Malattie psichiche: le conseguenze interpersonali o socio relazionali non rientrano tra le nozioni di fatto

Le nozioni di fatto di cui all’art. 115, comma secondo del c.p.c. possono dirsi tali solo in quanto si possa parlare di fatti o anche regole di esperienza che siano pacificamente acquisite al patrimonio di cognizioni dell’uomo medio ovverosia che risultino acquisiti alle conoscenze della collettività con tale grado di certezza da apparire indubitabili e incontestabili.

Non possono invece considerarsi tali quelle valutazioni che, per la specificità scientifica e l’assenza di un’acquisita tangibilità oggettiva diffusa necessitino, per essere formulate, di un apprezzamento tecnico da acquisirsi mediante CTU o mezzi cognitivi peritali analoghi.

Pertanto, le conseguenze interpersonali o socio relazionali delle malattie psichiche appartengono, allo stato, al patrimonio tipico delle conoscenze e degli apprezzamenti scientifici nell’ambito specialistico medico/legale e psichiatrico, palesemente non surrogabile da valutazioni, con sequenzialmente sommarie e grossolane, del c.d. quisque de populo.

Cassazione civile sez. lavoro, 04/06/2019 n. 15159