RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 05/08/2019

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

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Stop al racconto di tutta la propria vita nel curriculum inviato per trovare un lavoro. Il datore di lavoro non può trattare i dati, soprattutto quelli sensibili, che non c’entrano nulla con la posizione professionale. L’attenzione all’uso delle informazioni strettamente necessarie deve essere osservata sia prima dell’assunzione sia durante lo sviluppo del rapporto di lavoro: per esempio le comunicazioni dirette al singolo non devono passare «aperte» di mano in mano o di e-mail in e-mail. Tutte queste precauzioni sono dettate dal provvedimento del Garante della privacy n. 146 del 5 giugno 2019, recante le prescrizioni relative al trattamento di categorie particolari di dati, ai sensi dell’articolo 21, comma 1 del dlgs n. 101/2018 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29 luglio 2019), e in dettaglio nella parte di questo provvedimento dedicata alle prescrizioni relative al trattamento di categorie particolari di dati nei rapporti di lavoro.
Confini più ampi per il riscatto dei buchi contributivi. Infatti, le date del primo e dell’ultimo versamento contributivo individuano «l’anno» (e non la data) a partire dal quale e fino al quale (i confini appunto) è possibile praticare la nuova facoltà di riscatto che, sperimentale, chiuderà i battenti il 31 dicembre 2021 (ultimo giorno per fare domanda). A precisarlo è l’Inps con la circolare n. 106/2019 (si veda ItaliaOggi del 26 luglio scorso). Al pagamento del riscatto può provvedervi anche il datore di lavoro utilizzando, a tal fine, i premi spettanti al lavoratore. Si tratta, in realtà, di mera operazione di «intermediazione» finanziaria (sono comunque «soldi» dei lavoratori) che, però, fa guadagnare al datore di lavoro un’ulteriore deduzione del costo dal reddito di impresa o di lavoro autonomo.
Riscatto soft della laurea per tutti i lavoratori, ma non per tutti i corsi di studi. Possono fruirne, infatti, sia i lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria al 31 dicembre 1995 (vecchi iscritti) e sia quelli iscritti dopo tale data (nuovi iscritti). Ma il calcolo soft dell’onere, cioè in base al minimale di reddito dei lavoratori autonomi (15.878 euro nel 2019), può applicarsi soltanto ai periodi di studio che si collocano nel sistema contributivo della futura pensione, cioè a partire dal 1° gennaio 1996. Lo precisa, tra l’altro, l’Inps nella circolare n. 106/2019, fornendo nuove indicazioni alle novità in materia di riscatto contributivo introdotte dalla dl n. 4/2019 e dalla legge di conversione n. 26/2019.
Il riscatto della laurea. L’istituto del riscatto della laurea è un’opportunità che permette di valorizzare ai fini della pensione il periodo del corso di studi, a patto che il relativo titolo sia stato effettivamente conseguito.
Asl responsabile anche nel caso di assoluzione del medico. L’azienda potrà essere chiamata in un successivo procedimento civile a rispondere per i danni conseguenti all’ attività di un sanitario anche nel caso di assoluzione del medico nel giudizio penale: questo è il principio di diritto espresso con la sentenza 8940/2019 della Cassazione. La Corte d’appello assolveva un sanitario per il reato di omicidio colposo, conseguente al decesso di un paziente, i giudici di merito ritenevano insussistente il reato ascritto, ravvisando nel comportamento del medico una semplice omissione lieve, insufficiente a configurare la colpa richiesta dall’ordinamento per un’eventuale condanna.

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Micromobilità elettrica. Quindi monopattini, ma anche hoverboard, segway, monowheel, la nuova frontiera dei veicoli a batteria a una o due ruote per i piccoli spostamenti urbani: noleggio rapido attraverso apposita app e parcheggio facile, praticamente ovunque. Il mercato vale oltre 16 mld di dollari su scala globale, destinati a diventare 42 entro il 2030 secondo la società di analisi USA Gran View Research.
Il titolo torna al livelli precedenti all’ingresso di Berkshire nel capitale e fa peggio dei concorrenti. Pesano l’effetto spread e l’avvio lento della joint venture con Banco Bpm.
Chissà se Warren Buffett è ancora contento di aver acquistato il 9% di Cattolica Assicurazioni. L’arrivo di un ceo preparato e motivato come Alberto Minali, ex Generali, aveva convinto il guru della finanza americana a puntare un po’ di soldi sulla cooperativa assicurativa. Peccato che a quasi due anni da quell’acquisizione titolo sia ridisceso a poco sopra i livelli pre-Buffett.
I redditi inferiori al passato, le basse aliquote previdenziali e il sistema contributivo porteranno assegni ridotti anche al 15% dell’ultimo compenso.
C’è è un dossier che scotta su tavoli delle casse di previdenza private, quello delle pensioni che avranno un giorno i giovani professionisti dl oggi. Chiunque abbia provato a fare dei calcoli approssimativi si trova davanti, In molti casi, a importi che non basteranno neppure ad arrivare alla fine del mese. E la pensione, in percentuale dell’ultimo reddito cosiddetto “tasso di sostituzione”, viaggia tra il 15 e il 30 per cento, e più sul primo che sul secondo. In soldoni, questo vuole dire che se l’ultimo reddito è di 50 mila curo, si andrà in pensione con una cifra compresa tra 17.500 e 116.600 euro.

È tempo di numeri per Sgr e reti quotate. Anima, Poste Italiane, Banca Mediolanum, Banca Generali e Azimut hanno snocciolato i propri conti. Con risultati in linea con le stime. C’è chi cresce e c’è chi scende. Ma complessivamente il quadro rimane promettente, grazie anche alla ritrovata fiducia degli investitori nel risparmio gestito.
Come conferma Gian Luca Ferrari, analista di Mediobanca Securities: «L’andamento deludente del 2018 aveva allontanato gli investitori dal sistema fondi. Già a giugno, però, abbiamo visto un maggiore appetito, che ha trovato conferma a luglio. D’altronde, con il titolo di Stato biennale italiano che nelle scorse settimane è andato in negativo, il gestito rappresenta una valida alternativa d’investimento».

  • Il liquidatore paga solo per atti notificati prima della chiusura
Nel caso di liquidazione della società, la responsabilità in proprio dei liquidatori che non provvedono al pagamento delle imposte dovute per il periodo della liquidazione e per quelli anteriori, opera soltanto per le imposte che sono dovute per effetto di atti notificati prima della chiusura della liquidazione, o per le imposte per le quali vi siano stati riconoscimenti di debito da parte della società. In questi termini si è pronunciata la Ctr Puglia 1529/1/2019 (presidente Ventura, relatore Merra). Nel caso di specie, nel mese di settembre 2017, l’agenzia delle Entrate notificava un atto di accertamento nei confronti di una Srl (nella persona dell’ex liquidatore) che si era già cancellata dal registro delle imprese nel mese di gennaio 2017. In particolare, mediante questo atto, venivano recuperati a tassazione costi ritenuti indeducibili ai fini Ires e si individuava l’ex liquidatore quale responsabile dell’obbligazione tributaria (articolo 36, Dpr 602/73).