Poste dà l’acconto sul dividendo

Sarà pagato il 20 novembre a favore, tra gli altri, di ministero dell’Economia e Cdp. Nel primo semestre utile oltre le attese a quota 763 milioni per il gruppo di Del Fante. Bene polizze e recapito
di Anna Messia

I conti semestrali di Poste Italiane sono andati meglio delle attese, con un utile di 763 milioni, e l’amministratore delegato del gruppo, Matteo Del Fante, confermando tutti gli obiettivi del piano industriale per il 2019, ha deciso che quest’anno sarà pagato agli azionisti un acconto sul dividendo. Una novità che serve «per allinearci alle migliori pratiche di mercato», ha spiegato il manager. Certamente un buona notizia anche per il ministero dell’Economia, che del gruppo postale controlla poco più del 29% (mentre Cassa Depositi e Prestiti che detiene il 35% delle azioni). A maggio scorso la cedola pagata dal gruppo era stata di 0,441 euro (per un monte dividendi di 574 milioni e un assegno per il Tesoro di 170 milioni), in aumento rispetto ai 0,42 euro dell’anno prima. Il piano industriale Deliver 2022 ha promesso un incremento annuo del dividendo del 5% e il prossimo 20 novembre gli azionisti, Tesoro compreso, potranno quindi incassare presumibilmente una cifra di poco inferiore ai 287 milioni (poco meno della metà del totale, incrementato del 5%).
I conti presentati ieri mostrano la crescita di tutte le principali voci di bilancio. Poste Italiane , come detto, ha chiuso il primo semestre con utili netti pari a 763 milioni di euro (+4%) a fronte dei 722 milioni indicati dal consenso. L’accelerazione c’è stata in particolare nel secondo trimestre, con gli utili attestatisi a 324 milioni (+30%) rispetto ai 283 milioni del consenso. «L’azienda ha messo a segno un’ulteriore crescita dei ricavi nel secondo trimestre con contributi positivi da tutti i settori operativi, grazie al focus commerciale», hanno spiegato da Poste, sottolineando la «robusta crescita delle entrate da recapito, sostenuta dalla trasformazione operativa che compensa il calo del fatturato da corrispondenza».
I ricavi semestrali sono stati pari a 5,521 miliardi (+1,7%), superando il consenso che indicava 5,448 miliardi. Sotto controllo i costi operativi, saliti dell’1% a 4,441 miliardi, in linea con il piano industriale, mentre il risultato operativo (ebit) è aumentato nel semestre del 2,6%, a 1,081 miliardi rispetto agli 1,018 miliardi attesi e, come detto, il contributo è arrivato da tutte le aree e in particolare dal settore dei servizi assicurativi che ha registrato un utile operativo semestrale di 454 milioni, in crescita del 26,1%.
L’indice di solvibilità (Solvency II) del gruppo assicurativo Poste Vita è risultato pari al 242% a giugno (dal 214% di marzo). Bene anche i servizi finanziari, con un ebit di 435 milioni (+6,5%), e i pagamenti, con un utile operativo di 111 milioni (+9,8%). Ancher nel settore postale la perdita si è ridotta a 110 milioni (+7,8%).
Per quanto riguarda le future strategie, dal gruppo hanno fatto sapere che nel collocamento dei prodotti finanziari, l’accordo con Intesa Sanpaolo sui mutui ipotecari consentirà di ampliare l’offerta e nell’ultimo trimestre del 2019 è prevista l’attivazione dei prestiti personali. Pronto al debutto è poi l’accordo con Eni nel settore del pagamenti, mentre con Unicredit la partnership riguarda la cessione del quinto. Prosegue anche la spinta sui prodotti di Cdp (buoni e libretti postali), con i consigli di amministrazione delle due società che hanno di recente approvato una linea di credito committed a favore di Banco Posta per un massimo di 5 miliardi che consente di diversificare le fonti di finanziamento del braccio bancario di Poste.
Da segnalare infine che ieri a Piazza Affari il titolo Poste ha terminato le contrattazioni in rialzo del 3,45% a 9,66 euro per azione. (riproduzione riservata)

Fonte: logo_mf