RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 11/08/2018

  • Richiamo all’ordine
    La Covip ha richiamato le forme previdenziali sulla necessità di adeguare la documentazione informativa con riferimento alla Rita (la rendita integrativa temporanea anticipata) in considerazione delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2018. La Covip sottolinea in particolare come allo stato attuale, sulla base della documentazione pervenuta, risulta che non tutte le forme previdenziali interessate hanno provveduto ad adeguare l’ordinamento interno e il corredo informativo così come avrebbero dovuto sulla base delle principali disposizioni.
  • Come costruire un tesoretto per i figli

    Da una recente ricerca di Ipsos condotta per Intesa Sanpaolo solo 4 giovani su 10 pensano che vivranno meglio dei genitori, una percentuale che si è abbassata negli ultimi anni (erano 6 su 10).  Come possono allora papà e mamma supportare un figlio in una epoca in cui il mare calmo appare difficile da trovare e il vento del destino soffia così forte? Un supporto concreto può essere dato  costruendo un investimento a loro finalizzato

  • Polizze vita. Separate & inafferrabili

    I tradizionali contratti rivalutabili sono un porto sicuro per gli investitori. Anche se oggi poche compagnie le mettono in vetrina Perché generano meno commissioni e pesano nei bilanci

  • Itas debutta con il fondo spalmautili
    Il gruppo Itas assicurazioni nei giorni scorsi ha deliberato l’istituzione della nuova gestione separata denominata Formula Fondo, prima esperienza nel mercato italiano di una gestione separata con fondo utili la cui regolamentazione è stata di recente approvata dall’Ivass.
  • Generali. Cercasi presidente
    Lo statuto pone il tetto di 70 anni per ricoprire la carica e l’attuale chairman Gabriele Galateri di Genola ne avrà 72 ad aprile 2019, quando bisognerà rinnovare il cda. Chi lo sostituirà? In alcuni ambienti milanesi riservati circola già un nome: Domenico Siniscalco, managing director e vicepresidente di Morgan Stanley international.
  • Le tre ragioni per cui a Mediobanca conviene lanciarsi all’attacco di Azimut
    Un miliardo di euro di munizioni potrebbe servire a Mediobanca per potersi difendere dagli attacchi esterni dei fondi attivisti. Una parte, 230 milioni circa, arrivano da liquidità disponibili, il resto dalla futura cessione del 3% del pacchetto Generali . Questa potenza di fuoco potrebbe per esempio essere usata per muoversi su Azimut holding, la società di Piazza Affari fondata da Pietro Giuliani e che capitalizza 2 miliardi di euro.
  • Ci si trova in Piazzetta
    Nel cielo dell’ex salotto buono, il fantasma di Elliott ha creato molto più subbuglio sotto traccia rispetto all’enfasi suscitata sul mercato e sui media. La smentita del portavoce del fondo americano di aver già preso l’1% di Mediobanca , con l’obiettivo di salire per promuovere lo spin off del 13% di Generali e scompaginare i giochi, ha sopito in qualche modo i rumor, ma la manovra non si è completamente dissolta. Elliott non è della partita, ma potrebbero esserlo altri fondi attivisti, con progetti più bellicosi.
  • Unipol rimette in pista i conti
    Per il gruppo assicurativo profitti a quota 644 mln, rispetto alla perdita di 390 mln dello stesso periodo del 2017. Grazie anche alla plusvalenza derivante dalla cessione della quota di Popolare vita, pari a 309 mln

  • Unipol va in utile oltre le stime

    Ritorno all’utile per Unipol, che ha archiviato il primo semestre con un profitto netto consolidato di 644 milioni di euro rispetto alla perdita di 390 mln dello stesso periodo del 2017. Il dato comprende la plusvalenza derivante dalla cessione della quota di Popolare vita, pari a 309 mln. L’a.d. Carlo Cimbri ha ribadito che non è allo studio alcun progetto di accorciamento della catena di controllo del gruppo. Per Unipol la partecipazione in UnipolSai è tra il 75 e l’80% e resterà a quel livello, «perché non vogliamo inaridire oltre una certa misura il flottante, che deve essere adeguato alla dimensione della società, per circa un miliardo di euro. Non c’è ragione per salire sopra l’80%. Cimbri si è poi soffermato sulla Popolare dell’Emilia Romagna, il cui investimento è pari a 300 milioni di euro: la partecipazione della compagnia bolognese nell’istituto, attualmente pari al 15%, non supererà il 19,9% autorizzato dalla Bce.


