Generali al rush finale su Bbva

Allianz favorita nella corsa per diventare partner della banca, in gara anche Liberty. Ma il Leone non molla la presa. Il general manager de Courtois segue il dossier
di Anna Messia

Generali assicurazioni prova a stringere la prese sul dossier Bbva . La banca spagnola alla fine del 2018 ha avviato il processo per la ricerca di nuovo partner assicurativo, affidando l’incarico a Bank of America, con l’obiettivo di siglare una joint venture bancassicurativa nei mercati nei quali opera, con un’operazione totale che potrebbe vale più di 1,5 miliardi di euro. In ballo ci sarebbero prima di tutto la Spagna e il Messico mentre la banca iberica avrebbe scelto di organizzare successivamente una seconda competizione per quanto riguarda Argentina, Perù e Colombia. Ora il primo dossier sta finalmente entrando nel vivo con una competizione che vede fronteggiarsi tre colossi assicurativi di altrettanti Paesi: l’italiana Generali , appunto, la tedesca Allianz e l’americana Liberty. Ufficialmente in questi mesi non sono mai arrivate conferme o smentite da Trieste e dagli altri assicuratori chiamati in causa, ma, qualora l’operazione Bbva si concretizzasse, si tratterebbe di una partita che potrebbe rivelarsi molto importante per il gruppo guidato da Philippe Donnet. Per la crescita in Spagna, prima di tutto, dove il Leone non ha ancora raggiunto una posizione di leadership, occupando oggi l’ottava posizione in termini di premi. Il group ceo Donnet non ha invece mancato occasione per ribadire che Generali punta a raggiungere sempre il podio dei mercati nei quali sceglie di operare, in termini di premi ma ovviamente anche di redditività. Il Bbva potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio per l’America Latina dove il Leone, dopo aver abbandonato alcuni mercati (l’uscita dal Messico risale al 2014, quando ceo del gruppo era Mario Greco, ora a capo di Zurich), vuole crescere in Paesi come l’Argentina o il Brasile. La firma con il Bbva potrebbe essere i l’occasione giusta per dare una spinta importante allo sviluppo anche in quei Paesi. Le offerte vincolanti, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sono attese tra fine agosto e inizio settembre e solo con l’apertura delle proposte la situazione sarà più chiara. Spuntarla non sarà semplice visto che il colosso Allianz (che ha sciolto di recente il suo storico accordo con il Santander) sarebbe pronto a mettere sul tavolo una cifra significativa e per questo ore viene dato come favorito. Ma in questo momento anche al Leone non mancano grinta e risorse finanziarie. Nelle scorse settimane c’è stata la management presentation tra gli assicuratori in competizione e i rappresentati della banca spagnola, e a seguire le manovre per conto di Generali sarebbe stato in prima linea il general manager della compagnia, Frédéric de Courtois, a dimostrazione dell’importanza che la compagnia di Trieste attribuisce alla partita bbva. Anche le risorse, come detto, non mancano a Generali . La compagnia italiana, forte di una cassa che secondo il nuovo piano industriale 2019-2021 arriverà complessivamente a 4 miliardi, finora ha chiuso una sola operazione di acquisizione.
Con la prima mossa, fatta alla fine di luglio, sono stati spesi in particolare 600 milioni di quei 4 miliardi, per un’acquisizione che ha consentito al gruppo assicurativo italiano, in un colpo solo, di diventare il secondo operatore danni in Portogallo e il terzo in assoluto nel Paese. Oggetto dell’operazione è stata Seguradoras Unidas, che opera tramite il marchio Tranquilidade (pagata 510 milioni), cui si è aggiunta la piattaforma di servizi sanitari Advance Care (pagata 90 milioni). Inizialmente sembrava che le attività di Generali in Portogallo, dove la compagnia operava già dal 1942 sia nel Danni sia nel Vita, fossero destinate a rientrare nel maxi piano di cessioni di attività non più core, chiuso lo scorso anno con un incasso di 1,5 miliardi. L’occasione che si è aperta con Tranquilidade ha convinto Generali a cambiare in corsa i suoi programmi e ora anche l’operazione con il Bbva , qualora andasse in porto, potrebbe ridisegnare le priorità internazionali del gruppo. (riproduzione riservata)

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