Ci si trova in Piazzetta

di Giuseppe Stadio Caputo

Nel cielo dell’ex salotto buono, il fantasma di Elliott ha creato molto più subbuglio sotto traccia rispetto all’enfasi suscitata sul mercato e sui media. La smentita del portavoce del fondo americano di aver già preso l’1% di Mediobanca , con l’obiettivo di salire per promuovere lo spin off del 13% di Generali e scompaginare i giochi, ha sopito in qualche modo i rumor, ma la manovra non si è completamente dissolta. Elliott non è della partita, ma potrebbero esserlo altri fondi attivisti, con progetti più bellicosi.
Tra lunedì 6 e martedì 7 agosto, le massime autorità istituzionali italiane e di Francoforte, risultano essere scese in campo per verificare l’attendibilità di queste manovre. È lecito ipotizzare che siano stati Alberto Nagel, Gabriele Galateri di Genola, oltre ad alcuni soci forti italiani di Mediobanca e Generali a sollecitare Tesoro, Bankitalia, Bce a intervenire. I regolatori e vigilanti, secondo quanto ricostruito da MF-Milano Finanza presso fonti coinvolte, hanno audito alcuni protagonisti della vicenda nella quale sono stati sicuramente coinvolti cinque-sei interlocutori, tra italiani ed esteri. In campo esponenti di Via Nazionale e Via XX Settembre, tenendo informata Bce e naturalmente anche il governo.
Il piano risulta essere stato concepito lo scorso luglio e portato avanti da Giuseppe Bivona, ingegnere con la passione per la finanza, patron di Bluebell Partners, società di consulenza di Londra, formatosi in Morgan Stanley, Lehman, Goldman Sachs e fustigatore di alcune banche tra cui Mps , dove da tempo è una spina nel fianco. Dopo l’irruzione pilotata di Elliott in Ansaldo Sts , in Tim , ora Bivona ha spostato il mirino su Mediobanca e Generali . Da cui l’ingegnere-finanziere ritiene che sia possibile estrarre valore, quantificato in un 30% minimo, tagliando il cordone ombelicale tra Mediobanca e Generali . Di qui la proposta fatta a Paul Singer che, pur a capo di un fondo attivista, prima di muoversi vuol essere sicuro di non fare l’elefante nella cristalleria. Il salotto non c’è più, ma attorno a piazzetta Cuccia e il Leone c’è una sorta di legittima protezione da parte del milieu istituzionale molto sensibile allo status quo. Ecco perché Singer, dopo aver ascoltato, si è tirato fuori. Meglio non rischiare un pericoloso corto circuito con quelle autorità che potrebbero esercitare in modo pignolo i poteri e dargli filo da torcere per esempio su Tim , di cui Elliott è il socio di minoranza che esprime la maggioranza del consiglio e che deve ancora gestire le conseguenze della gestione maggioritaria di Vivendi : per esempio il golden power. C’è poi per Elliott il lato Milan, che impone disciplina.

Il piano che ha in mente Bivona e che Tesoro e Bankitalia risulta abbiano portato alla luce, rassomiglia al copione Tim : acquistare una quota del 10-12% di Mediobanca , dove l’attuale patto sul 28,47% verrà rivisto, a seguito del verosimile disimpegno di Unicredit , e diventare quindi ancora più leggero. Per il solo fatto di inserirsi nel capitale, prima ancora di muoversi attivamente, i nuovi azionisti metterebbero sotto pressione la gestione, anche rispetto a Generali , dove ad aprile 2019 dovrà essere rinnovato il cda. E i soci italiani si stanno organizzando. Se con la moral suasion Bivona & C. non ottenessero cambiamenti di rotta, potrebbero chiedere un’assemblea per entrare nel cda. Sarebbe l’assalto al Fort Apache, che al di là degli effetti concreti scatenerebbe una battaglia in borsa.

Bivona, nonostante il disimpegno di Elliott, non si è arreso e, avendo un temperamento determinato, risulta avere intrapreso un altro pellegrinaggio presso fondi attivisti con minori scrupoli. Gli uomini di Tesoro e Bankitalia sono sulle tracce di due-tre hedge fund americani più spregiudicati, anche perché non avendo legami e interessi in Italia, subiscono meno la moral suasion a non giocare d’azzardo e anzi il poter rompere le uova nel paniere li rende più aggressivi.
Chi sono questi nuovi barbari? Gli indizi portano a Bridgewater e Marshall Wace. Il primo risulta aver messo sul tavolo da 2,5 a 3 miliardi su alcune banche italiane: una di queste sembra essere Mediobanca . Poi risulta essere in campo anche Och-Ziff Capital Management. Uno di loro risulta aver ingaggiato anche uno studio legale blasonato, che in Italia lavora molto con banche e assicurazioni. Che poi effettivamente vogliano schierarsi con Bluebell per scompaginare la grande finanza, è tutto da vedere. Come accade da oltre 20 anni, anche questa è un’estate calda che sta agitando le vacanze a molti. Galateri da persona seria e impegnata, nonostante scada ad aprile e non può essere rinnovato per limiti di età, sta vigilando costantemente la situazione per il caso di un’accelerazione improvvisa. (riproduzione riservata)

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