C’era una volta il “contratto base”: una storia infinita

di Enzo Furgiuele

Nell’ottica di una maggiore trasparenza a tutela dei consumatori, il Mise (Ministero per lo sviluppo economico) già dal 2013 si occupò di definire – attraverso un decreto ministeriale mai emanato –  la normativa del “contratto base” di assicurazione RCA obbligatoria introdotta dal D.Legge 179 del 2012, con le clausole minime comuni a tutto il mercato assicurativo.

Ad oggi però l’iter normativo, avviato nel 2012 e apparentemente concluso con l’ultimo Decreto Mise 54/2020 del 11 marzo 2020 (pubblicato sulla GU solo il 17 giugno) non è ancora terminato:

  • Il Mise deve ancora definire il “format” del modello elettronico senza il quale il consumatore non può confrontare in maniera obiettiva ed omogenea le diverse offerte delle imprese.
  • L’Ivass non ha ancora realizzato il nuovo preventivatore pubblico da mettere a disposizione dei consumatori e degli operatori professionali del settore (imprese ed intermediari) per consultare tutte le offerte del mercato.

Sono trascorsi otto anni e tre atti normativi dal 2012 a oggi, ma la norma non è ancora  attuata:

  • 2012: Introduzione dell’obbligo del contratto base (D. Legge 179/2012): Condizioni contrattuali eguali per tutte le imprese, prezzo in libera concorrenza
  • 2017: Obbligo di informazione del contratto base da parte degli intermediari (Legge 124/2017)
  • 2020: Regolamentazione della polizza tipo RCA: il “contratto base” uguale per tutte le imprese (Decreto Mise 54/2020).

Attendiamo ora che siano realizzati gli ultimi due step per la conclusione dell’iter legislativo.

contratto base