A Finpriv 6,7 milioni di cedole

MEDIOBANCA LA FINANZIARIA RIUNISCE SOCI STORICI DELLA MERCHANT, DI CUI HA L’1,6%

di Luca Gualtieri

Pesenti, Pirelli, Fca, Generali e, più di recente, Unipol. Nomi che nei decenni hanno fatto la storia di Mediobanca quando ancora Piazzetta Cuccia era qualcosa di molto diverso dalla public company pazientemente disegnata da Alberto Nagel. Oggi quei nomi sono ancora riuniti in un salottino che custodisce l’1,6% dell’istituto, per un valore di mercato di 103 milioni di euro. Si tratta di Finpriv, un veicolo la cui nascita risale all’era di Enrico Cuccia, quando veniva utilizzata per bloccare le quote in attesa del passaggio a nuovi soci.

Oggi il capitale è spartito tra sei azionisti di peso per cui certamente la partecipazione ha un significato più storico che finanziario: Unipol (28,7%), Fca (14,3%), Pirelli (14,3%), Italmobiliare (14,3%), Tim (14,3%) e Generali (14,3%). Alcuni di questi soci hanno dismesso da tempo la propria partecipazione diretta in Mediobanca, come la famiglia Pesenti uscita nel 2018, mentre altri sono recentemente rientrati come la Unipol di Carlo Cimbri che alla fine dell’anno scorso si è acquattata poco sotto il 2%.

Nell’esercizio chiuso al 30 novembre 2019 Finpriv ha registrato un utile netto di 6,5 milioni che, sommato ai profitti portati a nuovo, ha permesso la distribuzione di dividendi per 6,7 milioni. Alla chiusura del bilancio inoltre il veicolo aveva inoltre in carico la partecipazione in Piazzetta Cuccia per 91 milioni di euro, con una plusvalenza teorica di 54 milioni sui corsi di borsa, poi scesa negli ultimi mesi a 12 milioni.

Assieme a Mediolanum (3,3%), Schema33 (2,1%) e Fininvest (2%), Finpriv fa parte dell’accordo parasociale siglato l’anno scorso per rimpiazzare il vecchio patto di sindacato. Una formazione composita che oggi guarda con interesse alle mosse del nuovo inquilino di Piazzetta Cuccia, quel Leonardo Del Vecchio che si prepara a balzare oltre la soglia del 10%. Subito dopo ferragosto, probabilmente entro venerdì 21, Bce autorizzerà la salita di Delfin. Se Del Vecchio ha lasciato capire di non essere intenzionato a presentare una lista, gli scenari possibili sono molti. C’è per esempio chi scommette su un tentativo di agreement sui candidati per il nuovo consiglio di amministrazione, ma la strada appare in salita anche perché per ora non si è aperto alcun dialogo tra i vertici di Mediobanca e quelli di Delfin. Gli occhi sono puntati anche su Bluebell Partners, il fondo inglese che nelle scorse settimane ha criticato la strategia di Mediobanca e che, secondo alcune indiscrezioni non confermate, potrebbe presentare una lista alla prossima assemblea.

Certo è che le mosse di Del Vecchio saranno seguite con grande attenzione non soltanto in Piazzetta Cuccia ma anche in Generali, dove Delfin è terzo azionista con il 4,8% del capitale e gli altri grandi soci preferiscono mantenere una linea attendista. Dopo il controverso blitz su Cattolica e la presentazione dei conti semestrali, le attività del board sono sospese fino a settembre, quando la strategia di Delfin potrebbe essere più chiara. Per ora comunque nessuno si aspetta contraccolpi a breve sulla governance di Generali. Semmai i giochi potrebbero aprirsi in vista del rinnovo del board del 2022, il primo con la modalità della lista del consiglio.

Fonte: logo_mf