I profitti di Intesa a quota 2,3 miliardi

Si tratta del risultato più alto dal 2008. Cet1 al 13,9%. Confermati un payout dell’80% e gli obiettivi del 2019. Come anticipato da MF-Milano Finanza, accordo tra Banca 5 e SisalPay sui pagamenti. Lo stock di crediti deteriorati tocca il livello più basso dal 2009.
di Luca Gualtieri

Intesa Sanpaolo smarca definitivamente il problema del credito deteriorato. Dopo 15 trimestri consecutivi di calo dal picco del 2015, al 30 giugno lo stock è sceso al livello più basso dal 2009. Un contributo ulteriore arriverà dall’operazione sugli unlikely to pay con Prelios annunciata ieri nel corso della presentazione dei risultati semestrali (vedi articolo in pagina). Nel primo semestre, inoltre, la banca ha registrato il più basso flusso di crediti deteriorati di sempre «grazie alla capacita di gestire in maniera proattiva i crediti e alla qualità delle nostre aziende clienti, attualmente molto più solide e profittevoli rispetto a quanto non fossero prima della crisi del 2008», ha spiegato l’amministratore delegato Carlo Messina.
L’asset quality è stato insomma l’aspetto più significativo dei risultati presentati ieri che vedono un utile netto di 2,3 miliardi, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2018 e superiore alle attese delle analiste nel secondo trimestre. Scendendo più nel dettaglio, i proventi operativi netti sono scesi del 3,8% a 9,1 miliardi, con interessi netti a 3,5 miliardi (-4,7%) e commissioni nette a 3,9 miliardi (-4,1%). Il mercato ha apprezzato il lavoro di contenimento sui costi che sono calati del 3,2% a 4,5 miliardi con un rapporto cost/income al 49,3%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 a regime si è attestato al 13,9%, considerando 1,8 miliardi di dividendi maturati nel periodo.
Sul fronte della qualità del credito invece i crediti deteriorati sono pari a 15,98 miliardi (-3,7% da fine 2018), con sofferenze a 7 miliardi. L’incidenza degli npl sul totale credito si è attestata così al 8,4% al lordo delle rettifiche e al 4,1% al netto, mentre le attività finanziarie della clientela sono pari a 939 miliardi, con raccolta diretta a 423 miliardi (+1,9%).
Quanto ai risultati delle singole aree di business, la Banca dei Territori nel semestre ha guadagnato 839 milioni (+9,2%), il corporate e investment banking 983 milioni (-13,4%), le international subsidiary banks 371 milioni (-1,9%), il private banking 465 milioni (+0,9%), l’asset management 226 milioni (-2,6%) e le attività assicurative 324 milioni (-16,5%).
Confermati sia il payout ratio pari all’80% del risultato netto che i principali target sull’esercizio in corso. Nel 2019 Intesa prevede infatti un aumento del risultato netto rispetto al 2018, conseguente a una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio. «Siamo pertanto in linea con l’impegno di premiare i nostri azionisti con un significativo dividendo», ha dichiarato Messina nel corso della presentazione. Il banchiere ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti nel semestre: «in un contesto più complesso del previsto, Intesa conferma la capacità di raggiungere risultati importanti, in linea con l’obiettivo di un utile netto superiore a quello del 2018».
Sempre ieri, come anticipato da MF-Milano Finanza, Intesa e Sisal hanno annunciato la creazione della prima rete italiana con modello di banca di prossimità. Le due società hanno infatti siglato un accordo che porterà alla creazione di una newco partecipata al 70% da Sisal e dal 30% da Banca 5, la banca di prossimità del gruppo Intesa Sanpaolo . La nuova rete, che sarà pienamente operativa a partire da inizio 2020, integrerà l’offerta dei servizi e prodotti di Banca 5 e SisalPay. L’obiettivo è offrire prodotti bancari, servizi di pagamento e transazionali in oltre 50 mila esercizi distribuiti sull’intero territorio nazionale. Nella nuova rete si potrà, ad esempio, prelevare contanti fino a 150 euro giornalieri, effettuare incassi convenzionati e avvisi di pagamento per i clienti Intesa . Pedersoli Studio Legale ha assistito Intesa Sanpaolo e Banca 5. (riproduzione riservata)

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