuoco dopo Ferragosto, quasi a un anno dal blitz che lo scorso 17 settembre portò Leonardo Del Vecchio al 7% di Mediobanca. In pochi mesi Mr Luxottica si è spinto fino al 10% della merchant guidata da Alberto Nagel e oggi, previo via libera della Bce atteso per l’appunto attorno al 21 agosto, si prepara a procedere nella scalata. L’obiettivo, si mormora, potrebbe essere inferiore al 20%, forse compreso tra il 13 e il 14%, una quota comunque più che sufficiente a condizionare governance e strategia. Delfin (ben consigliata da Sergio Erede e da Vittorio Grilli) ha lasciato intendere che le mire non sono ostili e che nell’assemblea di ottobre non presenterà alcuna lista. Rassicurazioni però a cui è difficile prestar fede soprattutto perché in questi mesi Del Vecchio non ha lesinato critiche alla strategia di Mediobanca e della partecipata Generali. Difficile è anche immaginare un agreement tra lo scalatore e il vertice della scalata, non foss’altro perché sinora non si è avuta notizia di trattative. E soprattutto non è semplice prevedere la reazione dei grandi player rimasti finora ai margini della partita, a partire da quella Intesa Sanpaolo che in questi anni ha creato una relazione speciale con Piazzetta Cuccia. (riproduzione riservata)

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