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  • ” Unipol non scala Bper, tetto al 20%”

    Cimbri esclude di voler creare ” conglomerati finanziari” con la banca e l’accorciamento del controllo del gruppo assicurativo.

    Nessun accorciamento della catena Unipol-UnipolSai e nessuna acquisizione di quote di controllo su Bper, nemmeno in prospettiva.
    L’amministratore delegato di Unipol ha colto l’occasione della presentazione dei dati semestrali del gruppo e della controllata assicurativa, per fare il punto sulle recenti mosse della compagnia bolognese. La prima parte dell’anno si è chiusa con un utile netto consolidato Unipol di 644 milioni contro un rosso di 390 milioni del corrispondente semestre 2017.

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  • Più utili per Unipol, a quota 644 milioni Bper? Fino al 20%

    Ieri il gruppo assicurativo bolognese ha presentato i conti del primo semestre dell’anno evidenziando un utile di 644 milioni di euro, a fronte di una perdita di 390 milioni dello stesso periodo del 2017, un esercizio caratterizzato dagli accantonamenti straordinari per Unipol Banca. Il risultato semestrale del gruppo guidato da Carlo Cimbri beneficia della plusvalenza di 309 milioni realizzata sulla cessione di Popolare Vita a Banco Bpm. Quanto all’investimento del 15% nel capitale di Bper Cimbri ha precisato che «valuteremo se incrementarla fino al 20%, ma non intendiamo oltrepassare questa soglia e non intendiamo acquisire posizioni di controllo della banca, di diritto o di fatto».


  • Unipol al 20% di Bper entro l’anno e salirà all’85% di Unipol Banca
    In UnipolSai avrà almeno il 75%. Nei sei mesi per la holding utile per 644 milioni
    Il combined ratio scende al 93%. La banca fa profitti ante imposte per 18 milioni

  • Ecco le novità introdotte con la Mifid delle polizze

    Lo scorso 3 agosto l’Ivass ha emanato tre regolamenti (39, 40 e 41) a seguito del recepimento della Idd nel Codice delle Assicurazioni Private. I regolamenti aggiornano e razionalizzano le precedenti versioni, ma l’Istituto ha utilizzato l’intervento regolamentare per introdurre ulteriori novità non previste dalla Idd.
    Le più salienti riguardano la gestione digitale dei rapporti assicurativi di cui si parla nel dettaglio nell’articolo di approfondimento in pagina. In sostanza dal maggio 2020 le compagnie saranno obbligate a permettere ai clienti l’effettuazione di alcune operazioni dispositive.

  • Home insurance: l’obbligo scatta nel 2020

    Una delle riforme più importanti introdotte dall’Ivass nel Regolamento 41 riguarda l’home insurance dispositivo, ossia l’obbligo di prevedere aree riservate nel sito internet dell’impresa (o tramite app su cellulare e tablet) attraverso le quali il contraente di una polizza potrà anche effettuare alcune operazioni come il pagamento dei premi successivi al primo, la richiesta di liquidazione del sinistro o il riscatto di una polizza. Il regolamento prevede una serie di operazioni minime da rendere effettuabili, ma non è vietato che le imprese possano integrare tali attività offrendo un servizio ancora più ricco ai propri clienti.

  • Priips, semplificazione in vista

    A luglio il Joint committee delle Esas (European supervisory authorities, cioè Esma, Eba ed Eiopa) ha scritto alla Commissione Ue, perché fornisca chiarimenti per un’applicazione uniforme della disciplina sui Priips in tutta la Ue.