Ubi val bene l’aumento

L’utile cresce e anche la cedola salirà. Il canale di raccolta di Bpm decolla. E per diventare partner della banca di Massiah la compagnia può cedere asset o ricapitalizzare. Lo spiega l’ad Minali
di Anna Messia

Per il sesto trimestre consecutivo Cattolica Assicurazioni ha chiuso con il risultato operativo in crescita. «La dimostrazione che stiamo dando attuazione alla svolta indicata nel piano industriale 2018-2020», dice a MF-Milano Finanza, il ceo della compagnia, Alberto Minali, che sta valutando in queste settimane un’offerta vincolante per il business assicurativo vita di Ubi. Se si dimostrerà un business solido e redditizio, Cattolica «procederà all’opzione di funding più corretta», spiega Minali, e neppure l’ipotesi di un aumento di capitale può essere esclusa, aggiunge, esprimendo fiducia sulla crisi di governo in corso. «L’Italia è un Paese abituato a governi di breve durata», dice, e la compagnia è pronta a tenere ferma l’esposizione dei Btp nel portafoglio, pari oggi al 53-54%.

Domanda. Partiamo dalla crisi di governo in atto. Quali sono i rischi per Cattolica di una ripresa dello spred sui Btp?
Risposta. Siamo in una situazione di solidità del capitale, migliorata di sei punti anche grazie all’utile netto di 61 milioni (+20%, ndr), registrato nel primo semestre. A giugno avevamo un Solvency II ratio del 165% che a luglio è salito ulteriormente a oltre 170%. Una crescita di 50 punti dello spread farebbe ridurre di 19 punti il solvency II. Nel caso di un allargamento di 70 punti dello spread (rispetto ai 238 punti di venerdì 9, ndr) scatterebbe il country specific volatility adjustement che farebbe risalire il nostro Solvency oltre 180 punti. Un paradosso legato a questo strumento, che funziona a scatti con scogli di attivazione che sarà probabilmente modificato con la revisione di Solvency II nel 2020.
D. I Btp rappresentano però più della metà del portafoglio investimenti di Cattolica. Ridurrete la percentuale?
R. Non per ora. I titoli di Stato italiani continuano ad essere un buon investimento. La nostra esposizione in Btp è coerente con la durata delle passività e non abbiamo preoccupazioni, considerando tra l’altro che abbiamo flussi positivi dalla crescita dei premi, con una stabilità delle riserve che non ci obbliga a disinvestimenti anticipati.
D. Parlando dei dossier caldi, avete già presentato un’offerta non vincolante per diventare partner bancassicurativi di Ubi. Presenterete anche quella vincolante?
R. Siamo molto interessati e pronti a giocare tutte le nostre carte. Ma vogliamo avere una situazione molto chiara della redditività del business per definire un prezzo equo. Conosciamo molto bene il valore del business che abbiamo già in piedi con Ubi (Lombarda Vita, ndr) che rappresenta 8 miliardi dei 27 miliardi complessivi del business vita di Ubi. Non possiamo traslare automaticamente le valutazioni di Lombarda Vita sulle altre partnership che la banca ha in piedi (con Aviva e Bap, ndr). Quando avremo tutti i dettagli per fare le nostre valutazioni ci muoveremo, presumibilmente a fine settembre.
D. Gli analisti hanno intanto iniziato a fare i conti sull’operazione Ubi che complessivamente vale circa 1 miliardo. In vendita ci sarebbe circa il 60-70% . Servono quindi circa 600-700 milioni mentre Cattolica può emettere ancora debito per 200 milioni. Come colmerete la differenza?
R. Prima di tutto bisogna considerare che parte del business Ubi è già in partnership con Cattolica. La quota di Lombarda Vita detenuta da Cattolica vale circa 250 milioni. Se saremo convinti della redditività dell’operazione potremmo cedere qualche asset e neppure un aumento di capitale può essere escluso. Ma prima dobbiamo capire bene i dettagli dell’operazione.
D. Restando in tema di partnership bancarie, nel primo semestre c’è stato il decollo della raccolta tramite Banco Bpm , che sembrava partita al rallentatore. A questo punto quali sono le prospettive?
R. Negli ultimi tre mesi la raccolta media giornaliera negli sportelli della banca è stata sostanzialmente allineata al budget che è stato condiviso con l’istituto. Sono state inserite nuove persone nella gestione della rete ed è stata incrementata l’attività formativa. Con una unit linked multiramo abbiamo intercettato bisogni della clientela, e nonostante il momento di volatilità dei mercati, stiamo recuperando la raccolta netta negativa che era stata registrata nel ramo Vita nella prima parte dell’anno. La crisi del Paese non ci aiuta ma, contiamo di chiudere il gap rispetto agli obiettivi che ci siamo dati che prevedono una raccolta annua vita di 3 miliardi e 120-140 milioni nel ramo Danni, dove già siamo sopra il budget.
D. Di recente avete anche stretto la presa sulla joint venture con Iccrea. Con loro come sta andando il business?
R. Abbiamo aumentato la nostra quota dal 51 al 70% e abbiamo rivisto il budget 2020 lanciando una nuova gamma prodotti. L’alleanza sta andando bene in termini di volumi e ora è arrivato il momento di spingere anche sulla redditività. Banco Bpm , Iccrea e Lombarda Vita rappresentano indubbiamente tre bocche di fuoco fondamentali per la crescita di Cattolica.
D. Quali sono i rapporti con la società di Warren Buffett dopo che, a inizio anno, ha chiesto l’iscrizione al libro soci forte del 9% di azioni? Ha fatto sentire la sua voce?
R. È il nostro primo azionista e mi pare che sia soddisfatto del suo investimento. Stiamo mantenendo le promesse del piano e abbiamo rapporti abbastanza frequenti. Berkshire Hathaway è nostro riassicuratore e lavoriamo insieme anche per sviluppo di nuovi prodotti, per quanto riguarda gli aspetti tecnici. Cattolica vuole distinguersi dagli altri competitor con un’offerta innovativa su rischi specializzati, nel cyber risk ma anche nel settore agricolo per esempio.
D. Quest’anno aumenterete il dividendo rispetto ai 40 centesimi del 2018?
R. Siamo solo ad agosto ma l’idea è di incrementare la cedola già quest’anno se i dati di crescita saranno confermati e compatibilmente con Solvency II. L’obiettivo indicato nel piano è di arrivare a oltre 50 centesimi sul bilancio 2020 (da pagare nel 2021, ndr). Siamo nella giusta traiettoria. (riproduzione riservata)

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