Il consulente ora è tech

Il lockdown ha premiato le società tecnologicamente più efficienti, dice l’ad Foti presentando utili da +30%. Dopo Uk guarda Francia e Germania. Su possibili scalate la parola sarà del mercato
di Anna Messia
La pandemia ha accelerato i trend già in atto e premiato le società tecnologicamente più efficienti. Così l’amministratore delegato Alessandro Foti motiva i numeri di crescita realizzati da Banca Fineco nel primo semestre di quest’anno, in piena emergenza Covid-19. L’utile netto è salito del 30% a 181 milioni e i ricavi totali sono cresciuti del 25,8% a 407 milioni. «In questo periodo i clienti hanno cercato sempre di più una gestione efficiente dei propri risparmi e questo, aggiunto all’aumento dei tassi di risparmio degli italiani registrato in questo periodo, spiega la nostra performance», dice il manager che annuncia nuovi piani di sviluppo di Fineco all’estero, in Germania e Francia, dopo il Regno Unito, e riguardo a eventuali pretendenti per la banca dice serafico che «sarà il mercato a decidere».

Domanda. Fineco è stata premiata anche dalla crescita registrata in questo periodo nei volumi di trading online. Cosa vi aspettate per i prossimi mesi?

Risposta. La volatilità dei mercati ha spinto la crescita degli investitori attivi attraverso un modello misto. Da una parte fanno investimenti diretti, dall’altra si rivolgono ai consulenti per le scelte più complesse. Sistemi che abbiamo già visto decollare negli Usa e nel Regno Unito e che si sposano alla perfezione con il nostro modello di business che offre una piattaforma efficiente affiancata dai nostri consulenti finanziari. In questo periodo la nostra efficienza tecnologia è stata premiata dai clienti ma anche dai consulenti che oggi più che mai, dopo l’accelerazione tecnologia impressa dal lockdown, cercano piattaforme efficienti. Mentre le banche tradizionali fanno più fatica ad allinearsi alle novità.

D. A proposito di Regno Unito, come procedono i vostri piani di sviluppo nel Paese?

R. Stiamo raggiungendo i nostri obiettivi. Dopo avere offerto servizi valuta e di brokeraggio ora guardiamo anche agli investimenti per aumentare le masse in gestione e stiamo lavorando all’offerta di schemi di risparmio inglesi.

D. Guardate anche ad altri Paesi?

R. Sì. Il nostro è un modello perfettamente scalabile che potremmo esportare in altri Paesi europei. Penso per esempio alla Germania o alla Francia. Vedremo, per ora siamo focalizzati sul Regno Unito.

D. La vostra resta un’azienda contendibile e periodicamente sul mercato spuntano voci su possibili pretendenti. Quanto c’è di vero?

R. Banca Fineco è una pubblic company perfettamente contendibile come le grandi corporate internazionali. Finora non c’è stato nessun interesse nei nostri confronti ma se qualcuno dovesse farsi avanti la parola finale ce l’avrebbe il mercato ma noi siamo tranquilli. Le aziende vengono acquistate quando vanno molto male e quindi hanno bisogno di essere ristrutturate o, invece, quando vanno molto bene e chi le acquista ha tutto l’interesse a trattarle con cura per non distruggerne il valore. Fineco rientra ovviamente in questa seconda casistica.

D. Come vi muoverete sul fronte dividendi dopo la pronuncia della Bce che ha invitato le banche ad uno stop fino a gennaio?

R. Banca Fineco conferma la sua solidità patrimoniale con un Cet1 ratio del 24,12% a giugno considerando anche il dividendo 2019 revocato dal consiglio di amministrazione di aprile, ma anche questa volta non possiamo che attenerci alle indicazioni arrivate dalle autorità. (riproduzione riservata)
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